Un cuore che ascolta a Bergamo

22 Marzo 2020
Un cuore che ascolta

Un cuore che ascolta a Bergamo.

Iniziativa professionale e umana insieme

L’iniziativa è della Diocesi di Bergamo, fortemente voluta dal suo Vescovo, Francesco Beschi, ma non è clericale. Si poggia sulla Fondazione Angelo Custode e su due delle sue strutture di punta per il sostegno psicologico, il Consultorio Familiare Scarpellini di Bergamo e il Consultorio Familiare Zelinda di Trescore Balneario ma non è fatta di professoroni che ascoltano, chinando il capo con cenni di assenso e comprensione e dando il senso che loro possono capire tutto.

Un cuore che ascolta è un’iniziativa umana e professionale allo stesso tempo, attenta alle persone e generosa verso chi è in difficoltà. Gratuitamente attenta alle persone!

Un’idea banale

Un’idea banale come sono tutte le idee geniali: viviamo giorni difficili, di grande sofferenza, intorno a noi, quasi la si potesse toccare con mano, si muove la morte. Ogni giorno cerchiamo di esorcizzarne il peso e allo stesso ne restiamo schiacciati, contandone le vittime. Oggi, cento più di ieri e domani, cento più di oggi. In un vortice che ci vede sempre più soli.

Già, soli. Ché questa appare la cifra di questi giorni. La solitudine. Quella del momento del distacco e quella dell’attesa, imposta anche dalle uniche misure che paiono possano aiutare a contenere il dilagare del morbo: l’isolamento.

Corpo e mente: due parti indivisibili e reciprocamente dipendenti

Qui, ora più che mai, diventa grande la scelta di Un cuore che ascolta, a Bergamo. Grande la capacità di comprendere e affermare l’indissolubile interdipendenza tra soma e psiche, corpo e mente. Impossibile che stia bene l’uno e male l’altro e viceversa. Impossibile riuscire a curare l’una senza curare l’altra essendo ognuna reciprocamente intrisa delle parti dell’altra.

Sembra banale, vero? Eppure, dove risiedono i pensieri, le emozioni, le sensazioni se non in qualcosa che fa parte del corpo? E quale parte del nostro corpo funziona ugualmente bene o ugualmente male se siamo allegri o tristi, felici o depressi?

Banale, già. Sarà pure banale ma qualcuno ci ha pensato e partendo da lì ha deciso di aiutare le persone anche in quella dimensione psichica così spesso sottovalutata o snobbata se non addirittura disprezzata, eppure così essenziale per il nostro stare bene. Partendo da lì, la Diocesi di Bergamo ha progettato Un cuore che ascolta e ne ha affidato l’esecuzione al Consultorio Familiare Scarpellini. Mai scelta più laica. Mai scelta più umana. Dal punto di vista di chi crede, mai scelta più cristiana.

Un numero per trovare cuori e professionisti

Un numero per chiamare e trovare qualcuno che ascolta. Cuori di professionisti – Psicologi di alta formazione – disponibili all’ascolto e alla condivisione e capaci di farsi carico di un peso così insostenibile come molti dei pesi di questi giorni, non già per portarlo in vece di chi ce lo ha addosso (sarebbe impossibile, i pesi purtroppo sono individuali) ma per aiutare a reggerne la mole. Offrire quel sostegno che non risolve ma che aiuta, chiunque e soprattutto chi è solo.

Un numero per trovare anche conforto spirituale. Per chi lo desidera, ne sente la necessità, soprattutto in queste settimane in cui l’isolamento comprende anche quello con i ministri del culto divino. Cuori di Preti, Suore e personale laico, lì, in ascolto, anche solo con un abbraccio che in questi tempi può essere solo virtruale.

La notizia su l’Eco di Bergamo

L’Eco di Bergamo – non potrebbe essere diversamente – dedica lo spazio necessario alla notizia:

Chi lo desidera, può scaricare l’articolo in formato .pdf qui di seguito:
Eco articolo cuore che ascolta 22-3-20