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Categoria: Archivio Newsletter

29 Novembre 2021
Uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo

Ci siamo uniti nel Percorso Azzurro di LILT a Bergamo. LILT Bergamo Onlus, Fincopp Lombardia OdV e Politerapica, insieme ad ATS Bergamo, Ambito Territoriale di Seriate e ASST Papa Giovanni, hanno formato una bella squadra. Possiamo definirla anche una squadra efficace e determinata. Daltronde, non si può fare di meno contro il cancro della prostata che è il principale tumore che colpisce gli uomini.

Già perché la campagna nazionale Percorso Azzurro è l’iniziativa che LILT mette in campo ogni anno contro il tumore della prostata. Una malattia ancora molto diffusa, scrivevamo. Si stima infatti che i nuovi casi all’anno, in Italia, siano 37.000. E’ però una malattia che oggi si cura con risultati molto migliori che in passato. Sono risultati raggiunti grazia alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

Uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo

Ci siamo uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo e abbiamo organizzato eventi di informazione e sensibilizzazione, visite urologiche a costo simbolico e una campagna di screening gratuito. ATS Bergamo e Ambito Territoriale di Seriate hanno concesso il loro patrocinio all’iniziativa. L’ASST Papa Giovanni XXIII ha illuminato di azzurro la fontana dell’Ospedale di Bergamo. Il Dott. Michele Sofia, Direttore Sanitario di ATS Bergamo ha partecipato personalmente. Lo ha fatto nel suo duplice ruolo: quello istituzionale e quello di medico esperto in cure palliative.

Tre attività per territorio e cittadini

Abbiamo organizzato tre attività. Il 27 Novembre, alle 17,00, abbiamo tenuto un convegno a distanza aperto al pubblico. Intorno al tavolo si sono seduti esperti, associazioni di volontariato e istituzioni. Abbiamo raccontato cosa sia il cancro della prostata. Lo abbiamo fatto con l’obiettivo di fornire strumenti per guardare in faccia la malattia e affrontarla nel modo più corretto. Anche sul piano emotivo e relazionale.

Ai lavori hanno partedipato Lucia De Ponti che è Presidente di LILT Bergamo Onlus, insieme all’Urologo Michele Manica e alla Psicologa e psicoterapeuta Valeria Perego. C’erano poi anche l’Urologo Oreste Risi, Michele Sofia e Pasquale Intini. Il Dott. Sofia ricopriva il duplice ruolo di Direttore Sanitario di ATS Bergamo e di medico esperto in cure palliative. Anche Pasquale Intini era presente con due vesti: quella di Vice presidente di Fincopp Lombardia e quella di Direttore di Politerapica.

Le campagne di prevenzione e diagnosi precoce

Insieme al convegno, abbiamo proposto due campagne di prevenzione e diagnosi precoce.

Abbiamo messo a disposizione dei cittadini 60 visite urologiche ad un costo simbolico. Le visite verranno eseguite durante il mese di Dicembre nell’ambulatorio di LILT a Trescore Balneario e in quello di Politerapica a Seriate. Chi è interessato deve prenotarsi. Lo può fare, inviando una comunicazione agli indirizzi e-mail legatumoribg@gmail.com o info@politerapica.it.

Intanto stiamo continuando la campagna di prevenzione e diagnosi precoce del tumore della prostata dedicata ai sacerdoti della Diocesi di Bergamo. L’iniziativa era stata pensata dalla Presidente De Ponti e da Mons. Beschi quando LILT Bergamo ha presentato al Vescovo di Bergamo il libro che racconta i suoi 90 anni di vita.

Già perché non ci dobbiamo dimenticare che quest’anno LILT Bergamo festeggia il suo 90° anno di attività. Un compleanno importante che non rappresenta un punto di arrivo ma una tappa da cui ripartire con nuova energia.

Uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo

Ci siamo unite nel Percorso Azzurro a Bergamo e lo abbiamo fatto con il nostro impegno e il nostro entusiasmo. Qui di sgeuito, alleghiamo la documentazione e gli atti delle iniziative che abbiamo organizzato.

Documenti

a) Percorso azzurro 2021 a Bergamo – Locandina

b) Percorso Azzurro 2021 a Bergamo – Presentazione lavori

c) Percorso Azzurro 2021 a Bergamo – Comunicato

d) Percorso Azzurro 2021 a Bergamo – Sintesi del convegno

e) Percorso Azzurro 2021 – Libretto su tumore della prostata

Copertura mediatica

a) L’Eco di Bergamo – 26.11.2021 – Percorso Azzurro a Bergamo

b) L’Eco di Bergamo – 05.12.2021 – Convegno prostata e Percorso Azzurro 2021 a Bergamo

Uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo – Videoregistrazione integrale del convegno

Uniti nel Percorso Azzurro a Bergamo – Galleria immagini

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

I preparativi della regia

I preparativi della regia

Lucia De Ponti, Presidente LILT Bergamo

Lucia De Ponti, Presidente LILT Bergamo

Michele Manica, Urologo

Michele Manica, Urologo

I lavori sono in corso

I lavori sono in corso

Michele Sofia, Direttore Sanitario ATS Bergamo, Medico palliativista

Michele Sofia, Direttore Sanitario ATS Bergamo, Medico palliativista

Pasquale Intini modera i lavori

Pasquale Intini modera i lavori

I preparativi della regia 2

I preparativi della regia 2

 

Dunque
Pertanto
Infatti
Quindi

 

28 Novembre 2021
Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide. Non sempre, almeno. Non quelle autoimmuni. Possono, per esempio, colpire l’occhio. Parliamo di un argomento delicato. La Dott.ssa Danila Covelli, Endocrinologa in Politerapica, lo tratta in un articolo pubblicato dalla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo del 28.11.2021.

Qui si può scaricare l’articolo: L’Eco di Bergamo – 28.11.2021 – Covelli, Basedow – Def

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Il nome è un po’ difficile ma anche la malattia non è delle più comuni. Oftalmopatia basedowiana o tiroidea. Così viene chiamata l’insieme di segni e sintomi oculari che si possono manifestare in chi soffre di malattie autoimmuni tiroidee. E’ più frequente in caso di ipertiroidismo da Malattia di Graves-Basedow. Può presentarsi però anche in caso di ipotiroidismo associato a Tiroidite di Hashimoto. E’ una malattia rara nelle sue forme più gravi ma un minimo coinvolgimento oculare si rileva fin nel 50% dei pazienti con Malattia di Graves-Basedow.

I suoi principali bersagli sono la congiuntiva, le palpebre e i muscoli oculari. Gli occhi ammalati appaiono sporgenti, gonfi e arrossati e lo sguardo più spalancato.

Disturbi dolorosi e invalidanti

La sensazione di “avere la sabbia negli occhi” e un dolore oppressivo all’occhio sono sintomi molto comuni. Il disturbo più invalidante è quello della visione doppia, o diplopia, conseguenza dell’infiammazione dei muscoli che muovono l’occhio.

Normalmente i segnali luminosi percepiti dai nostri occhi generano ed inviano al cervello due immagini distinte che vengono poi fuse in un’unica. Gli occhi sani, ben sincronizzati nei movimenti, inviano al cervello due immagini molto simili tra loro. Se invece i due occhi non si muovono in modo sincrono, come quando i muscoli sono infiammati, inviano al cervello immagini molto diverse tra loro che non vengono facilmente fuse. Ne deriva la percezione di vedere doppio. La diplopia limita molto l’autonomia del paziente. Per risolverla spesso è necessario un intervento chirurgico.

Cause poco chiare

La Dott.ssa Covelli spiega che l’origine delle malattie autoimmuni non è ancora molto chiara. Spesso si scatenano dopo uno stress in chi ha ereditato un sistema immunitario non perfettamente sano. Ancora meno chiaro è il motivo per cui talvolta la reazione autoimmune non si limita alla tiroide ma coinvolge anche tessuti extra-tiroidei come l’occhio.

Nascono quando il sistema che produce le nostre difese genera per errore anticorpi diretti contro il nostro stesso organismo e, come abbiamo visto, anche la tiroide può essere bersaglio di questi attacchi. Due tra le più comuni malattie autoimmuni sono la Malattia di Graves-Basedow e la Tiroidite di Hashimoto. La prima causa un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei mentre la seconda danneggia il tessuto tiroideo fino a portare alla ridotta produzione di ormoni. Entrambe possoon colpire l’occhio.

Terapia, possibili conseguenze e prevenzione

Un dato positivo è che l’orbitopatia è una malattia che si autolimita. Gli anticorpi che attaccano la tiroide pian piano spariscono e l’infiammazione agli occhi si risolve. La terapia medica limita l’infiammazione e i conseguenti danni. Si basa sulla somministrazione di  farmaci cortisonici per via endovenosa. Oggi, peraltro, si stanno già usando in via sperimentale nuovi trattamenti più specifici e con meno effetti collaterali.

Una volta risolta la fase infiammatoria, non è detto che gli occhi tornino come prima dal punto di vista estetico o funzionale. In questi casi diventa necessario ricorrere alla chirurgia. Prevenzione, diagnosi precoce e terapia adeguata servono a limitare al minimo i danni permanenti e il ricorso agli interventi chirurgici.

Per la prevenzione ci sono alcuni fattori su cui possiamo agire: si deve evitare il fumo di sigaretta e si devono prendere nel modo giusto i farmaci per la tiroide. Per la gestione adeguata della malattia, invece, conclude la Dott.ssa Covelli, ci si deve rivolgere a centri ospedalieri che garantiscano il lavoro in equipe di endocrinologo, oculista, ortottista e chirurgo.

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide. Come abbiamo visto, saperlo è necessario per affrontarle nel modo migliore e per lavorare alla loro prevenzione.

 

 

Politerapica è a Seriate in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468.
 

 

25 Novembre 2021
Abbiamo partecipato al congresso nazionale Melanoma

Abbiamo partecipato al Congresso Nazionale sul Melanoma organizzato da IMI – Intergruppo Melanoma Italiano. Quella di quest’anno era la 27° edizione dell’unico evento nazionale che si occupa di questa patologia e che si è tenuta a Torino dal 6 all’8 Novembre scorso.

Abbiamo partecipato presentando i dati dell’Ambulatorio Oncologia Dermatologica – Melanoma, con la guida del Dott. Andrea Lisa, sempre attivo e pieno di energie. Abbiamo proposto un nostro abstract che è stato selezionato per la presentazione come Poster al congresso. Un risultato prestigioso visto che figuriamo tra Enti Ospedalieri e Enti Universitari a carattere nazionale.

Tutti i professionisti dell’ambulatorio hanno collaborato alla stesura del documento. Non poteva essere che così. Il lavoro infatti riferisce dei dati tratti dall’esperienza clinica realizzata da Giugno 2019 a Giugno 2021 in Politerapica, un centro che fa attività di territorio di primo livello con il patrocinio di due associazioni di volontariato in oncologia.

Abbiamo partecipato al congresso nazionale Melanoma insieme

Abbiamo partecipato al congresso nazionale Melanoma lavorando insieme, scrivevamo. Lo abbiamo fatto nello stesso modo col quale gestiamo le attività dell’Ambulatorio Oncologia Dermatologica. Ognuno ha apportato il proprio contributo per realizzare un lavoro multidisciplinare.

Abbiamo già detto di Andrea Lisa, Chirurgo. Con lui, Giambattista Manna, Dermatologo, Salvatore Noto, Dermatologo, Silvia Cavedon, Infermiera e Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapeuta. Non meno importanti i contributi di Lucia De Ponti, Presidente LILT Bergamo Onlus e di Marina Rota, Presidente di Insieme con il Sole dentro.

Siamo partiti dalla descrizione del contesto

Abbiamo iniziato con una premessa fondata sulla descrizione del contesto.

“Negli ultimi vent’anni si è osservato un significativo aumento di tumori della pelle. Un tale incremento epidemiologico richiede una pronta risposta sul territorio che riduca l’impatto sugli ospedali attualmente oberati di risorse atte a fronteggiare l’epidemia di COVID. La risposta sul territorio deve però mantenere i canoni di scientificità e metodologia di approccio proprie delle sedi centrali al fine di fornire al paziente le più moderne linee guida e approcci.

Con questo obiettivo abbiamo organizzato presso l’ambulatorio Polispecialistico Politerapica Medicina Vicina a Seriate un ambulatorio dedicato al trattamento delle patologie cutanee oncologiche. L’ambulatorio è sostenuto dalla sezione LILT di Bergamo e dall’associazione Insieme con il Sole dentro. E’ composto da specialisti ospedalieri e professionisti sanitari: dermatologo, chirurgo plastico, anatomopatologo, infermiere specializzato e psico-oncologo”.

Risultati

I risultati emersi si basano su dati significativi.

“Durante il nostro periodo di studio abbiamo eseguito 303 visite specialistiche di dermatologia e 74 asportazioni di lesioni cutanee. 8 di queste hanno necessitato di ricostruzione mediante lembi locali. Una, non inclusa nel computo, è stata trasferita ad un centro di secondo livello per complessità”.

“Analizzando gli esiti istologici nella popolazione, campione abbiamo osservato una maggioranza di patologia benigna. 38 casi sono risultati cheratiti seborroiche, emangiomi e fibromi. 15 casi sono risultati nevi benigni. 14 casi però si sono rivelati carcinomi basocellulari. 5 esami sono risultati carcinomi squamocellulari, di cui 1 sottoposto a radicalizzazione. Infine, 2 casi erano melanomi, sottoposti ad allargamento”.

“La distribuzione per età vede una maggioranza di pazienti tra i 40 e 60 anni (35%), seguiti da pazienti nella fascia inferiore ai 40 anni (25%), prevalentemente affetti da patologia benigna. Seguono poi i pazienti nella fascia 60-70 anni (18%) e infine i pazienti di età maggiore”.

“La distribuzione per sede conferma la prevalenza per le aree esposte alla luce (49% sul totale delle asportazioni). Da qui deriva la necessità che un chirurgo plastico faccia parte del team multidisciplinare per minimizzare l’impatto dell’asportazione ed eventualmente eseguire ricostruzione locale”.

Conclusioni

Le conclusioni confermano le nostre intuizioni.

“La nostra esperienza conferma l’utilità dell’istituzione di un team multidisciplinare che affronti sul territorio una patologia così frequente e potenzialmente dannosa come i tumori cutanei melanocitari e non melanocitari. Nella nostra esperienza la collaborazione con associazioni sul territorio ci consente di promuovere attività di sensibilizzazione della popolazione. Nel prossimo futuro estenderemo i servizi del nostro centro offrendo la possibilità di eseguire il follow-up presso la struttura in modo da seguire il paziente dalla diagnosi, al trattamento e al successivo controllo post-operatorio”.

Abbiamo partecipato al congresso nazionale Melanoma con un lavoro in lingua inglese

Naturalmente, considerato il contesto scientifico nazionale, il lavoro è stato prodotto in inglese.

Abbiamo partecipato al congresso nazionale Melanoma e non è finita qui

E’ stata per noi una grande soddisfazione. Non lo nascondiamo.

“Come il melanoma negli anni ha dimostrato di agire da vero e proprio “apripista” in molti aspetti relativi all’inquadramento e gestione di una patologia oncologica, l’IMI, che in maniera realmente multidisciplinare segue tale malattia, continua a percorrere la strada volta a fornire uno strumento di aggiornamento ed avanzamento scientificamente valido ed interattivo”. Questa l’introduzione al congresso sul sito di IMI.

Un’esperienza di grande rilevanza cui abbiamo avuto il privilegio di partecipare insieme ad Enti Ospedalieri ed Enti Universitari di carattere nazionale.

Non ci fermeremo però qui. L’Assemblea dei soci di IMI ha recentemente accettato la domanda di ammissione del nostro Dott. Andrea Lisa. Con lui proseguiremo la nostra collaborazione con Intergruppo Melanoma Italiano. La società scientifica dedicata al Melanoma è stata fondata nel 1998 e conta oggi oltre 400 soci. Questi sono prevalentemente, ma non esclusivamente, specialisti in dermatologia e poi in chirurgia, oncologia, anatomia patologica, genetica, medicina nucleare, radiodiagnostica e radioterapia nonché biologi e tecnici sanitari di laboratorio biomedico che si occupano di melanoma e tumori cutanei non-melanoma.

 

L’Ambulatorio Oncologia Dermatologica – Melanoma di Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

 

 

 

 

 

 

25 Novembre 2021
Ci vergogniamo a parlare di emorroidi

Ci vergogniamo a parlare di emorroidi e più ancora ad andare dal medico a farci visitare in quei posti lì. Questo però ci può procurare problemi seri. Come dice il Dott. Marco Bianchi, se trattate in modo corretto e per tempo, più del 50% delle malattie emorroidarie possono evitare di finire in sala operatoria. E quando l’intervento chirurgico è necessario, risulta difficile evitarlo perché la vita di chi ne ha bisogno “diventa un inferno”.

Il Dott. Bianchi è uno dei medici di Politerapica. E’ specialista in Chirurgia generale e si occupa in particolare di proctologia, la cura di malattie e disturbi della parte finale dell’intestino. Un professionista di grande esperienza che sa bene cosa dice quando parla di emorroidi.

Lo ha fatto il 15 Novembre scorso, in qualità di ospite di Fattore Bergamo – La Salute, la trasmissione di Bergamo TV condotta da Alberto Ceresoli:

Ci vergogniamo a parlare di emorroidi ma le abbiamo tutti

Le emorroidi sono dei cuscinetti vascolari che stanno nell’ultimo tratto dell’intestino di tutti. Hanno diverse funzioni fisiologiche, soprattutto quella della continenza di feci e gas. Molto spesso, purtroppo, tendono ad ammalarsi. Questo può succedere per scorretti stili di vita o anche per la costituzione stessa del canale anale.

La malattia delle emorroidi si presenta per gradi così come quella delle vene varicose. Si dilatano, tendono ad uscire dalla sede normale e producono disturbi come dolore, gonfiore, bruciore, prurito, fino al sanguinamento quando si va in bagno. Sono sintomi che spesso non è facile riconoscere o che sono piuttosto sfumati come, per esempio, quello del prurito anale che viene quando le emorroidi cominciano ad ammalarsi, prima che escano. O quello della sensazione di non essersi scaricati completamente.

Ci vergogniamo a parlare di emorroidi e facciamo pasticci

Stiamo parlando di un argomento tabù. Ci vergogniamo a parlare di emorroidi, scrivevamo all’inizio, e più ancora di andarci a fare visitare. Spesso temiamo anche che la visita ci procuri dolore. Tendiamo quindi a sottovalutare il problema o a cercare di curarcelo da soli, seguendo i consigli di parenti, amici e conoscenti. Ci applichiamo creme, prendiamo farmaci. In realtà, facciamo un pasticcio.

Soprattutto, ritardiamo la diagnosi ed evitiamo il trattamento fino a quando la malattia diventa conclamata: le emorroidi escono, si formano gonfiori anali importanti, ci sono sanguinamenti.

E questo è un errore perché i trattamenti precoci e continuati nel tempo possono portare alla cura della malattia o al rallentamento del suo decorso. Parliamo di cure farmacologiche e trattamenti ambulatoriali come sclerosanti o legature delle emorroidi con le quali si può evitare l’intervento chirurgico in più del 50% dei casi.

L’intervento chirurgico

Quando invece la malattia è conclamata e la patologia raggiunge il 3° o 4° grado, nel 100% dei casi rimane solo l’indicazione chirurgica.

L’intervento chirurgico procura diversi fastidi ed è mal tollerato dai pazienti perché si esegue in un distretto anatomico molto sensibile e doloroso, procura fastidio, disagio. Senza contare che, come per tutti gli interventi chirurgici, rimanse sempre una certa alea di rischio per il paziente. Questo anche se oggi le tecniche operatorie sono molto avanzate e hanno permesso di superare molti problemi rispetto al passato.

Quando però l’operazione risulta necessaria diventa difficile evitarla. Se non vengono operate, le emorroidi diventano un inferno per la vita del paziente, senza contare le possibili conseguenze. Il sanguinamento, per esempio, può portare all’anemia cronica e questa, oltre a potere essere grave in sé fino alla necessità di trasfuzioni, può produrre problemi in altre patologie. Una persona anziana, per esempio, può correre seri rischi. Se cardiopatico, può arrivare a mettere in pericolo la vita.

La prevenzione

Insomma, parliamo di problemi che crescono e crescono ma che potremmo risparmiarci se ci rivolgessimo subito al medico. Addirittura, potremmo ebitarli ancora prima con una corretta prevenzione.

Sì, perché anche la malattia delle emorroidi si può prevenire con sani stili di vita. Cominciando da una sana alimentazione con abbondante frutta e verdura e bevendo almeno due litri di acqua al giorno. E non bisogna fare l’errore di mangiare molta frutta e verdura senza bere acqua. Si ottiene l’effetto contrario: le fibre possono addirittura diventare massa che ostacola la funziona intestinale.

E poi naturalmente il movimento. Il corpo deve muoversi e un movimento corretto facilita una corretta attività dell’inetstino.

 

Il Dott. Marco Bianchi riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni, si può chiamare il numero 035.298468.

 

21 Novembre 2021
Un momento di storia per LILT Bergamo

Un momento di storia per LILT Bergamo, quello che si è tenuto Mercoledì 17 Novembre, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Con la partecipazione di testimoni autorevoli, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della mostra fotografica sui 90 anni di vita di LILT Bergamo alla Hospital Street dell’ospedale bergamasco.

Un momento di storia per LILT Bergamo

Un momento di storia per LILT Bergamo. Storia passata e presente unita alla visione del futuro. La mostra che durerà fino al 31 Dicembre conclude un anno ricco di celebrazioni, non di autocelebrazioni: contenuti sobri e chiari. Si pensi al convegno dello scorso Maggio, presso Bergamo Scienza, col Prof. Alberto Mantovani e il Prof. Gianvito Martino.

Una conclusione che parte dal punto di partenza, come ha raccontato Lucia De Ponti, la Presidente dell’Associazione. Con la mostra, LILT è tornata infatti sul luogo della sua nascita: l’ospedale maggiore di Bergamo insieme al quale ha percorso poi tanta strada e col quale continua a collaborare.

“La scelta dell’ASST Papa Giovanni XXIII come sede della manifestazione” – ha infatti dichiarato la Presidente di LILT Bergamo“è stata determinata dalla volontà di riportare l’associazione nel luogo della sua nascita, nel 1931, nei reparti di Anatomia Patologica e Radioterapia dell’allora Ospedale Maggiore di Bergamo. Lì si è sviluppato il progetto di dotare l’Ospedale delle strumentazioni più all’avanguardia per contrastare il cancro. Un progetto nel quale hanno svolto un ruolo determinante il prof. Francesco d’Alessandro e il prof. Lorenzo Felci”

Una cerimonia importante. Niente retorica e ancora solo contenuti con testimoni autorevoli. Quelli di ieri e quelli di oggi. Uomini e donne che hanno fatto la storia dell’oncologia non solo bergamasca. Con loro anche diverse autorità: il Direttore Generale di ASST Papa Giovanni XXIII, Beatrice Stasi, e il suo Direttore Sanitario, Fabio Pezzoli, con il Vice Sindaco di Bergamo, Sergio Gandi.

Una storia appassionante

Una storia appassionante che la Presidente De Ponti ha saputo raccontare in modo suggestivo. Ai presenti è stata offerta la possibilità di ascoltare la narrazione di una vita riferita davanti ad alcuni dei suoi protagonisti. Una vita intensa, raccontata da Lucia De Ponti e rappresentata – in sintesi, si intende – attraverso la mostra fotografica.

E’ la storia di novant’anni di volontariato impegnati nella lotta contro un male che all’inizio si riusciva solo a intuire ma di cui non si potevano ancora definire i contorni. Era il 1931 e da lì è iniziato tutto. Un percorso nel quale l’associazione bergamasca ha ricoperto un ruolo fondamentale per la promozione della ricerca, la prevenzione e la diagnosi precoce contro il tumore. Un lavoro fondato sulla solida alleanza tra LILT Bergamo Onlus e l’Ospedale della nostra città.

La prima fase di vita di LILT Bergamo prosegue fino alla fine degli anni 70. Sono stati anni dedicati a raccogliere fondi per dotare l’Ospedale di attrezzature moderne, in alcuni casi, le prime in Italia. Un’attività basata sull’autotassazione dei medici e sulla generosità delle banche e dei cittadini Bergamaschi.

Negli anni 80 la seconda fase

A partire dagli anni 80, inizia la seconda fase. Lo Stato Italiano aveva appena istituito il Servizio Sanitario Nazionale con la legge 833 del 1978. Presidente di LILT Bergamo era l’On. Leandro Rampa. Con lui partono progetti che anticipano il futuro.

Nel 1980 il lavoro di prevenzione nelle aziende e quello nelle scuole, Nel 1982 il centro di senologia mentre nel 1984 parte la prima campagna contro il melanoma e lo screening con il pap-test. Sembra un’attività condotta con ritmo incalzante quella che, in efferti, rappresenterà un punto di svolta nella lotta contro il tumore.

Nel 1987 l’associazione è protagonizta nella stesura dell’Atlante di mortalità della provincia di Bergamo e nel 1987 è impegnata sul fronte del riconoscimento delle cure palliative e della loro attuazione. Il 1995 è l’anno nel quale partono le campagne di contrasto al fumo e l’impegno per assicurare la presenza delle volontarie al letto delle donne operate al seno.

A volte, è successo che trascorressero anni prima della realizzazione di queste “intuizioni”. E’ stato sempre chiaro, però, come LILT Bergamo abbia saputo leggere con anticipo e lucidità le esigenze che via via si sarebbero espresse attorno al cancro, ai pazienti e alle loro famiglie. Una capacità fondata sul lavoro dei Consiglieri e dei Volontari dell’associazione.

La terza fase guarda già il futuro

Oggi LILT Bergamo è un’associazione in prima linea sul fronte della prevenzione primaria e di quella secondaria. La prima affrontata con campagne di educazione ai corretti stili di vita: alimentazione, movimento (corsi di Fitwalking), contrasto al fumo nelle aziende e nelle scuole. La seconda attraverso i suoi ambulatori di Trescore Balneario e di Verdello e con progetti all’avanguardia. Parliamo, per esempio, di “Clicca il neo” per la prevenzione dei tumori della pelle e di “Giobbe – Riconoscere misurare e curare il dolore in RSA”.

LILT Bergamo Onlus oggi affronta il futuro ampliando ulteriormente il suo orizzonte. “E’ stato sempre importante per noi collaborare con le altre associazioni di volontariato, con le Istituzione e con il CSV”, ha detto la Presidente De Ponti. “Oggi questa scelta diventa ineludibile affinché il volontariato possa svolgere la sua attività di supporto e di tutela in vista delle trasformazioni che il settore sanitario affronterà nei prossimi anni”.

Un momento di storia per LILT Bergamo e noi c’eravamo

Politerapica e Fincopp Lombardia hanno avuto l’onore di essere tra gli invitati. Abbiamo avuto il privilegio di partecipare alla cerimonia, prima, e alla presentazione della mostra, dopo, lungo il suo percorso, guidati proprio da Lucia De Ponti.

Ci ha fatto piacere. Ci ha toccato. Abbiamo conosciuto un pezzo del nostro territorio e della sua storia. Abbiamo conosciuto alcuni dei suoi protagonisti. Alcuni di persona, altri solo nella memoria del lavoro che hanno svolto.

Notevole la copertura mediatica

La stampa ha dato ampio risalto all’evento. Non poteva essere diversamente. Carta stampata, televisione, informazione on-line hanno contribuito a raccontare un aparte di noi. L’Eco di Bergamo lo ha riportato due volte nell’edizione cartacea e una su quella on-line. Sono intervenuta anche associazioni e enti.

L’Eco di Bergamo – 18.11.2021 – Mostra Lilt 90 anni – Def
L’Eco di Bergamo – 19.11.2021 – 90 anni LILT – Def

Corriere della Sera Bergamo
L’Eco di Bergamo on-line
BergamoNews
Prima Bergamo
Informatore Orobico
Valseriana News

Agenzia Nov
TiSOStengo
ZaZoom

CSV Lombardia

ASST PGXXIII
LILT Bergamo Onlus

20 Novembre 2021
Il Gruppo Plastik si affida a Politerapica

Il Gruppo Plastik si affida a Politerapica e stipula una convenzione con la nostra struttura. I 239 dipendenti delle due società di Albano Sant’Alessandro potranno ora accedere ai servizi di Politerapica a condizioni ancora più vicine. Con loro, anche i loro familiari conviventi.

Un gruppo all’avanguardia

Il Gruppo Plastik è un po’ particolare. In senso positivo, intendiamoci. E’ nato nel 1961 ed Esprime una delle eccellenze bergamasche nella manifattura. Si presenta però ancora come azienda a conduzione familare. Eppure impiega 240 persone nelle due aziende di Albano Sant’Alessandro e si compone di una terza società con sede a Modugno in provincia di Bari e di una quarta in Tunisia. Un gruppo importante che opera sui mercati internazionali ma che rimane legato ad una gestione fondata sui rapporti umani.

E’ impegnato nella produzione di film e sacchetti per il settore igienico sanitario e di film tecnici per settori specifici. Oggi rappresenta un riferimento nel settore dove è riconosciuto come partner affidabile per il presente e per il futuro dei propri clienti.

In prima linea nell’emergenza Covid

Si chiamava “Molamia”. Era la mascherina chirurgica nata in seno al progetto “Facciamo l’impresa” di Confindustria Bergamo per far fronte alla mancanza di dispositivi di protezione. Eravamo a Marzo 2020, nel pieno della pandemia da Covid, in particolare nella nostra provincia. E’ stata prodotta da una filiera bergamasca che ha visto impegnata la Plastik di Albano. Con lei, Radici Group di Gandino e il maglificio Santini di Lallio. Le prime due fornivano il materiale. La terza provvedeva al confezionamento.

Il progetto ha superato bene il primo step per poter ottenere la certificazione dell’Istituto superiore di sanità: quello bergamasco è stato infatti uno dei soli sette prototipi, su 200 arrivati da tutta la Lombardia, ad aver ricevuto già a Marzo l’ok del Politecnico di Milano in fatto di traspirabilità, filtrazione batterica e resistenza agli schizzi per impedire il passaggio del virus.

A pieno regime, la filiera formata dalle tre aziende ha avuto la possibilità di produrre centomila pezzi al giorno. “Per il bene comune abbiamo messo a disposizione le nostre competenze e in pochissimo tempo è nato questo progetto così importante“. Questa la dichiarazione all’Eco di Bergamo di Laura Cattaneo, amministratore delegato di Plastik Textile. L’azienda del gruppo Plastik coinvolta nel progetto per la mascherina
chirurgica 100% made in Bergamo, ha messo a disposizione un tessuto normalmente usato per pannolini e prodotti per l’incontinenza.

Il Gruppo Plastik si affida a Politerapica

Il Gruppo Plastik si affida a Politerapica e ha stipulato con noi un accordo a favore dei suoi collaboratori. Questi e i loro familiari possono ora accedere ai nostri servizi a condizioni particolari.

La convenzione comprende tutte le prestazioni di Politerapica. Da quelle specialistiche, a quelle riabilitative, e vaccinali oltre a quelle del Centro Prelievi per gli esami di laboratorio. In particolare, tamponi e test sierologici per la ricerca del Covid. Incluse quelle degli ambulatori multidisciplinari. Quello per il melanoma e quello per la chirurgia pediatrica,  Quello per l’acufene e quello per la cefalea.

 

Politerapica è a Seroate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

 

9 Novembre 2021
Tamponi antigenici rapidi in Politerapica

Da Lunedì 15 Novembre in Politerapica si eseguono tamponi antigenici rapidi per il Covid. Il servizio è attivo da Lunedì a Sabato in orari comodi, presso la sede di Politerapica a Seriate, in Via Nazionale 93. Il costo dell’esame è di 15 Euro. Non c’è bisogno di prenotazione anche se è consigliato fissare un appuntamento. Per farlo, basta chiamare il numero della struttura: 035.298468.

Tamponi antigenici rapidi in Politerapica

Non è una notizia da poco. Tanto è vero che l’Eco di Bergamo la riporta nella pagina di apertura della cronaca nella sua edizione di oggi.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 09.11.2021 – Tset antigenici in Politerapica – Def

Pensavamo infatti, che la domanda per questi esami sarebbe andata diminuendo ma le cose non stanno così. Il Covid non è ancora sconfitto anche se in Italia la situazione è migliore di altri Paesi. Pare che il Governo estenda le misure a protezione della popolazione che era previsto durassero fino a fine anno. Aumenta quindi l’esigenza di questo servizio per il territorio e per i suoi cittadini.

E Politerapica non si tira indietro. Peraltro è nella nostra natura il fatto di rispondere ai bisogni della gente in termini di salute con proposte concrete e veloci. Il nuovo servizio si aggiunge a quello di esecuzione di tamponi molecolari e esami sierologici che abbiamo avviato già a Maggio 2020 con la collaborazione di Synlab. E si aggiunge anche a quello del Centro Prelievi per esami di laboratorio che abbiamo avviato a Giugno di quest’anno.

Rilascio immediato di Green Pass

L’esito dei test antigenici rapidi per Covid è disponibile nel giro di quindici minuti circa. Se questo è negativo, viene rilasciato immediatamente il Green Pass all’utente. Se questo invece è positivo, viene offerta all’utente la possibilità di esecuzione di test molecolare senza costi per lui.

Scrivevamo che gli orari di accesso al servzio sono molto comodi. Questo è attivo, infatti, dal Lunedì al Venerdì, dalle 8,00 alle 14,00 e dalle 17,30 alle 20,00. Il Sabato, invece, è disponibile dalle 8,00 alle 11,00. Il costo dell’esame è di 15 Euro. Non è necessario fissare un appuntamento ma è consigliato farlo.

La sede di Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti si può chiamare il numero 035.298468.

 

3 Novembre 2021
Insieme contro il cancro a Bergamo

Sei associazioni di volontariato in oncologia lavoreranno insieme contro il cancro, a Bergamo, in questo mese di Novembre. Sono LILT Bergamo, Associazione Italiana GIST e Associazione Italiana Stomizzati. Insieme a Centro Ascolto Operate al Seno, Fincopp Lombardia e Insieme con il Sole dentro. Le attività si tengono con il patrocinio di ATS Bergamo.

Qui tutti i dettagli del progetto: Insieme contro il cancro a Bergamo – 4.11.2021

Porte aperte al pubblico

E’ necessario conoscere il cancro. Guardarlo in faccia fornisce strumenti per prevenirlo o per riconoscerlo precocemente, ai suoi primi segnali. Oggi è del tutto evidente come di fronte al tumore le armi più efficaci siano proprio queste: la prevenzione e la diagnosi precoce. Conoscere il tumore serve anche ad affrontarlo nel modo migliore. Questo vale per il paziente ma anche per i suoi cari. In una famiglia, dopo una diagnosi di tumore, nulla sarà più come prima per nessuno.

Per questo le sei associazioni apriranno le porte al pubblico per raccontare di questo brutto male che oggi possiamo combattere con molte maggiori possibilità di successo di una volta. Lo faranno Sabato 13 Novembre, a partire dall 15 del pomeriggio, presso la Sala Lombardia della sede centrale di ATS Bergamo, in Via Gallicciolli 4.

I volontari di ogni associazione saranno a disposizione per parlare ai cittadini di diversi tumori, fornire loro informazioni e materiale informativo. L’occasione aiuterà a capire ancora di più quanto il cancro debba essere affrontato nella sua globalità e quanto l’informazione sia lo strumento giusto per farlo. L’informazione alle persone, quelle che devono avere cura per prime della propria salute. Naturalmente insieme al loro medico.

E poi la conferenza in presenza e on-line

Lo stesso giorno, alle 17,00, ancora dalla Sala Lombardia della ATS di Bergamo, le sei associazioni terrranno una confereza per il pubblico. Tutti potranno partecipare direttamente o da remoto. Il titolo chiarisce subito l’importanza del tema: Emergenza cancro nel Covid, oltre il Covid. Ne parliamo.

Già, perché il Covid ha rallentato molto, a volte del tutto, le attività di prevenzione e diagnosi precoce in oncologia. Non si poteva fare diversamente ma oggi siamo in una situazione molto delicata. A Maggio, LILT Bergamo ha organizzato un convegno ospitato da Bergamo Scienza, in occasione del suo 90° compleanno. In quella sede, diversi scienziati hanno espresso la loro preoccupazione. La sospensione delle attività di prevenzione ci deve fare temere un numero piuttosto alto di diagnosi di tumore nei prossimi anni con prognosi meno favorevole.

Di questo parleranno gli invitati ai lavori cercando di affrontare l’argomento nella sua completezza. Sarà presente Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia che testimonierà della sensibilita delle istituzioni su questo tema. Interverrà Giordano Beretta, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica che presenterà i numeri dell’emergenza. Sarà poi la volta dell’oncologo Roberto Labianca che spiergherà quali conseguenze hanno le diagnosi in ritardo, in termini di prognosi. Poi la Psicologa e Psicoterapeuta Valeria Perego porterà l’attenzione sull’ansia dell’attesa da parte di pazienti e familiari e sui suoi danni. Giuliana Rocca,
Direttore Servizio Promozione della Salute della ATS di Bergamo metterà in luce come la prevenzione sia necessaria prima che utile.

Qui la locandina in formato .pdf: Politerapica – locandina insieme contro il cancro – 2021-11-v04-intera

Insieme contro il cancro a Bergamo

Saranno importanti gli interventi delle Associazioni. Adele Patrini di CAOS, Barbara Tamagni di AIG e Marina Rota di Insieme con il Sole dentro racconteranno le loro esperienze di vita di pazienti e familiari di pazienti. Lucia De Ponti, Presidente LILT Bergamo terrà il punto della situazion enella nostra provincia. Pasquale Intini di Fincopp Lombardia e A.I.Stom. modererà i lavori.

Sei associazioni di volontariato in oncologia, abbiamo detto, insieme contro il cancro, a Bergamo. Un’esperienza che non nasce e muore qui. Viene da un lavoro già realizzato negli scorsi 18 mesi, sia pure in misura minore. LILT Bergamo, Fincopp Lombardia e Insieme con il Sole dentro avevano già condotto delle iniziative insieme e avevano provato che davvero insieme si può, insieme funziona. Ora il gruppo si allarga e i suoi membri stanno già pensando a proseguire il lavoro di sinergia, aperti a chiunque voglia partecipare.

Già è stato definito un piano di lavoro per il 2022 che vede coinvolte associazioni di volontariato, una struttura sanitaria, istituzioni locali. Insieme per contribuire alla cultura della Salute sul territorio, tra i cittadini per promuovere comportamenti sani e orientati al benessere.

Insieme per organizzare con le risorse di tutti attività di informazione, prevenzione e diagnosi precoce. Perchè, lo ripetiamo, insieme si può, insieme funziona. Bene!

31 Ottobre 2021
Corsi di fisioterapia di gruppo in Politerapica

Perché abbiamo deciso di avviare i corsi di fisioterapia di gruppo in Politerapica? Potremmo rispondere che la ragione sta nel fatto che noi siamo un centro dove si fa riabilitazione. Potremmo poi aggiungere che esistono diversi livelli di fisioterapia. E che anche i disturbi non sono sempre di uguale entità. Parliamo di quelli che ci fanno sentire i dolori alla schiena, alla cervicale, alle spalle, alle ginocchia, per fare degli esempi.

Vai al volantino con tutti i dettagli: Volantino corso di fisioterapia di gruppo – 3

Detto in modo più chiaro, la fisioterapia di gruppo è un’attività utile a stare bene. Ci permette di prevenire distrurbi e dolori e di restare in forma. Ci permette anche di curare in modo allegro i disturbi che non sono ancora gravi. Infine, ci dà la possibilità di mantenere nel tempo i risultati di un’eventuale percorso di fisioterapia individuale, eseguito prima.

Tre ottime ragioni, quindi, che spiegano la partenza dei corsi di fisioterapia di gruppo nella nostra struttura. Anche tre ottime ragioni perché uomini e donne di tutte le età li frequentino.

Corsi di fisioterapia di gruppo in Politerapica

I corsi sono tenuti da una fisioterapista molto brava. E’ Camilla Mazzoleni che collabora da tempo con Politerapica. Sono rivolti a uomini e donne di tutte le età. Già, di tutte le età, perché non è mai troppo presto e neppure troppo tardi per prendersi cura di sé.

Non sono ancora comparsi i dolorini di schiena o alle articolazioni? Un’ottima ragione per fare prevenzione ed evitare che vengano. Siamo invece un po’ avanti con l’età e facciamo un po’ fatica a muoverci? Un motivo di più per ricominciare a farlo, partendo nel modo giusto, con l’aiuto di una professionista preparata.

Senza contare quando capita che abbiamo dovuto fare un percorso di fisioterapia individuale. Magari dopo un trauma o un intervento chirurgico di ortopedia, quando è necessario recuparare tutte le funzioni. Oppure per una sofferenza seria della spina dorsale. Parliamo per esempio di lombalgia o lombosciatalgia, cervicobrachialgia o ernia e protrusione del disco. Insomma, nei casi in cui la riabilitazione è lo strumento per curare. Beh, non è che tutto finisca proprio con il ciclo di fisioterapia. E’ sempre utile, da quel momento, seguire dei percorsi di mantenimento.

Piccoli gruppi, naturalmente

I corsi si tengono in piccoli gruppi e hanno la durata di dieci incontri. Poi… se ne possono fare altri dieci e altri dieci e altri dieci. L’esperienza ci insegna che spesso le persone che cominciano a frequentare la fisioterapia di gruppo, non smettono al termine di un ciclo. Diventa, anzi, per loro l’attività con la quale continuano a mentenersi in forma per vivere meglio la loro giornata.

Senza contare il fatto che un gruppo tante volte diventa proprio un gruppo. Si sta insieme, in serenità. Si lavora, scherzando e in allegria.

Un modo anche questo per occuparci della Salute secondo il significato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dà alla parola. Non assenza di malattia ma stato di benessere fisico, psichico e sociale. Possiamo anche dire condizione di buonumore e serenità, insieme a realazioni gradevoli.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468

 

 

29 Ottobre 2021
Chirurgia plastica per il paziente oncologico

La chirurgia plastica è una grande opportunità di cura per il paziente oncologico. Lo chiamiamo paziente oncologico ma crediamo sia meglio dire la persona ammalata di cancro. In particolare, quel tipo di cancro che si combatte con la chirurgia. Quella chirurgia che lascia segni pesanti sul nostro corpo. Tracce visibili a tutti come le cicatrici per gli interventi contro le varie forme di cancro della pelle. Oppure tracce che feriscono l’intima essenza del proprio essere come quelle per gli interventi di mastectomia nella donna.

Il Dott. Andrea Lisa, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, è stato ospite della trasmissione La Salute di Bergamo TV, in onda Giovedì 28.10.2021. Qui è intervenuto per parlare della chirurgia plastica in oncologia e della sua importanza per curare le persone malate di cancro.

 

La chirurgia plastica non è solo estetica

La chirugia plastica non si occupa solo dell’estetica in senso stretto. Siamo abituati a pensare che il chirurgo plastico metta a posto il naso, le palpebre o tolga le rughe. In realtà la chirurgia plastica e ricostruttiva è esplosa subito dopo la seconda guerra mondiale come tecnica per ridurre gli impatti estetici delle mutilazioni di guerra. Si trattava di aiutare a tornare a convivere col proprio corpo. Perché accettarsi è necessario per convivere con sé stessi. Non solo: aiuta a non avere paura del rapporto con gli altri.

Lo stesso vale per chi si ammala di tumore e deve affrontare operazioni che possono deturpare o demolire parti del corpo. Questo è il caso, per esempio, dei tumori della pelle o, più ancora del cancro al seno. In questo secondo caso, non è solo questione estetica. E’ anche il terribile impatto con la mutilazione di una parte del corpo che definisce la femminilità.

Chirurgia plastica per il paziente oncologico

La chirurgia plastica per il paziente oncologico aiuta a combattere la malattia. Diventa uno strumento che limita il continuo confronto visivo con essa. Quanto meno, lo limita nelle sue manifestazioni meno belle. E’ anche uno strumento per non avere paura di incontrare gli altri. Nella vita sociale e in quella affettiva. Nelle relazioni familiari oltre che in quelle pubbliche. Nella sfera sessuale, condizione fondamentale per l’equilibrio della persona.

Possiamo dire che la chirurgia plastica contribuisce a lottare contro la depressione e la paura di chi già deve affrontare una condizione difficle, quella del tumore.  Il cancro che deve essere curato o i segni della cura attraverso cui si è passati colpiscono la sfera psicologica della persona. Parliamo di quella dimensione che fa parte delle tre condizioni necessarie per definirsi in salute. Già perché, lo ricordiamo, salute non è solo l’assenza di malattia. Salute è la condizione di completo benessere fisico, psichico e sociale. E due di queste tre aree sono aiutate dalla chirurgia plastica e ricostruttiva in chi si ammala di certi tumori.

Il Dott. Lisa spiega molto bene

La trasmissione è condotta da Alberto Ceresoli, Direttore dell’Eco di Bergamo. Esperto di sanità e salute, Alberto Ceresoli sa quali sono le domande migliori e le pone nel modo più efficace. Chiede se sia sempre possibile ottenere risultati apprezzabili. Come è evoluta la chirurgia plastica nel tempo. Quale sia il valore sul piano psicologico per i pazienti. Quali siano le nuove frontiere su cui lavora la chirurgia plastica. Quanto conta l’età del paziente per la riuscita degli interventi.

Il Dott. Lisa non si tira indietro e risponde con precisione e chiarezza. L’età non può essere una controindicazione assoluta ad un intervento ricostruttivo, dice. Spiega che le nuove frontiere vanno nella direzione dell’oncologia rigenerativa. Usare, per intenderci, cellule del paziente per ricostruire zono di deformità o sindromi dolorose.

Spiega anche che in oncologia il ruolo del ricostruttore agisce in seconda istanza. Prima bisogna togliere il male. Poi ci si può occupare della reintegrazione dell’immagine. Il chirurgo plastico lavora in équipe con gli altri chirurghi e gli altri specialisti.

In realtà racconta molte altre cose e lo fa in modo dettagliato, preciso, quasi scolastico. Bisogna guardare il video per trovare tutto.

 

Il Dott. Andrea Lisa collabora con Politerapica come chirurgo plastico e ricostruttivo. Esegue visite specialistiche e interventi di piccola chirurgia ambulatoriale. Fa poi parte del nostro Ambulatorio Multidisciplinare Melanoma.

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, Tel. 035.298468