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Categoria: Articoli sulla salute

16 Marzo 2015

Convegno/Tavola rotonda

Ormoni in attesa.
La tiroide in gravidanza è importante per mamma e bambino
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Sintesi dei lavori

E’ stato un lavoro impegnativo, ricco di contenuti, con forte attenzione da parte da parte dei media e delle Autorità Sanitarie della provincia. Entusiasti i commenti delle persone presenti. Decisa e di valore la partecipazione della Dott.ssa Mara Azzi, Direttore Generale della ASL di Bergamo e quella di Emilio Pozzi, Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Bergamo.

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26 Febbraio 2015

26.2.2015 – Bergamo TV – Speciale Medicina Vicina, 2° puntata:
Endocrinologia, Tiroide, Gravidanza, Ormoni.

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19 Febbraio 2015

Articolo della Dott.ssa Danila Covelli

L’articolo che segue sulla Tiroide – su come si forma, su quali siano le sue funzioni e la sua importanza, sull’attenzione che bisogna prestarle, soprattutto in gravidanza – è stato messo cortesemente a disposizione dalla Dott.ssa Danila Covelli che collabora con Politerapica, nell’ambito di Medicina Vicina, come medico specialista di Endocrinologia e Malattie del Ricambio.


La tiroide è un piccola ghiandola endocrina, a forma di farfalla, posta nel collo immediatamente al di sotto dei piani cutanei e muscolari, anteriormente alla laringe e alla trachea. Comincia a formarsi nel feto durante le prime settimane di gravidanza ed è completamente sviluppata dal 4° mese circa; le sue dimensioni e il suo peso aumentano progressivamente fino all’età adulta e variano in base al sesso e all’ambiente in cui si vive.

Rappresenta la sede principale di produzione e deposito di due ormoni: la triiodotironina o T3 e la tetraiodotironina o T4. Questi ormoni vengono poi riversati nel sangue e non hanno un organo preciso su cui agire ma presentano un’azione generalizzata su tutto l’organismo.

Nelle prime fasi della nostra vita intervengono nello sviluppo del sistema nervoso; successivamente regolano principalmente il metabolismo energetico, ossia quanta energia il corpo consuma per il mantenimento delle funzioni vitali necessarie alla sopravvivenza. Sono quindi in grado di influenzare l’attività cardiaca, la sintesi delle proteine, il consumo di grassi e la reattività del sistema nervoso. Gli ormoni tiroidei regolano poi la crescita e la vitalità di diversi tessuti (muscolare, cutaneo-connettivo).

La funzione della tiroide viene regolata da una sorta di centralina localizzata nell’encefalo che, registrando le quantità di ormoni in circolo, manda lo stimolo adeguato al mantenimento degli ormoni necessari.

Quindi, se la quantità degli ormoni in circolo è troppo bassa, la “centralina” emette uno stimolo che aumenta l’attività tiroidea mentre al contrario, in presenza di eccesso di ormoni in circolo, tale stimolo viene silenziato.

Il mattone fondamentale con cui vengono costituiti gli ormoni tiroidei è lo iodio, oligoelemento assunto principalmente con la dieta. Quindi l’apporto dietetico di una quantità adeguata di iodio è fondamentale per fornire alla tiroide la benzina necessaria per funzionare e per prevenire lo sviluppo della malattia nodulare.

Avendo un’azione generalizzata su tutto l’organismo i disturbi provocati da un malfunzionamento della tiroide sono poco specifici. I segnali di allarme più importanti sono legati all’attività cardiaca, al mantenimento del peso corporeo e alla reattività del sistema nervoso.

In particolare si può sospettare un ipotiroidismo, ossia una scarsa funzione tiroidea, in caso di una persona con una bassa frequenza cardiaca, con la pressione arteriosa instabile, che fatica a mantenere il peso corporeo stabile e che lamenta rallentamento delle funzioni cognitive. Al contrario, in presenza di iperattività cardiaca, nervosismo, insonnia e tendenza al calo ponderale, è plausibile pensare ad una iperfunzione della tiroide.

Come scritto più sopra, nelle prime settimane di gravidanza il feto non presenta la sua tiroide ma dipende totalmente dalla funzione tiroidea della mamma. Da qui l’importanza di affrontare il concepimento e poi la gravidanza con un’adeguata funzione tiroidea.

In particolare, la valutazione della funzione tiroidea è consigliata in persone che pure senza particolari disturbi, hanno tra i famigliari di primo grado patologie tiroidee o in donne in età fertile che programmino una gravidanza.

E’ utile infine ricordare che l’unica azione possibile per prevenire una malattia tiroidea è l’adeguato apporto di iodio, possibile con una dieta varia e il regolare consumo di sale iodato.

Dott.ssa Danila Covelli
Medico chirurgo – Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Per fissare appuntamenti con la Dott.ssa Covelli: Politerapica – Medicina Vicina 035.298468

29 Gennaio 2015

29.1.2015 – Bergamo TV – Speciale Medicina Vicina, 1° puntata:
Ginecologia, Urologia, Proctologia.

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24 Gennaio 2015

Le note che seguono sull’Ecografia – uno strumento diagnostico molto importante e senza controindicazioni che si utilizza anche in gravidanza – sono state messe cortesemente a disposizione dal Dott. Aldo Brevi che collabora con Politerapica, nell’ambito di Medicina Vicina, come medico ecografista.

 


Ecografia addominale

Descrizione

L’ecografia addominale è una metodica diagnostica non invasiva che, utilizzando gli ultrasuoni emessi da una sonda (trasduttore) appoggiata sulla pelle del paziente, consente di visualizzare e studiare gli organi che si trovano nella cavità addominale. L’area da esaminare viene preliminarmente inumidita da un gel che permette la trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. L’esame è indolore. La durata dell’ecografia dell’addome completo è mediamente di 20 minuti.

L’ecografia dell’addome permette al medico di studiare fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta addominale, vescica, prostata, organi genitali interni. L’ecografia addominale non viene invece routinariamente utilizzata per le patologie legate al tratto gastro-intestinale (stomaco, intestino tenue e colon).

Norme di preparazione dell’ecografia dell’addome completo

Il giorno dell’esame si deve essere a digiuno da cibi solidi da circa 6 ore senza però sospendere eventuali terapie; è consentita una normale idratazione con acqua naturale.
Per una corretta valutazione della vescica e dell’ addome inferiore, è necessario presentarsi all’esame con la vescica ben distesa.

Controindicazioni

L’ecografia dell’addome completo non ha controindicazioni.

 


Ecografia del collo

Descrizione

L’ecografia del collo è un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per studiare la morfologia e la struttura di tiroide e paratiroidi, linfonodi, ghiandole salivari sottomandibolari e parotidi. L’area da esaminare viene preliminarmente inumidita da un gel che consente la trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. L’esame è indolore. La durata media dell’ecografia del collo è di 10-15 minuti.

Norme di preparazione dell’ecografia del collo

L’ecografia del collo non necessita di alcuna preparazione specifica.

Controindicazioni all’ecografia del collo

L’ecografia del collo non ha controindicazioni.

 


Per informazioni:
Politerapica Segreteria: Tel. 035.298468, e-mail info@politerapica.it

 

1 Gennaio 2015

L’articolo che segue sull’Agopuntura – la sua storia, la sua efficacia, le sue indicazioni, le sue modalità di esecuzione – è stato messo cortesemente a disposizione dalla Dott.ssa Anna Scorpiniti che collabora con Politerapica, nell’ambito di Medicina Vicina, come medico specialista di Gastroenterologia e medico perfezionato di Agopuntura.

La Dott.ssa Anna Scorpiniti è Medico Chirurgo, Specialista in Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva e Perfezionata in Agopuntura e Tecniche Complementari presso l’Università degli Studi di Brescia e presso il China Shangai International Acupuncture Training Centre della facoltà di Medicina Tradizionale Cinese dell”Università di Shangai.

 

AGOPUNTURA

Introduzione all’agopuntura

L’Agopuntura è una terapia i cui principi e metodi risalgono all’antica medicina cinese ed è la branca della Medicina Tradizionale più nota al pubblico occidentale. Non è una medicina alternativa ma una medicina integrata, riconosciuta dai massimi enti mondiali (OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, FDA – Food and Drug Administration) quale metodica efficace. Nel 1997 lo NIH – National Institutes of Health ha affermato: “i dati a sostegno dell’agopuntura sono in realtà solidi quanto quelli esistenti per altre terapie mediche occidentali largamente accettate” ma con un numero di effetti collaterali e con procedure tecniche che sono ben tollerati dal paziente. Sono state numerose le sperimentazione effettuate con studi randomizzati e controllati dai cui risultati emerge l’indubbia efficacia dell’Agopuntura.
E’ particolarmente indicata per tutte le persone che debbano ridurre o evitare l’uso dei farmaci, quali quelle che soffrono di patologie epatiche o di insufficienza renale, quelle che devono assumere terapie con molti farmaci e hanno necessità di prevenire interazioni sfavorevoli, donne in gravidanza o durante l’allattamento.
Oggi l’Agopuntura è praticata in tutto il Mondo ed è scelta come terapia da milioni di persone. A differenza di altri Paesi, in Italia può essere praticata soltanto da personale medico abilitato. Infatti solo il medico è in grado di formulare una diagnosi che indirizzi, secondo le necessità, ad un trattamento di Medicina Occidentale, di Agopuntura o integrato. Disturbi apparentemente banali, quali cefalee o sciatalgie, possono essere sintomi di patologie importanti, anche tumorali, e solo il medico è in grado di porre un sospetto diagnostico che indirizzi ad eventuali accertamenti al fine di una diagnosi corretta e una terapia adeguata.

Un po’  di storia

Il termine cinese peer agopuntura è “zhen fa”. La stimolazione di punti della superficie corporea per mezzo di strumenti appuntiti a scopo terapeutico è documentata in Cina sin dall’età neolitica. Reperti archeologici nelle grotte di Chukutien, abitate dall’Uomo di Pechino, hanno permesso di portare alla luce pietre aguzze o pietre Bian che gli studiosi oggi tendono a classificare come primitivi cutistimolatori.
Con l’avvento della metallurgia, si fabbricarono i primi aghi metallici e la tecnica divenne più raffinata e cominciò ad essere sistematizzata secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese.
La Medicina ha lo scopo di identificare la causa dello  stato patologico al fine di stabilirne l’adeguata terapia. Mentre però la medicina moderna scompone il corpo nelle parti che lo costituiscono e chi la pratica cerca di isolare la malattia in un singolo organo e concentra le cure in quella specifica parte del corpo, la medicina orientale considera ogni organo una parte del tutto e quindi considera la malattia come portatrice di un deterioramento di tutto il sistema corporeo.

Come si svolge la seduta di Agopuntura?

In una seduta di Agopuntura, il medico, dopo essere giunto ad una diagnosi nel corso della visita condotta secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese, individua sulla superficie corporea del paziente i punti che, combinati tra loro, costituiscono la formula terapeutica prescelta.
Per la terapia, vengono usati aghi monouso sterili di acciaio e rame o argento. L’ago, di calibro molto sottile, viene inserito con una manovra rapida e per lo più indolore negli strati superficiali della cute. L’ago va più o meno approfondito e manipolato in modo opportuno. In questa fase, il paziente avverte delle sensazione caratteristiche (formicolio, senso di pesantezza, sensazione di scossa elettrica o altro) che indicano il cosiddetto “arrivo del qi”, operato dalla stimolazione dell’ago.
A questo punto gli aghi vengono lasciati inseriti nel punto per alcuni minuti. In certi casi, l’ago, una volta ottenuta la sensazione dell’energia, va subito tolto; in altri casi, viene tolto dopo quindici/venti minuti.
Alcuni effetti dell’Agopuntura sono immediatamente percepibili: ad esempio, l’effetto rilassante e l’azione antidolorifica si manifestano nel giro di pochi minuti dall’inserzione dell’ago. Altri effetti, coinvolgendo sistemi energetici complessi, vengono avvertiti a distanza di tempo.

Cosa possiamo curare con gli aghi

La neuro-stimolazione percutanea nella terapia del dolore è sicuramente la più studiata fra le applicazione dell’agopuntura ma essa non esaurisce le sue possibilità. Si osservano infatti sorprendenti risultati nei confronti delle patologie allergiche (riniti, asma, dermatosi) e delle forme infiammatorie quali sinusiti, gastriti, bronchiti. Buoni risultati si ottengono anche per alcune turbe del sistema nervoso (insonnie, cefalee, anoressie, amenorree, depressione, impotenza). Nella sfera delle forme croniche, per le quali i presidi terapeutici della medicina classica occidentale sono spesso molto aggressivi e carichi di effetti collaterali l’Agopuntura offre un discreto campo di applicazione alternativa.
Ci sono tre categorie di malattie: quelle per cui la medicina occidentale è il rimedio migliore o l’unico, come il cancro; quelle che si possono curare con entrambi i sistemi, come il mal di schiena, il torcicollo o il gomito del tennista; quelle per cui l’Agopuntura è più efficace e ha meno effetti collaterali. In quest’ultimo gruppo, comprendiamo ad esempio la cefalea, che migliora nel 70%% dei casi, ma anche le allergie, l’asma, le dermatiti, i disturbi dell’apparato genitale femminile (come le mestruazioni dolorose o irregolari). Pertanto l’Agopuntura trova applicazione oltre che nelle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, anche in molte patologie internistiche tra cui l’obesità, la dipendenza da fumo.
Molti continuano a pensare che quello dell’Agopuntura sia solo un effetto placebo; a tal proposito, vorrei far notare che anche il prestigioso JAMA – Journal of the American Medical Association ha pubblicato uno studio in cui si dimostrano i benefici dell’Agopuntura su alcuni effetti collaterali della chemioterapia come la nausea, sintomo abbastanza fastidioso in questi pazienti.
L’Agopuntura può avere un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale: l’encefalogramma evidenzia una maggiore ampiezza delle onde Alfa che caratterizzano lo stato di vegli rilassato.

Ciclo delle sedute

Viene deciso dal medico in base alla diagnosi. In genere, con una media di otto, dodici sedute, la patologia cronica viene efficacemente superata. L’Agopuntura, il più delle volte, si rivela una terapia lenta ma con effetti benefici duraturi; l’importante è che dopo le prime sedute si verifichi una modificazione di attenuazione o anche di peggioramento dei sintomi (il pazienti non dovrà in tal caso scoraggiarsi): ambedue sono segnali di una risposta in corso da parte dell’organismo.

Quanto dura l’effetto di una terapia di Agopuntura

Molto dipende dalla patologia della quale il Paziente è portatore. Spesso affezioni croniche richiedono sedute di richiamo periodiche. In genere, dopo il periodo iniziale di attacco, con terapie bisettimanali o settimanali, si tende a distanziare le sedute, che si fanno mensili ed infine trimestrali. L’aspetto preventivo è molto importante nella Medicina cinese e le sedute di richiamo, effettuate ai cambiamenti di stagione, in genere, valgono a mantenere il paziente nelle migliori condizioni psicofisiche.

 

Dott.ssa Anna Scorpiniti
Medico Chirurgo

 

 

 

 

 

18 Ottobre 2012

E’ nato e ora si torna a casa: è adesso che si comincia

Qualche riflessione forse un poco azzardata
in preparazione del convegno del 18 Ottobre 2012
Bergamo, Centro Culturale san Bartolomeo

 

Il bambino è nato ed è tornato a casa. Tutta l’assistenza medica – a volte eccessiva rispetto alla fisiologicità dell’evento – e affettiva, a questo punto, molto spesso, si esaurisce. Ciò per cui si doveva stare vicini a mamma e bambino si è compiuto. La gravidanza è finita, il parto è avvenuto. Stanno tutti bene. Non c’è più bisogno di nulla.

Da questo equivoco, rischia di nascere una situazione di solitudine. La solitudine della mamma col bambino. Un bambino che ora ha una veste prima sconosciuta, che comunica con un linguaggio prima sconosciuto, il pianto, che esprime un’irrequietezza nuova rispetto ai limitati movimenti che poteva compiere quando era in utero. Un bambino che può mangiare e non mangiare, dormire e non dormire. Una vita autonoma. Una situazione nuova che richiede tempi di apprendimento.

In realtà con il travaglio e il parto non si è esaurito il compito della madre: solo, questo assume modalità nuove come nuove probabilmente sono le modalità di supporto che lei necessità. Supporto per cambiare – gradualmente – marcia, in un momento nel quale invece, molto spesso, la madre sperimenta il senso dell’isolamento anche sociale dinnanzi a questo compito e dinnanzi alla prostrazione fisica e psicologica nella quale può trovarsi, dopo l’esaurimento dell’eccitazione dell’attesa e della nascita. Supporto per sostenere in modo nuovo il bambino nella sua natura di portatore di bisogni nuovi. Non cammina, non parla, comunica in modo complesso ma c’è. E la sua esigenza ora non è più solo quella dell’essere ma si è modificata ed è evoluta in esigenza del benessere.

Si è formato un distacco e anche questo deve essere gestito: per le novità concrete che questo porta con sé ma anche per l’effetto che produce sull’equilibrio di mamma, bambino e di ambiente immediatamente circostante. Il bambino è fuori dal grembo. Si tratta di un cambiamento improvviso. Il patto tra lui e la mamma che si era consolidato soprattutto nelle ultime settimane di gestazione è saltato. Il bambino è autonomo. Piange quando vuole lui. Un’autonomia che deve crescere. Un distacco che prosegue e che rischia di diventare una prova invece che un’esperienza – un’opportunità – che non si esprime solo col taglio dell’ombelico ma con la consegna in senso più ampio del bambino al mondo.

Il bambino e la mamma, dunque non possono restare soli. Anche nel loro contesto sociale ed economico. L’incidenza del contesto comunitario è determinante e, con esso, i servizi e le strutture che possono essere messi a disposizione dei bisogni del nuovo nucleo, a partire dal primo gesto – un aiuto, una presenza – per assicurare la continuità relazionale anche e in modo particolare dopo l’abbondanza di cure, di attenzioni e di aspettative che caratterizzano le fasi precedenti e immediatamente successive al parto e che sono, come si diceva, molto spesso seguite dal vuoto.

L’ospedale medicalizza e probabilmente questo è necessario ma poi c’è l’inserimento nella quotidianità e qui si deve aprire la riflessione su cosa e su come possano e debbano fare le strutture e gli enti preposti a sostegno di mamma, bambino, papà, insomma della micro-comunità che si è formata. Riflessione che non può essere disgiunta da considerazioni di tipo economico e etico combinate tra loro. Ci si deve porre la domanda su quanto la comunità è effettivamente interessata a fornire servizi e supporti non più così facilmente monetizzabili come quelli erogati nel periodo della gravidanza. Superata la fase degli esami clinici, delle ecografie, delle translucenze nucali, si entra in una fase in cui le prestazioni non sono più così facilmente monetizzabili.

In gioco, in realtà, c’è un interesse capitale per la Società, quello del ricambio generazionale. Nasce un bambino e nascono due genitori. Nasce però anche una futura generazione, il peso della cui realizzazione non può essere lasciato solo ai più diretti protagonisti. Genitori e bambino possono infatti svolgere con efficacia questo fondamentale compito antropologico se c’è alleanza, ascolto, sostegno nella comunità e, con essa, supporto e servizi.

Viviamo in una epoca e in un contesto nel quale il ricambio generazionale appare per lo meno rallentato con i danni facilmente prevedibili per i processi evolutivi della Società in tutti i suoi ambiti: culturale, economico, ambientale, di sviluppo, di risorse. Questo impone un’attenzione particolare e una corretta definizione delle categorie di importanza e di urgenza nonché delle relazioni tra loro a livello sociale ma soprattutto a livello di micro-comunità, quella appunto rappresentata dal nuovo nucleo – genitori, bambino – che si sta formando. Attenzione che deve esprimersi prima del parto per definire i progetti necessari alla gestione del dopo.

Parliamo di processi che tengano presente quanto le considerazioni proposte più sopra conducano a sottolineare come sia necessario il supporto della Società alla genitorialità. Parliamo di una genitorialità, di una maternità reale, viva, vera non di quella immersa nella retorica che definisce quanto siano tutte belle le mamme del mondo e che tende ad ammantarle di quell’immagine divenuta classica nell’iconografia dell’immaginario collettivo che le vuole esclusivamente donne felici per il solo fatto di essere madri. In realtà i nuovi genitori e, in particolare, la madre, sono tutt’altro che esclusiva poesia. La mamma è limitata nei movimenti, ha scarsa autonomia, dipende dall’aiuto di altri e il suo benessere diventa essenziale. Di questo benessere dunque, oltre che di quello del bambino, ci si deve occupare posto tra l’altro come il secondo sia così dipendente dal primo.

Infine, nuova nascita, maternità, genitorialità, ritorno a casa, in ultima analisi, devono essere considerati nella loro dimensione più ampia. Non solo salute sia pure nella definizione più completa di stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. Non solo problemi che vi sorgono intorno. Non solo aspetti economici, sociali, antropologici, etnologici. La dimensione corretta è quella dell’esperienza e del linguaggio nuovi di ogni singolo protagonista del nucleo più stretto e di quelli via, via più ampi o più distanti che vi orbitano intorno, fino a quello della Società nel suo complesso.
Politerapica – Terapie della Salute