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Categoria: Articoli sulla salute

22 Settembre 2022
La Dott.ssa Roncalli sulla salute perinatale

La Dott.ssa Marta Roncalli, Psicologa in Politerapica, è intervenuta sul tema della salute perinatale a Bergamo TV. Parliamo di un argomento di rara delicatezza e di pari importanza. Il periodo perinatale, infatti, rappresenta una fase essenziale per la vita del bambino e dei genitori. E pure della famiglia allargata, quella che comprende gli eventuali fratellini e sorelline, i nonni e le persone care intorno alla nuova vita.

Ci riferiamo al periodo che va da prima del concepimento al terzo anno di vita. Il progetto, l’attesa, l’accoglienza e l’accudimento. La convivenza con una nuova condizione. In queste fasi tutto può fare la differenza. Qui si struttura il bambino che è il futuro adulto.

Di tutto questo ha parlato in modo leggero ma preciso, chiaro e sereno, la Dott.ssa Roncalli, ospite della trasmissione Fattore Bergamo. La Salute di Bergamo TV. Con il conduttore, Alberto Ceresoli, la nostra Psicologa ha raccontato bene e in modo semplice qualcosa che potrebbe essere, invece, assai complesso. E ha fornito anche indicazioni concrete su come affrontare questo periodo e sulla disponibilità di trutture sul territorio chiamate a sostenerlo. Tredici minuti che volano via in un attimo.

Qui il video completo:

La Dott.ssa Roncalli sulla salute perinatale

L’ha raccontata bene la salute perinatale, la Dott.ssa Marta Roncalli. E il Direttore de l’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli, che, come dicevamo, conduceva la trasmissione, pareva quasi travolto dall’entusiasmo con cui la Dottoressa esponeva. Entusiasmo e simpatia messi a disposizione di un argomento difficile ma così, Marta Roncalli è riuscita a renderlo semplice e comprensibile a tutti.

Ha spiegato cosa si intenda per periodo perinatale e ha raccontato cosa succede in questa fase al bambino e ai genitori. E pure al resto della famiglia e ai loro cari. Compresi i nonni, ovvio!

E parlando del bambino ha spiegato quanto sia necessario riferirsi anche a quella parte di vita che trascorre in utero. La capacità del feto di percepire il mondo circostante e l’utilità per i futuri genitori di porsi in relazione con lui già in quella fase.

E poi…

E poi sarebbe troppo lungo raccontare. Pensiamo soprattutto che non saremmo capaci di farlo come lo ha saputo fare la Dott.ssa Roncalli. Non riusciremmo a farlo per quanto riguarda i contenuti e non riusciremmo certo per quanto riguarda la chiarezza e i modi. Rovineremmo il suo lavoro, insomma, e sarebbe un peccato visto che è stato proprio un bel lavoro.

Non resta che guardare il video!

 

 

28 Agosto 2022
Il fumo prima causa di cancro ai polmoni

Il vizio del fumo resta la prima causa di cancro ai polmoni. A questa conclusione è giunto uno studio internazionale pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet, cui hanno partecipato oltre 1.000 ricercatori in tutto il Mondo.  Lo scrive l’Eco di Bergamo nella sua Pagina della Salute di Domenica 28.8.2022.

Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 28.08.2022 – Fumo, prima causa cancro polmoni – Def

I fattori di rischio del cancro

Il cancro è la seconda causa di morte nel pianeta e l’esposizione ai fattori di rischio gioca un ruolo importante nella biologia e nell’impatto di molti tipi di tumori“, scrivono i ricercatori. “È fondamentale – continuano – comprendere il contributo relativo dei fattori di rischio modificabili al carico complessivo del cancro per orientare gli sforzi per contrastare la malattia sia a livello locale sia globale“.

Fumo, alcol, peso eccessivo e altri fattori di rischio noti sono stati responsabili di quasi la metà dei decessi per cancro nel mondo nel 2019. Per la precisione, parliamo del 44,4% di tutti i decessi per tumore, pari a 4,45 milioni di morti. Non solo: sono stati giudicatianche responsabili della perdita di 105 milioni di anni di vita in salute. Siamo quindi di fronte ad elementi che non possono essere sottovalutati.

Il fumo prima causa di cancro ai polmoni

Il singolo fattore di rischio con un maggiore impatto in ambo i sessi è il fumo. Questo è responsabile del 33,9% dei decessi nei maschi e del 10,7% nelle donne. Non solo per cancro al polmone, posto che sono diversi i tumori per i quali il fumo è un forte fattore di rischio. Sul cancro al polmone, peraltro, l’effetto negativo di questo vizio è ben maggiore.

Gli altri principali fattori di rischio, nei maschi, sono l’alcol, l’alimentazione scorretta e l’inquinamento ambientale, responsabili rispettivamente del 7,4%, il 5,9% e il 4,4% dei decessi. Nelle donne, invece, il sesso non sicuro (8,2% dei decessi), l’alimentazione scorretta (5,1%) e l’alto indice di massa corporea (4,7%).

Come si può osservare, siamo di fronte a condizioni che potrebbero essere modificate con l’adozione di stili di vita corretti. Detto in altri termini, stiamo parlando di fattori di rischio sui quali ognuno di noi può intervenire in modo efficace.

Tra i tumori maggiormente influenzati dai fattori di rischio al primo posto c’è il cancro del polmone, seguito da colon, esofago e stomaco nei maschi e cervice uterina, colon e seno nelle donne.

28 Agosto 2022
Per appendicite è meglio operare in laparoscopia

Per l’appendicite è meglio operare in laparoscopia. Lo spiega bene la Dott.ssa Maria Enrica Pina sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo.

La Dott.ssa Pina è un medico molto preparato e con una grande esperienza. E’ specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso presso l’ASST Bergamo Est dove lavora dal 2008. La sua attività professionale era però iniziata già prima. Dal 1993 al 2008, infatti, aveva lavorato presso gli allora Ospedali Riuniti di Bergamo e, prima ancora, presso il Policlinico di Ponte San Pietro. E dal 2016, collabora pure con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina, in convenzione con l’ASST Bergamo Est.

Possiamo testimoniare che oltre ad essere molto preparata, è sensibile, cortese e affabile con tutti. I suoi pazienti (sì, lo possiamo dire) la amano.

Insomma, quando la Dott.ssa Pina spiega, sa bene di cosa sta parlando e sa come farlo.

E qui impariamo subito due cose. La prima è che l’appendicite non è una faccenda così banale come si può pensare. Al punto che se ne scrive su una pagina di informazione sulla salute così importante come quella del quotidiano di Bergamo. La seconda è che le più avanzate tecnologie sanitarie – e la laparoscopia è una di queste – possono e devono essere messe a disposizione di qualsiasi tipo di problema. Dai più gravi a quelli meno complessi.

Qui l’articolo: L’Eco di Bergamo – 28.08.2022 – Appendicectomia in laparoscopia, Pina – Def

Per l’appendicite è meglio operare in laparoscopia

Per spiegare perché sia meglio operare l’appendicite in laparoscopia, la Dott.ssa Pina inizia spiegando cosa sia l’appendice. Dove si trova di preciso e cosa può succederle. La questione non è proprio banale. Il numero di interventi d’urgenza per un’appendicite acuta è piuttosto alto. Parliamo di interventi necessari per evitare complicazioni gravi. La possibilità che un’appendicite diventi peritonite deve essere evitata.

La Dott.ssa Pina accompagna quindi il lettore attraverso le fasi e i metodi della diagnosi per poi descrivere le diverse tecniche operatorie disponibili. Quella cosiddetta “open”, con taglio e quella, appunto, in laparoscopia. Da qui, il discorso va su quale delle due offra maggiori vantaggi. E pare proprio che questa sia la seconda.

Il punto però è che per operare in urgenza con tecnica laparoscopica bisogna essere strutturati. L’équipe deve essere sempre pronta e bene affiatata. Presso l’ASST Bergamo Est questa è una realtà cosolidata da anni. Chirurghi, anestesisti, infermieri e operatori di sala operatoria sono addestrati ad intervenire in modo rapido e corretto.

2 Agosto 2022
Farmaci contro i tumori del colon rettoFarmaci contro i tumori del colon retto

Nuovi farmaci contro i tumori del colon retto che promettono bene. Lo scrive l’Eco di Bergamo riferendo di una ricerca dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Candiolo. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Clinical Cancer Reserch dell’American Academy of Cancer Research.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 31.07.2022 – Farmaci efficaci contro cancro colon-retto – Def

Farmaci contro i tumori del colon retto

Il Prof. Alberto Mantovani lo ha detto con chiarezza. E lo ripete spesso. Il futuro della lotta al cancro passa (anche) attraverso il DNA. E la ricerca in quella direzione procede decisa. Molte le conferme. I risultati sembrano interessanti e fanno ben sperare.

Prendiamo, per esempio, la ricerca del Centro Oncologico di Candiolo. In un caso su tre, i tumori del colon-retto potrebbero essere combattuti con efficacia con farmaci che agiscono sul DNA. Parliamo anche dei tumori più aggressivi. E pure di quelli che non rispondono alle terapie a bersaglio molecolare già note.

Come riporta il giornale bergamasco, il Centro ha condotto la ricerca su 112 linee cellulari di tumori del colon-retto, differenti tra loro per il profilo genomico. Ha riguardato l’efficacia di farmaci mirati a proteine coinvolte nei sistemi di riparazione del Dna. I risultati raggiunti indicano che questi farmaci potrebbero diventare una concreta risposta per molti pazienti. E’ il caso di sottolineare che si sta parlando di pazienti che oggi non hanno opportunità terapeutiche.

Una ricerca importante, quindi, e che non si ferma qui. Un lavoro impegnativo sotto tutti i punti di vista. Non è dunque una sorpresa se diversi Enti che sono impegnati nel sostenere la ricerca sul cancro hanno deciso di intervenire con finanziamenti per permettere la sua esecuzione. Né sorprende che il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino abbia partecipato e continui a partecipare ai lavori.

Ora si prosegue.

 

31 Luglio 2022
Quando le adenoidi si ammalano nei bambini

Quando le adenoidi si ammalano nei bambini, i segni sono evidenti. Parte da qui il Dott. Sergio Clarizia, Pediatra in Politerapica, nel curare un articolo su questa malattia. Lo ha pubblicato la Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, domenica 31 luglio 2022.

Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 31.07.2022 – Adenoidi, Clarizia – Def

Quando le adenoidi si ammalano nei bambini

A chi non è mai capitato di incontrare e parlare con un bambino affetto da ipertrofia adenoidea? La voce è nasale e il suo viso è inconfondibile. Ha la bocca semiaperta, il labbro superiore sollevato, il naso affilato e un’espressione “addormentata”. I genitori riferiscono uno scarsissimo e svogliato appetito. Prlano di russamento continuo durante la notte e un sonno disturbato. Durante il gionro il bambino ha sonnolenza, stanchezza e scarso rendimento scolastico.

Per comprendere meglio è necessario dare una breve occhiata all’anatomia di quella porzione delle vie aeree che si trova dietro il naso. Qui ci sono le adenoidi, una masserella di tessuto linfatico che, insieme alle più note tonsille, concorrono a creare una prima barriera difensiva. Quella contro gli agenti patogeni provenienti dall’esterno. Una barrier basata sulla produzione di anticorpi specifici da parte, appunto di adenoidi e tonsille.

A volte succede che un semplice raffreddore trascurato si può complicare con una infezione acuta delle adenoidi. Accade in particolare quando c’è scarsa igiene nasale e inevitabile ristagno di secrezioni mucose. In risposta a questa aggressione, le adenoidi aumentano di volume. Si forma così una vera e propria occlusione delle alte vie aeree. Come conseguenza si ha naso chiuso, respirazione soprattutto con la bocca, tono di voce iponasale, secrezione sierosa o mucosa dal naso, febbre e ingrossamento dei linfonodi del collo.

Spesso l’infiammazione coinvolge anche l’orecchio (quella che si chiama otite) o i seni paranasali (quella che si chiama sinusite). Si aggiungono quindi tutti i sintomi legati all’interessamento di queste sedi. E sono tanti. Per fortuna, però, le forme acute di adenoiditi, se curate prontamente, regrediscono. E si torna ocsì alla normale respirazione nasale. Parliamo di una cura che deve comprendere una grande e continua attenzione all’igiene del naso.

Se diventa cronica

Quando le infezioni di questo distretto si ripetono di frequente (come accade nei bambini in età pre-scolare e scolare), le adenoidi si gonfiano in modo progressivo e diventano molto voluminose tanto da riempire completamente il rinofaringe. Si viene così a formare un blocco meccanico del naso e dei tubicini che assicurano l’areazione dell’orecchio.

In questi casi ci troviamo di fronte a infiammazioni croniche delle adenoidi. Sono infiammazioni che è difficile che regrediscano proprio a casua del circolo vizioso che si viene a creare. Al contrario, si complicano sempre di più coinvolgendo altri distretti.

Abbastanza spesso, infatti, vengono interessate le tonsille. Queste si presentano arrossate e gonfie e arrivano a chiudere tutto lo spazio ai lati dell’ugola. Si forma così quella tipica alterazione della voce che gli americani definiscono “potato voice”. È comprensibile come questi bambini abbiano una seria difficoltà a dormire. Russano tutta la notte, e, nei casi più gravi, finiscono per avere episodi di apnee ostruttive. Queste provocano una scarsa ossigenazione cerebrale. Come conseguenza si ha un certo torpore intellettivo, risvegli improvvisi in preda a vissuti paurosi (il pavor nocturnus) e enuresi (la pipì a letto).

Siamo di fronte ad una condizione che deve essere valutata con attenzione. Può essere necessario il parere dello specialista otorino per stabilire il grado di ostruzione e la terapia più appropriata. Anche quella chirurgica, in alcuni casi. L’intervento è bene farlo quando le adenoidi hanno cessato la loro funzione difensiva (di solito dopo i 4-6 anni di vita). Si esegue in anestesia generale e di norma la degenza è breve. Nella maggior parte dei casi il piccolo può tornare a casa lo stesso giorno.

 

Il Dott. Sergio Clarizia riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

 

30 Luglio 2022
Malattia venosa cronica superficiale

La Malattia venosa cronica superficiale è una cosa seria. Riguarda in particolare gli arti inferiori. Spesso, però – anzi, troppo spesso – viene sottovalutta. E allora sono problemi. Il fatto è che al di là delle parole difficili, qui stiamo parlando innanzi tutto di varici, vene varicose e capillari in rilievo. Si pensa che queste siano faccende estetiche. Il Dott. Franco Briolini, però, spiega molto bene che non è così.

Lo fa a Bergamo TV, nella trasmissione “Fattore Bergamo: La Salute“. E lo fa con grande competenza. Lui, infatti, è chirurgo vascolare. Un chirurgo di notevole esperienza. E’ stato per diversi anni primario all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e da un po’ di tempo  collabora con Politerapica.

Qui il video integrale della trasmissione:

Malattia venosa cronica superficiale

E’ stato bravo. Possiamo dire che sia stato molto bravo. Sì, è stato proprio bravo il nostro Dott. Franco Briolini, Chirurgo vascolare in Politerapica, ospite di Bergamo TV per parlare di un argomento un po’ particolare. Quello della Malattia venosa cronica superficiale degli arti inferiori.

Un nome lungo per un problema molto serio ma spesso che, come abbiamo detto, è troppo spesso sottovalutato. I sintomi della sua fase iniziale, infatti, sono spesso considerati fattori estetici. Non è così! Varici, vene varicose, capillari in rilievo sono i sintomi della fase iniziale di questa malattia. Una malattia molto seria e, come dicono i medici, di tipo evolutivo. Tradotto in italiano semplice, questo significa che, se non trattata in modo adeguato, può solo peggiorare. E, quando peggiora, possono essere guai seri.

E’ partito proprio da qui il Dott. Franco Briolini per descrivere la malattia e le sue cause. Ha poi spiegato come si diagnostica e come si cura nei suoi diversi livelli di gravità. Attenzione: comprendere le cause della Malattia Venosa Cronica Superficiale è importante anche per adottare comportamenti che possono aiutare a prevenire.

E, come dicevano, il nostro Chirurgo vascolare è stato molto bravo. Si è espresso in modo chiaro, quasi didascalico, comprensibile a tutti. Crediamo di avere reso un buon servizio ai telespettatori e a coloro cui giungerà comunque la videoregistrazione dell’intervento.

La trasmissione è andata in onda Giovedì 28.7.2022, alle ore 20,00, su Bergamo TV, canale 15 del digitale terrestre.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

24 Luglio 2022
Ecografia. Un esame efficace e non pericoloso

L’Ecografia è un esame efficace e non pericoloso. È un esame di pronto utilizzo, rapido e non invasivo. Permette di gestire le situazioni più disparate compresa l’emergenza. Lo descrive il Dott. Giuseppe Buragina, specialista in Radiologia, che collabora con Politerapica. Presso di noi esegue ecografie di ogni tipo, senza liste di attesa e a condizioni accessibili.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 24.07.2022 – Ecografia, Buragina – Def

Il Dott. Buragina è Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Radiologia dell’ASST Bergamo Est. Collabora con la nostra struttura per effetto di una convenzione tra Politerapica e l’Azienda Sanitaria.

Ecografia: un esame efficace e non pericoloso

L’ecografia è una tecnica che si basa su un principio fisico ben preciso. Parliamo della riflessione di onde sonore (dette ultrasuoni) nel momento in cui attraversano i tessuti biologici. Queste onde sonore vengono prodotte da un cristallo piezoelettrico presente all’interno della sonda. La sonda è lo strumento che il radiologo appoggia sulla superficie durante l’ecografia. L’onda sonora attraversa i tessuti e viene quindi riflessa, in modo diverso, producendo un’onda di ritorno (detta eco). Un sensore presente nella sonda stessa capta l’onda di ritorno e la trasforma in un punto luminoso. La somma dei punti luminosi permette di ricostruire l’immagine visibile sul monitor.

L’ecografia, quindi, utilizza onde sonore e non radiazioni ionizzanti. E questo è un grosso vantaggio. L’uso di queste radiazioni, infatti, nonostante i progressi tecnologici e l’impiego di dosi ridotte, fa sconsigliare altri esami radiologici in alcune categorie di pazienti. Parliamo, per esempio, di tomografia computerizzata o di radiografie. Per eseguire questi esami, infatti, si impiegano radiazioni ionizzanti che possono essere dannose per donne in gravidanza e per bambini.

Inoltre, è un esame di pronto utilizzo, rapido e non invasivo che permette di gestire diversi tipi di situazioni, comprese quelle di emergenza e di urgenza. Un’altra caratteristica di rilievo è che è un esame immediato. L’immagine dell’organo è cioè riprodotta nello stesso istante in cui si effettua l’esame. Siamo di fronte pertanto ad un esame in tempo reale.

Studio di diverse patologie e distretti corporei

Oltre ad essere un esame efficace e non pericoloso, l’ecografia si presta bene allo studio di diverse patologie. Non solo: permette anche di valutare con precisione diversi distretti del corpo. La ricerca tecnologica, infatti, ha permesso di realizzare diverse innovazioni hardware e software. Queste, a loro volta, hanno risposto ai notevoli progressi della ricerca medica. E ne hanno permessi altri.

Alcuni esempi possono essere l’ecocardiografia per lo studio del cuore e l’ecografia transvaginale per lo studio degli organi femminili pelvici. È anche possibile eseguire questo esame con l’utilizzo di una particolare sostanza, iniettata per via endovenosa, per effettuare l’ecografia con mezzo di contrasto. Questa, talvolta, può sostituire la Tac o la Rmn nello studio di molte lesioni come i tumori del fegato.

I tipi di ecografia più diffusi e più richiesti sono quella dell’addome, della tiroide e dei tessuti molli. Insieme a quella muscoloscheletrica e a quella mammaria. E sull’ecografia mammaria, il Dott. Buragina è molto sensibile. Lui infatti è anche radiologo senologo e svolge molta attività in questo ambito. Qui vengono fuori la sua competenza e la sua esperinza insieme al suo entusiasmo.

Spiiega che l’ecografia mammaria è un esame di particolare interesse e che il suo utilizzo è molto ampio. Sia donne che uomini (anche se più raramente) possono sottoporsi a questo esame. Lo possono fare a tutte le etàquando avvertono quelli che si chiamano sintomi ghiandolari. Ci riferiamo a noduli, perdite, dolore o cambiamenti nell’aspetto della cute.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti sulle ecografie, tel. 035.298468

30 Giugno 2022
Risi parla di incontinenza e noi ascoltiamo

Il Dott. Oreste Risi parla di incontinenza a Telelombardia e noi lo ascoltiamo. Anzi, invitiamo tutti ad ascoltarlo perché ogni volta che il Dott. Risi interviene su questo argomento, si scopre che c’è ancora qualcosa da imparare. Non potrebbe essere diversamente: lui che è Urologo e Gianni Baudino, Ginecologo, sono stati i pilastri del Team Multidisciplinare del Pavimento Pelvico di Treviglio. Stiamo parlando di un punto di riferimento nazionale e internazionale sullo studio e la cura dell’incontinenza e delle disfunzioni del pavimento pelvico. Con loro, anche chirurghi, fisiatri, neurologi, fisioterapisti.

Qui il link della trasmissione:

Risi parla di incontinenza e noi ascoltiamo

L’intervento del Dott. Risi a Telelombardia è avvenuto in occasione della XVII Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza (e delle disfunzioni del pavimento pelvico) che ricorre il 28 Giugno di ogni anno, ormai dal 2006. La giornata è stata istituita dal Presidente de Consiglio dei Ministri su richiesta di Fincopp OdV. Ospite della trasmissione “Il medico risponde”,  Oreste Risi ha parlato, come dicevamo di incontinenza.

Ha trattato l’argomento in modo ampio, preciso nei contenuti e semplice nel linguaggio. Incontinenza maschile e incontinenza femminile e incontinenza da sforzo e incontinenza da urgenza. NOn ha dimenticato neppure i disturbi in età pediatrica. Sì, perhé l’incontinenza può colpire anche i bambini. Ha raccontato che cosa sia, come si manifesti, perché venga e come si possa curare in adulti e bambini, uomini e donne. Ha spiegato come si giunga alla diagnosi. E ha dato suggerimenti concreti su come la si possa gestire.

Non si è dimenticato i numeri di questo disturbo che sono davvero impressionanti. Ha raccontato come i pannoloni siano una sconfitta e come di incontinenza non si muoia ma quanto l’incontinenza uccida la vita. Il suo è stato un intervento articolato, aiutato molto bene dalla conduttrice della trasmissione che si era certamente preparata. E non si è dimenticato neppure di dire cosa sia Fincopp OdV, la Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico.

Da vedere. Da ascoltare.

26 Giugno 2022
Trascurare la incontinenza non fa che peggiorarla 2

Spiega Oreste Risi che trascurare l’incontinenza non fa che peggiorarla. Lo fa in un articolo sulla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo di Domenica 26 Giugno 2022.

E se lo dice lui, c’è da crederci. Il Dott. Oreste Risi, infatti, è un Urologo che da sempre si occupa di disfunzioni del pavimento pelvico. E’ tra i fondatori del Team Multidisciplinare del Pavimento Pelvico di Treviglio, uno dei nuclei che hanno fatto la storia, in Italia e in Europa, della diagnosi e del trattamento di questi disturbi. Insomma, un gigante su questo tema. Come il Dott. Gianni Baudino, Ginecologo e Uroginecologo, e altri scienziati di notevole rilievo.

Qui si può scaricare l’articolo: L’Eco di Bergamo – 26.06.2022 – Risi, Incontinenza – Def

Trascurare l’incontinenza non fa che peggiorarla

Oreste Risi racconta cose che noi di Politerapica conosciamo bene e anche per merito suo, dobbiamo dire. Raconta anche cose che noi facciamo da anni e, pure in questo caso, anche per merito suo. D’altro canto, il Dott. Risi, oltre ad essere membro di Fincopp Lombardia e del suo comitato tecnico scientifico, collabora con Politerapica da quando è nata. E’ importante però ripetere le une e le altre cose e contribuire a diffondere queste informazioni. Si sa – noi lo sappiamo bene – che è necessario promuovere la cultura della salute intorno all’incontinenza e alle disfunzioni del pavimento pelvico.

Perché si possono trattare e addirittura prevenire. Perché procurano grande sofferenza. E perché fanno sprofondare – ingiustamente – nel cono d’ombra della vergogna.

A quel punto ci si trova di fronte ad una sorta di gatto che si morde la coda. La vergogna impedisce di parlare del problema e quindi di affrontarlo. E mentre, da una parte, il problema peggiora, dall’altra, la vergogna cresce. Cresce anche la sofferenza. Quella fisica e quella sul piano emotivo. Crescono le fatiche nei rapporti all’interno della famiglia e con il partner così come crescono quelle nell’ambiente lavorativo e in quello sociale. In tutto questo, si continua a non parlare. E ci si chiude ogni giorno di più in una condizione che diventa asfissiante.

La XVII Giornata Nazionale dell’Incontinenza

L’intervento del Dott. Risi coincide con la XVII Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza (e delle disfunzioni del pavimento pelvico) che si tiene il 28 Giugno.

A proposito di pavimento pelvico, il nostro specialista spiega che la questione deve essere affrontata in modo multidisciplinare. Quanto meno con Urologo, Ginecologo e Protologo. Racconta, infatti, che il pavimento pelvico è un’area del corpo che partecipa a una serie di funzioni fondamentali he riguardano tutte e tre le aree di comptenza.

Specifica poi che si trova tra l’ano e la zona genito-urinaria e che è essenziale per il contenimento e il sostegno degli organi addominali oltre al fatto che contribuisce al normale svolgimento della minzione. Come accade ad altri tessuti, però, anche il pavimento pelvico nel tempo si può modificare ed è facile che a questo cambiamento si associno disturbi come, quasi sempre, l’incontinenza urinaria. Succede per diversi motivi. Tra questi, l’avanzare dell’età. Gli ormoni infatti sono fondamentali per garantire una muscolatura tonica. Con l’invecchiamento vengono meno gli estrogeni e le fasce muscolari pelviche possono perdere consistenza.

 

26 Giugno 2022
Algodistrofia malattia difficile da diagnosticare e da curare

Spiega la Dott.ssa Stefania Laura Calvisi, Reumatologa in Politerapica, che l’Algodistrofia è una malattia difficile da diagnosticare e da curare. Lo fa sulla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo di domenica 26 giugno 2022. Un articolo chiaro che accompagna il lettore, passo dopo passo, a capire qualcosa che di complicato non ha solo il nome.

Qui si può scaricare l’articolo: L’Eco di Bergamo – 26.06.2022 – Calvisi, Algodistrofia – Def

Tanto dolore e forti limitazioni di movimento

Chi soffre di Algodistrofia si trova in una brutta condizione. Questa malattia colpisce sprattutto gli arti e, in particolare, mani e piedi. E’ caratterizzata da forte dolore (ma proprio forte) che produce una limitazione della capacità di movimento. Va da sé che la qualità della vita di chi ne soffre peggiora in modo notevole.

E’ conoscita anche come Sindrome Dolorosa Regionale Complessa o con la siglia CRPS. E’ una condizione di solito a carico di un arto ma, in alcuni casi, anche più di uno, associata a problemi sensitivi, motori, vascolari e funzionali. Questa è una delle ragioni – lo anticipiamo qui – per cui la diagnosi è difficile. I sintomi, infatti, sono somuni a diverse altre patologie e devono essere valutati con attenzione. Qui il lavoro multidisciplinare è indispensabile.

Di solito si manifesta con un dolore resistente ai comuni antidolorifici. Il dolore è sproporzionato rispetto all’evento che lo causa. Lo stesso vale per l’evoluzione della malattia. Aumenta cno il carico e la mobilizzazione ma è presente sempre. A volte è così intenso da non permettere di tollerare il semplice sfioramento della pelle. Non c’è peraltro solo il dolore. Spesso sono presenti tumefazione, calore, rossore e sudorazione intensa della parte interessata. E anche alterazioni della sensibilità e del trofismo della pelle.

Possiamo aggiungere che sembra si manifesti in modo maggiore nelle donne rispetto agli uomini, tra i 40 e i 60 anni di età. Si registrano peraltro anche casi di Algodistrofia pediatrica, di solito a evoluzion benigna.

Algodistrofia malattia difficile da diagnosticare e da curare

Insomma siamo di fronte ad una patologia che produce molta sofferenza. Non sono però ancora chiare le sue cause. I sintomi, di solito, compaiono dopo circa un mese dalla causa iniziale, se questa viene identificata. Si stima che nel 15% dei casi, il forte dolore e la menomazione fisica siano presenti anhe dopo anni dall’inizio della malattia.

E’ facile comprendere come, in questi casi, ai disturbi fisici, si aggiungano quelli psicologici come ansia, depressione e perdita del sonno. La diagnosi e il trattamento precoce aiutano ad eveitare anche questi. In ogni caso, l’una e l’altro sono gli strumenti più efficaci per curard l’Algodistrofia.

Il punto però è che la diagnosi non è facile. I sintomi possono essere confusi con quelli di altre patologie. Queste devono essere escluse una dopo l’altra. Un percorso non facile che richiede la collaborazione tra diversi specialisti. Lo stesso vale per la cura che, peraltro, non sempre funziona.

Tutti i dettagli si trovano nell’articolo curato dalla Dott.ssa Calvisi per l’Eco di Bergamo. E’ certo che lì siano spiegati meglio di quanto potremmo fare noi. Insistiamo nel suggerimento di leggerlo.

 

La Dott.ssa Stefania Laura Calvisi riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468