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Tag: Dott.ssa Valeria Perego

31 Marzo 2022
La Psicologa Marta Roncalli in Politerapica

La Psicologa Marta Roncalli inizia la sua attività in Politerapica. Cresce ancora di più il team di Psicologi e Psicoterapueti della nostra struttura e questo è importante. Noi, infatti, consideriamo la salute non come assenza di malattia ma come stato di benessere fisico, psichico e sociale. In altri termini, chi si rivolge a noi, non trova specialisti che si occupano di questa o di quella patologia. Trova, invece, un’équipe di professionisti che prendono in carico la persona nella sua interezza e l’accompagnano lungo l’intero percorso di diagnosi e di cura.

Questa è Medicina Vicina, la nuova idea di salute di Politerapica.

Un curriculum brillante

La Dott.ssa Marta Roncalli si è laureata all’Università degli Studi di Bergamo con il massimo dei voti e la lode. E neppure una laurea normale. La sua è la Laurea Magistrale in Clinical Psychology for Individuals, Families and Organizations. Una doppia laurea, potremmo dire, con validità internazionale. Al di là della validità, c’è il fatto che può prenderein carico senza difficoltà persone che si esprimono in inglese. Non è poco per una professione che è fondata sull’intima relazione col paziente.

Ha poi seguito un percorso di formazione in Psicologia Clinica Perinatale presso l’Università di Brescia e uno in Mindfullness. Ha approfondito inoltre la tematica dell’insegnamento a bambini con disturbi dell’apprendimento, con la frequenza di corsi formativi specifici.

Collabora con il Consultorio Scarpellini di Bergamo. Da alcuni anni, inoltre, è insegnante di sostegno per bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria presso l’Istituto Bambino Gesù di Bergamo.

E siccome è una persona che non si ferma mai, sta frequantando la Scuola di Psicoterapia a indirizzo sistemico-dialogico di Bergamo.

Una persona solare

Nel suo curriculum, la Dott.ssa Roncalli scrive di avere capacità relazionali e comunicative ottime, grazie alla sua personalità socievole ed estroversa. Noi che la conosciamo sappiamo che questo è vero e che non è esagerato. Sappiamo infatti che non è proprio lei il tipo che indugia in autoelogi. Anzi! E’ una persona umile che si mette in continua discussione. Questo, anche grazie alla spiccata dote di autoironia che la distingue.

E’ sempre allegra, solare e accogliente. Ha una profonda sensibilità e sa entrare in empatia con tutti, pazienti e colleghi. Con i bambini, poi, è speciale.

E’ precisa, organizzata, diremmo metodica. Sa lavorare in autonomia ma risulta sempre una risorsa preziosa per i colleghi durante il lavoro di équipe. Ha chiara l’importanza del lavoro di gruppo e quella dell’approccio multidisciplinare. Per questo sollecita il confronto e si propone sempre con spirito collaborativo.

La Psicologa Marta Roncalli in Politerapica

In Politerapica la Psicologa Marta Roncalli porta la sua straordinaria preparazione e la sua grande umanità. Qui fa parte del team di Psicologi e Psicoterapeuti della nostra struttura e collabora con i nostri Specialisti e Terapisti, in particolare nelle attività degli Ambulatori Multidisciplinari.

Svolge attività di consulenza e sostegno psicologico individuale, familiare e di gruppo. Soprattutto intorno agli adolescenti. Affianca poi la Dott.ssa Valeria Perego nei progetti legati alla Psicologia Perinatale. Questi sono progetti dedicati a genitori, futuri genitori e pure a neonati. Sono condotti in team, con la partecipazione di un’ostetrica e di quegli specialisti di volta in volta utili a questo lavoro.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, Tel. 035.298468.

 

 

 

3 Marzo 2022
Fincopp sui disturbi andrologici in Rai Milano

Oreste Risi e Valeria Perego di Fincopp Lombardia sono intervenuti sui disturbi andrologici nell’adulto in Rai. La trasmissione è stata registrata il 13 dicembre 2021 negli studi Rai di Corso Sempione a Milano. E’ poi andata in onda Sabato 8 gennaio 2022 su Rai 3 Regionale e lo stesso giorno su Rai Radio 1. Successivamente è andata in replica i l 5 febbraio e il 5 marzo su Rai 3 Regionale e il 12 febbraio su Rai Radio 1.

Ci pare una buona copertura per parlare alle persone di un problema che di solito sottovaluta e che può produrre conseguenze serie. Il fatto è che se le donne, di norma, non hanno problemi a rivolgersi al ginecologo per controlli o anche per prevenzione, lo stesso non si può dire degli uomini. E’ difficile infatti che un uomo decida di farsi controllare quando ha problemi che riguardano l’apparato urogenitale. Ancor di più che decida di ricorrere ad un controllo di prevenzione.

Qui la  videoregistrazione integrale della trasmissione:

Disturbi andrologici nell’adulto. E’ necessario curarli.

E’ necessario curare i disturbi andrologici nell’adulto. Prima ancora è necessario sapere cosa siano. Da qui è iniziata la trasmisisone e il Dott. Risi ha fornito una spiegazione chiara. Ha detto che i disturbi andrologici più frequenti sono disturbi della sfera sessuale. Ha parlato di difficoltà di erezione e di eiaculazione precoce, di mancanza di orgasmo o di orgasmo ridotto, di ipogonadismo (scarsa funzione dei testicoli). Senza dimenticare le prostatiti ricorrenti.

I problemi di erezione sono quelli più frequenti. Si stima che in Italia siano 3.000.000 gli uomini che ne soffrano. Il disturbo di erezione impedisce di ottenere un rapporto sessuale soddisfacente. Questo non è una malattia ma un sintomo. Il problema è che, come abbiamo scrtitto sopra, spesso l’uomo non ricorre al medico e meno ancora ricorre a visite di prevenzione nell’adolescenza. Il più delle volte, quando lo fa, è spinto dalla compagna.

Eppure questo disturbo, nell’80% dei casi, si può curare. Spesso si può pure prevenire. E si possono evitare conseguenze serie come infarto e ictus. Già perché la disfunzione erettile, come abbiamo detto, può essere un sintomo. Anche sintomo di problemi che possono causare seri problemi cardiovascolari.

Fincopp sui disturbi andrologici in Rai Milano

Fincopp Lombardia è intervenuta sui disturbi andrologici in Rai Milano perché il problema è ancora più ampio. Stiamo parlando di disturbi che hanno conseguenze anche sulla sfera psicologica e delle relazioni. Sull’autostima e sulla serenità personale e di coppia. Lo ha detto la Dott.ssa Perego. Non è un problema solo medico e fisico ma c’è anche una grossa sofferenza.

E Fincopp Lombardia si impegna a sostenere i pazienti che si rivolgono all’associazione per affrontare questa condizione. Anche quando questa è causata da interventi chirurgici per il tumore della prostata.

Fincopp Lombardia è a Seriate, in Via Nazionale 93, presso la sede di Politerapica. Telefono 035.221931.

Fincopp sui disturbi andrologici in Rai Milano

16 Febbraio 2022
Mangiando non ci limitiamo a nutrirci

Mangiando non ci limitiamo a nutrirci. Un motivo in più per farlo bene. Mangiare è importante per diverse ragioni. Farlo male può avere conseguenze spiacevoli. Lo scrive la Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapeuta nell’articolo che ci ha messo a disposizione.

16 Settembre 2021
La cefalea cronica è una malattia sociale

La Cefalea cronica è una malattia sociale. Lo ha stabilito una legge del Parlamento Italiano. Un problema molto serio, duque. Anche per la pesante sofferenza psicologica e relazionale che procura.

20 Aprile 2021
Acufene. Larsen per Caparezza

Acufene Larsen per Caparezza. Ne scrive la Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa che collabora con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina. Lo fa partendo da qualcosa che solo apparentemente non ha nulla a che fare con l’acufene: una canzone. Una canzone scritta e cantata da Caparezza che di questo disturbo soffre da tempo e a cui ha deciso di dare un nome, Larsen appunto. Per farlo – racconta la Dott.ssa Perego – Caparezza si ispira al fisico S. A. Larsen. Probabilmente lo fa anche per un altro motivo: l’Acufene è un disturbo di cui la vita è così impregnata – terribilmente intrisa – da diventare parte della quotidianità di chi ne soffre. Da potere diventare anche una canzone.

Ringraziandola per il suo contributo, pubblichiamo qui di seguito l’intervento sull’Acufene e il suo grosso peso psicologico, che la dottoressa ci ha messo cortesemente a disposizione.


…Fischiava per la mia attenzione, un po’ come si fa con i taxi
Senza una tregua una continuazione ma come si fa a coricarsi
Da solo nel letto a dannarmi, nella stanza cori urlanti
Di colpo leggevo i labiali, quindi basta coi romanzi

Uno squillo ossessivo, come un pugno su un clacson.
Primo pensiero al mattino,
l’ultimo prima di buttarmi giù dal terrazzo.
..
Parlo di Larsen e metto mano alla fondina
Alzo la cortina
Sentivo fischi pure se il locale carico applaudiva
Calo d’autostima
Non potevo ascoltare la musica come l’ascoltavo prima
Io Lagostina, una pressione continua
La depressione poi l’ira…

Larsen

Larsen. Il titolo di una canzone di un noto cantautore italiano, piuttosto recente: Michele Salvemini, in arte Caparezza. Larsen, il nome che il cantante dà all’acufene di cui soffre dal 2015. Un nome, come lo si dà a una persona, a una presenza che non lo lascia mai, che fa parte della sua vita e della sua quotidianità da allora. Larsen, il riferimento è al fisico acustico S.A. Larsen, che ha descritto l’effetto Larsen, appunto, cioè il feedback acustico che si produce quando un microfono è troppo vicino o in direzione dell’altoparlante. Più concretamente un fischio, uno stridio… che non abbandona mai…

Nel testo della canzone di Caparezza sta tutta la drammaticità di un problema diffuso, per il quale ancora non esiste chiarezza in merito alle cause. Sappiamo però chiaramente quanto sia importante che venga affrontato attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

Nel trattamento dell’acufene, è fondamentale la collaborazione dei diversi specialisti sia nella fase diagnostica, che in quella terapeutica. Le cause dell’acufene, infatti, sono diverse e non sempre chiare. Si può in ogni caso affermare che in questo disturbo vi siano anche fattori psicologici importanti che possono incidere nel suo sviluppo e anche nella sua gestione. Una presa in carico corretta di questi pazienti richiede, quindi, spesso l’intervento di questa professione.

Disturbi emotivi e psicologici. Uno su tre.

Si stima che sia piuttosto importante la percentuale di persone che soffre di Acufene. Tra queste, una su tre presenta anche altri disturbi emotivi e psicologici correlati alla problematica stessa, come:

  • difficoltà di concentrazione
    spesso l’attenzione è interamente rivolta alla percezione del suono disturbante
  • stanchezza e disturbi del sonno
    disequilibrio nel ritmo sonno-veglia, difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti
    in generale, chi soffre di acufene riferisce che il problema si intensifica nelle ore serali e notturne, quando i rumori ambientali presenti di giorno diminuiscono, facendo emergere la percezione dell’acufene stesso
  • ansia ed evitamento
    chi soffre di acufene spesso tende a voler evitare l’esperienza disturbante, arriva a fare di tutto per evitare il silenzio, con l’effetto paradossale di far aumentare poi l’ansia stessa e il livello di stress per gestirla
  • depressione
    l’esperienza che vivono molti pazienti è quella di doversi confrontare con una problematica per la quale non esiste un unico modello di trattamento e che in molti casi non è risolutivo in modo definitivo
    la paura di dover convivere per sempre con questo malessere, senza la possibilità di alcun controllo su di esso, può portare a disturbi dell’umore importanti, finanche alla depressione
  • rimuginio
    l’acufene è il primo pensiero al mattino; è un pensiero intrusivo, ripetitivo, un pensiero che imprigiona la mente delle persone che ne soffrono, sia per quanto riguarda il fatto di trovare a tutti i costi una causa che lo ha determinato, che per la ricerca di una cura risolutiva.

Diversi livelli di sofferenza

Chi soffre di Acufene sperimenta diversi livelli di sofferenza anche in base alle sue caratteristiche psicologiche personali. La qualità di vita  ne è quindi inficiata in modo diverso, a seconda degli individui. Quello che è certo però è che i sintomi correlati all’Acufene sono invalidanti per chi soffre di questo disturbo e per chi gli sta intorno. In alcuni casi è la sofferenza psicologica a determinare un fattore di stress scatenante. Quando questo accade, si genera poi un circolo vizioso da cui è ancora più complesso uscire senza l’aiuto di una persona esperta e competente.

In ogni caso, questo disturbo rappresenta un evento stressante nella vita di un individuo, con un’importante ricaduta sulla sua vita sociale e familiare. Non di rado chi è affetto da Acufene ha avuto anche paura di soffrire di disturbi psichiatrici, dal momento che si ritrova a “sentire suoni che non vengono percepiti da nessun altro”.

Il supporto psicologico, parte della cura

Il supporto psicologico e la psicoterapia possono migliorare la qualità di vita di chi soffre di questo problema. L’intervento dello psicologo può avvenire in diversi ambiti: il sostegno psicologico al paziente nella gestione della sua patologia prima e del percorso terapeutico poi, così come il sostegno ai familiari di chi è affetto da questo problema.

L’obiettivo di un percorso psicologico è innanzi tutto quello di permettere al paziente di conoscere meglio il problema, comprenderlo e accettarlo, quando non curabile. È importante infatti aiutare la persona a liberarsi da falsi miti e credenze per lavorare invece su obiettivi realistici e concreti. Accettare il proprio disturbo è il primo passo per non dargli eccessiva attenzione e ridurre la sensazione di disagio ed handicap. Il principale obiettivo terapeutico, infatti è quello di imparare a convivere con il disturbo riducendone la percezione e limitando così gli altri disturbi ad esso correlati.

Anche strumento di cura

Con il supporto psicologico non si cerca di eliminare il problema, ma si intende aiutare il paziente a convivere meglio con il problema che vive, anziché subirlo passivamente. L’obiettivo è quello di modificare i pensieri negativi che affliggono la mente di chi soffre di acufene, col fine di superare lo stress, l’ansia e la depressione, fino ad arrivare all’accettazione del sintomo stesso.

Esistono poi degli specifici approcci terapeutici, come la terapia cognitivo-comportamentale, e alcune tecniche, come l’EMDR – Eye Movement Desensization and Reprocessing, che oltre a contribuire positivamente al contenimento del disturbo dell’acufene, possono, in alcuni casi, addirittura ridurlo fino alla sua scomparsa.

 

Dott.ssa Valeria Perego
Psicologa e Psicoterapeuta