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Categoria: Ambulatorio Multidisciplinare Acufene

20 Aprile 2021
Ambulatorio Multidisciplinare Acufene

Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico è il nome dell’ambulatorio che Politerapica avvia nella sua sede di Seriate – BG, in Via Nazionale 93. Lo scopo è quello di rappresentare un punto di riferimento sul territorio per i pazienti che soffrono di questo terribile disturbo. Il paziente è al centro delle attenzioni del team che comprende diverse professioni sanitarie

  • Otorinolaringoiatria
  • Angiologia – Medicina vascolare
  • Neurologia
  • Fisiatria
  • Psicologia
  • Fisioterapia

Nell’Ambulatorio il paziente è preso in carico come persona, nella sua interezza, dal punto di vista medico e psicologico. L’otorinolaringoiatra svolge il ruolo di coordinatore del team. All’interno della struttura, si eseguono anche esami strumentali come eco-colordoppler e laringo-faringoscopia.

L’iniziativa nasce dallo stimolo e col sostegno morale di pazienti affetti da questa patologia. L’obiettivo non è quello di proporre soluzioni miracolose che non esistono ma è quello di fornire una valutazione completa e multidisciplinare del disturbo e della sua eventuale cura, attraverso la presa in carico globale della persona.

Acufene

L’Acufene è un disturbo che distrugge l’esistenza di chi ne soffre. Si tratta di un suono continuo, anche di alto volume, che non cessa mai di penetrare nell’orecchio e nel cervello. Penetra nel sonno, lo impedisce, ne abbassa la qualità. Penetra nella giornata, interferisce con ogni relazione, ogni attività, ogni lavoro, ogni pensiero, fino a debilitare, esasperare, sfinire, in alcuni casi fino a condurre a condizioni di squilibrio psico-fisico con conseguenze estreme. L’acufene produce notevoli costi economici e sociali sui singoli, le famiglie e la comunità: riduzione della capacità lavorativa, assenteismo motivato, continuo ricorso al SSN sono alcune delle sue conseguenze.

Un fenomeno numeroso

2.000.000 sono le persone che soffrirebbero di acufene in Italia. Di queste, 50.000 in provincia di Bergamo. Queste sono le stime che erano emerse nel corso del convegno che nel 2015 si era tenuto a Bergamo, presso la sede della ATS. Un numero notevole di individui che faticano a trovare una soluzione. Di acufene non si muore e forse anche per questo, fino ad oggi, non si sono trovate le ragioni della loro origine e, tantomeno, le possibilità di cura. La ricerca scientifica è molto costosa e, in un mondo di risorse limitate, queste probabilmente vengono dedicate a problemi con un impatto più direttamente correlato con la sopravvivenza fisica.

Non sono però solo i pazienti ad essere coinvolti nel peso della gestione di questo continuo rumore nell’orecchio. Con loro ci sono i familiari, gli amici, i colleghi, tutti gli attori del mondo delle relazioni che orbita intorno ad ogni individuo costretto a conviverci.

Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico

Al suo accesso in Ambulatorio, la prima prestazione fornita al paziente è quella dell’Otorinolaringoiatra che coordina tutto il percorso diagnostico e terapeutico successivo. Lo specialista, quando necessario, coinvolge gli altri colleghi, richiedendo loro visite e pareri che possono essere integrati con esami strumentali. L’Otorino e gli altri specialisti, in ogni fase del loro lavoro, si avvalgono della collaborazione della Psicologa. Come per la parte diagnostica, anche quella terapeutica – quando applicabile – può prevedere l’intervento delle diverse specialità medico-chirurgiche, quello psicologico e quello riabilitativo.

L’intervento psicologico può avvenire in diversi ambiti

  • applicazione della tecnica E.M.D.R. a scopo terapeutico o di contenimento del disturbo dell’acufene
  • sostegno psicologico al paziente nella gestione della sua patologia e del percorso terapeutico
  • sostegno alla famiglia

Ambulatorio multidisciplinare acufene – Presa in carico – 13.4.2021
Politerapica – Volantino Acufene 4.2021

Obiettivi importanti

L’iniziativa nasce con obiettivi importanti

  • Diagnosi multidisciplinare
  • Terapia multidisciplinare, dove possibile
  • Presa in carico
  • Presenza di un ambulatorio integrato di riferimento per i pazienti e per il territorio

Medicina Vicina

Le attività dell’Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico sono gestite secondo il modello di Medicina Vicina, la nuova idea di salute di Politerapica:

  • prestazioni medico specialistiche erogate da professionisti di alto livello
  • senza liste di attesa
  • a condizioni accessibili
  • al centro dell’attenzione del team multidisciplinare

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti: tel. 035.298468

20 Aprile 2021
Acufene e cause angiologiche, scrive Gabriele Alari

Acufene e cause angiologiche. Ne scrive il Dott. Gabriele Alari, uno straordinario medico con una profonda esperienza nella diagnosi e cura della malattie vascolari, quelle che riguardano vene, arterie e vasi linfatici. Il Dott. Alari collabora da tempo con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina.

Il convegno del 2015

In veste di medico vascolare esperto, di fama nazionale e internazionale, Gabriele Alari aveva moderato un convegno organizzato da Politerapica sull’Acufene, nel 2015. Un evento che ebbe notevole risonanza, tenuto presso la sede di ATS Bergamo e organizzato anche con associazioni di pazienti. Parte dal ricordo di quell’esperienza il contributo che ci fornisce. Ci introduce poi agli aspetti venosi e arteriosi di un disturbo terribile eppure tanto sottovalutato.

Ringraziandolo per il lavoro di allora e per quello di oggi, riportiamo qui di seguito il suo intervento.


L’Acufene. Il rumore nel silenzio

Già anni fa Politerapica si era occupata di questo “disturbo“, apparentemente trascurato dai più, in particolare dagli addetti ai lavori. Un disturbo in realtà di grande importanza per coloro che ne sono affetti, l’Acufene. Su input dell’Associazione pazienti Acufenici, aveva organizzato un Convegno di risonanza nazionale, tenutosi nella Sala Lombardia della ATS di Bergamo, patrocinatrice dell’evento.

Ricordo che la sala, assai capiente, era strapiena di gente estremamente interessata, tra cui erano assai pochi gli addetti ai lavori, moltissimi i pazienti. E ricordo anche il vero e proprio “grido di dolore” di questi pazienti. Soffrivano per un disturbo, talora davvero continuo, ossessivo, pregiudicante la loro qualità di vita, in taluni casi addirittura invalidante.

“Il rumore nel silenzio” era il titolo prescelto per il Convegno. Vi parteciparono alcuni dei maggiori esperti nazionali che si occupavano, secondo la loro diversa disciplina, del problema. Mai titolo fu più appropriato ad indicare che quel rumore spesso non otteneva alcuna risposta.

Il contributo del medico vascolare è necessario

Ora Politerapica ritorna sull’argomento creando un gruppo di lavoro dedicato e coinvolgendomi come angiologo, medico vascolare. Pur non essendo entusiasta della cosa (è sempre frustrante per il paziente ma anche per il medico affrontare una casistica di difficile e non immediata risoluzione), non ho potuto rifiutare di dare il mio apporto. Una distinzione di caratteristica dell’acufene è che esso sia soggettivo od obiettivo, pulsante o non pulsante. Soprattutto l’acufene pulsante può avere una genesi vascolare.

Approfondimenti necessari

Ed è qui che deve subentrare l’angiologo per dirimere, con una valutazione angiologica medica complessiva del paziente ed un esame strumentale ultrasonografico di I livello (Eco-color-doppler dei vasi del collo),

  • l’eventuale esistenza di una patologia vascolare arteriosa (steno-ostruzioni, ectasie od aneurismi, tortuosità di decorso, ispessimenti o dissecazioni parietali) dei vasi che arrivano al cervello ed all’emicranio interessato dal processo (arterie carotidi, vertebrali, succlavie e loro diramazioni)
  • o di una patologia vascolare venosa (restringimenti , occlusioni, trombosi, ostacoli, malformazioni) dei vasi che tornano dal cervello e dall’emicranio interessato (giugulari interne ed esterne, vertebrali, succlavie).

Altre possibili cause vascolari

Possibile anche la genesi dell’acufene da malformazioni vascolari ed angiomatose, fistole artero-venose, aneurismi, trombosi arteriose e venose, a localizzazione intracranica che possono, su indicazione angiologica, comportare l’esecuzione di esami di secondo livello (Eco-color-doppler trans-cranico, Angio TC od Angio-RM, Angiografia cerebrale).

Fortunatamente, se cosi si può dire, l’eziopatogenesi vascolare dell’acufene è rara, intorno al 2%. Fortunatamente, ripeto, perché le patologie vascolari summenzionate sono certamente di una indiscutibile gravità, pertanto da non augurarsi. Ma nel sospetto di esse, risulta indispensabile una valutazione vascolare che, oltre che strumentale, ritengo debba essere completata con una visita angiologica accurata, per non dimenticare la multidistrettualità delle patologie vascolari e la prevenzione ed il trattamento dei fattori di rischio cardio-vascolare, a tutti noti, perché dobbiamo sempre tenere presente che il disturbo (in questo caso l’acufene ) deve essere considerato non a sé stante ed isolato ma inserito in un organismo che è un tutt’uno nella sua specificità.

Da qui l’importanza dell’approccio multidiciplinare.

 

Dott. Gabriele Alari
Segretario SIMV – Società Italiana di Medicina Vascolare

20 Aprile 2021
Acufene e Otorinolaringoiatria, scrive Alessandra Brevi

Acufene e Otorinolaringoiatria, scrive Alessandra Brevi medico-chirurgo, specialista in Otorinolaringoiatria, che collabora con Politerapica. Il suo contributo per comprendere questo terribile disturbo è fondamentale. L’otorinolaringoiatra è il team leader nella gestione dell’acufene. La prima visita specialistica è eseguita da questo specialista quando è presente questo disturbo.

Ringraziandola, riportiamo qui di seguito il suo intervento che ci ha messo cortesemente a disposizione.


L’Acufene

L’Acufene (dal greco akouein, udire e phanein, apparire) viene descritto dal paziente come un rumore del mare, un fischio acuto, un sibilo, o come una molteplicità di suoni. Si tratta quindi di percezioni sonore in assenza di stimolazioni fisiologiche dei recettori dell’orecchio interno.

Un acufene può essere avvertito in un orecchio o in testa quando è bilaterale. Può presentarsi isolatamente come unico sintomo. Può essere invece associato ad una riduzione della capacità uditiva (ipoacusia). E’ possibile che si presenti anche insieme ad altri disturbi riferibili all’orecchio (senso di orecchio chiuso o ovattato, pressione auricolare, vertigini, disturbi dell’equilibrio).

Spesso pazienti con acufeni riferiscono anche iperacusia. Questa è una marcata intolleranza nei confronti dei rumori esterni, che può giungere alla fonofobia, vera e propria (paura nei confronti del rumore).

Malattia o sintomo

Gli acufeni quindi non sono definibili come una specifica malattia. Possono infatti costituire un sintomo di malattie, non necessariamente a carico dell’orecchio o delle vie acustiche. Tradizionalmente gli acufeni sono divisi in acufeni “oggettivi” ed acufeni “soggettivi” a seconda che il rumore possa essere percepito dall’esaminatore o solo dal paziente.

Si sta parlando di un disturbo uditivo – quello degli acufeni – molto frequente, interessando circa il 7-10% della popolazione generale.

Tabella delle possibili cause dell’acufene

Soggettivo Oggettivo pulsante Oggettivo non pulsante
Cause otogene Malformazioni artero-venose Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare
Presbiacusia Anemia Clono dei muscoli endoauricolari e peritubarici
Trauma acustico Tireotossicosi Colpo di frusta
Ipoacusia improvvisa Persistenza dell’arteria stapediale
Otosclerosi Tumori glomici
Otiti medie o esterne Ipertensione endocranica benigna
Sleep apnea Stenosi dei vasi del collo
Autoimmunità Carotide e bulbo giugulare alti
Ototossicità
Cause infettive
Patologie psichiatriche
Disturbi neurologici
Neurinoma del nervo acustico
Trauma cranico
Conflitti neurovascolari
Ipertensione

L’Otorinolaringoiatra, il team leader

L’Otorinolaringoiatra può essere considerato il team leader nella gestione dell’acufene. Questa, infatti, è la prima vista specialistica che viene eseguita quando è presente il disturbo. La visita otorinolaringoiatrica permette di studiare l’acufene, di individuare le possibili cause ed eventualmente chiedere il consulto di altri colleghi specialisti.

Mediante un’accurata anamnesi si possono valutare

  • le caratteristiche dell’acufene
    tonalità e pattern, sincronia con il cuore, sede, durata, intensità, continuità, progressione
  • i sintomi d’accompagnamento
    ipoacusia, sintomi vestibolari, autofonia
  • la storia clinica del paziente
    età, professione, trauma acustico, trauma cranico, farmaci, malattie internistiche, patologie otorinolaringoiatriche, chirurgia otorinolaringoiatrica, familiarità, stato psicofisico, patologie rachide cervicale.

Valutazione e diagnosi otorinolaringoiatrica

La valutazione clinica comprende un’esame obiettivo specialistico:

  • Otoscopia\otovideoscopia che valuta
    • il condotto uditivo esterno
      per escludere la presenza di tappi di cerume o secrezioni patologiche come nel caso dell’otite esterna
    • la membrana timpanica
      per escludere la presenza di perforazioni o lesioni retrotimpaniche
  • Videofibrorinoscopia che valuta la pervietà delle fosse nasali e del rinofaringe, sedi di lesioni che possono ostruire lo sbocco nasale della tuba di Eustachio
  • Acumetria che valuta la percezione uditiva

La diagnostica otorinolaringoiatrica strumentale dell’acufene comprende:

  • esame audiometrico tonale e l’impedenzometria
    qualora si sospetti un calo dell’udito
  • acufenometria
    permette di caratterizzare della frequenza e dell’intensità dell’acufene
  • potenziali evocati uditivi
    permettono di studiare le vie uditive centrali

La diagnostica radiologica in caso di acufeni comprende la TAC e, o la RMN dell’orecchio. Si adottano nel sospetto di patologia infiammatoria maligna del condotto uditivo esterno, colesteatomi, traumi, otosclerosi, malformazioni, sospetta patologia neoplastica (neurinoma).

 

Dott.ssa Alessandra Brevi
Medico Chirurgo
Specialista in Otorinolaringoiatria

 

20 Aprile 2021
Acufene. Larsen per Caparezza

Acufene Larsen per Caparezza. Ne scrive la Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa che collabora con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina. Lo fa partendo da qualcosa che solo apparentemente non ha nulla a che fare con l’acufene: una canzone. Una canzone scritta e cantata da Caparezza che di questo disturbo soffre da tempo e a cui ha deciso di dare un nome, Larsen appunto. Per farlo – racconta la Dott.ssa Perego – Caparezza si ispira al fisico S. A. Larsen. Probabilmente lo fa anche per un altro motivo: l’Acufene è un disturbo di cui la vita è così impregnata – terribilmente intrisa – da diventare parte della quotidianità di chi ne soffre. Da potere diventare anche una canzone.

Ringraziandola per il suo contributo, pubblichiamo qui di seguito l’intervento sull’Acufene e il suo grosso peso psicologico, che la dottoressa ci ha messo cortesemente a disposizione.


…Fischiava per la mia attenzione, un po’ come si fa con i taxi
Senza una tregua una continuazione ma come si fa a coricarsi
Da solo nel letto a dannarmi, nella stanza cori urlanti
Di colpo leggevo i labiali, quindi basta coi romanzi

Uno squillo ossessivo, come un pugno su un clacson.
Primo pensiero al mattino,
l’ultimo prima di buttarmi giù dal terrazzo.
..
Parlo di Larsen e metto mano alla fondina
Alzo la cortina
Sentivo fischi pure se il locale carico applaudiva
Calo d’autostima
Non potevo ascoltare la musica come l’ascoltavo prima
Io Lagostina, una pressione continua
La depressione poi l’ira…

Larsen

Larsen. Il titolo di una canzone di un noto cantautore italiano, piuttosto recente: Michele Salvemini, in arte Caparezza. Larsen, il nome che il cantante dà all’acufene di cui soffre dal 2015. Un nome, come lo si dà a una persona, a una presenza che non lo lascia mai, che fa parte della sua vita e della sua quotidianità da allora. Larsen, il riferimento è al fisico acustico S.A. Larsen, che ha descritto l’effetto Larsen, appunto, cioè il feedback acustico che si produce quando un microfono è troppo vicino o in direzione dell’altoparlante. Più concretamente un fischio, uno stridio… che non abbandona mai…

Nel testo della canzone di Caparezza sta tutta la drammaticità di un problema diffuso, per il quale ancora non esiste chiarezza in merito alle cause. Sappiamo però chiaramente quanto sia importante che venga affrontato attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

Nel trattamento dell’acufene, è fondamentale la collaborazione dei diversi specialisti sia nella fase diagnostica, che in quella terapeutica. Le cause dell’acufene, infatti, sono diverse e non sempre chiare. Si può in ogni caso affermare che in questo disturbo vi siano anche fattori psicologici importanti che possono incidere nel suo sviluppo e anche nella sua gestione. Una presa in carico corretta di questi pazienti richiede, quindi, spesso l’intervento di questa professione.

Disturbi emotivi e psicologici. Uno su tre.

Si stima che sia piuttosto importante la percentuale di persone che soffre di Acufene. Tra queste, una su tre presenta anche altri disturbi emotivi e psicologici correlati alla problematica stessa, come:

  • difficoltà di concentrazione
    spesso l’attenzione è interamente rivolta alla percezione del suono disturbante
  • stanchezza e disturbi del sonno
    disequilibrio nel ritmo sonno-veglia, difficoltà nell’addormentamento, risvegli frequenti
    in generale, chi soffre di acufene riferisce che il problema si intensifica nelle ore serali e notturne, quando i rumori ambientali presenti di giorno diminuiscono, facendo emergere la percezione dell’acufene stesso
  • ansia ed evitamento
    chi soffre di acufene spesso tende a voler evitare l’esperienza disturbante, arriva a fare di tutto per evitare il silenzio, con l’effetto paradossale di far aumentare poi l’ansia stessa e il livello di stress per gestirla
  • depressione
    l’esperienza che vivono molti pazienti è quella di doversi confrontare con una problematica per la quale non esiste un unico modello di trattamento e che in molti casi non è risolutivo in modo definitivo
    la paura di dover convivere per sempre con questo malessere, senza la possibilità di alcun controllo su di esso, può portare a disturbi dell’umore importanti, finanche alla depressione
  • rimuginio
    l’acufene è il primo pensiero al mattino; è un pensiero intrusivo, ripetitivo, un pensiero che imprigiona la mente delle persone che ne soffrono, sia per quanto riguarda il fatto di trovare a tutti i costi una causa che lo ha determinato, che per la ricerca di una cura risolutiva.

Diversi livelli di sofferenza

Chi soffre di Acufene sperimenta diversi livelli di sofferenza anche in base alle sue caratteristiche psicologiche personali. La qualità di vita  ne è quindi inficiata in modo diverso, a seconda degli individui. Quello che è certo però è che i sintomi correlati all’Acufene sono invalidanti per chi soffre di questo disturbo e per chi gli sta intorno. In alcuni casi è la sofferenza psicologica a determinare un fattore di stress scatenante. Quando questo accade, si genera poi un circolo vizioso da cui è ancora più complesso uscire senza l’aiuto di una persona esperta e competente.

In ogni caso, questo disturbo rappresenta un evento stressante nella vita di un individuo, con un’importante ricaduta sulla sua vita sociale e familiare. Non di rado chi è affetto da Acufene ha avuto anche paura di soffrire di disturbi psichiatrici, dal momento che si ritrova a “sentire suoni che non vengono percepiti da nessun altro”.

Il supporto psicologico, parte della cura

Il supporto psicologico e la psicoterapia possono migliorare la qualità di vita di chi soffre di questo problema. L’intervento dello psicologo può avvenire in diversi ambiti: il sostegno psicologico al paziente nella gestione della sua patologia prima e del percorso terapeutico poi, così come il sostegno ai familiari di chi è affetto da questo problema.

L’obiettivo di un percorso psicologico è innanzi tutto quello di permettere al paziente di conoscere meglio il problema, comprenderlo e accettarlo, quando non curabile. È importante infatti aiutare la persona a liberarsi da falsi miti e credenze per lavorare invece su obiettivi realistici e concreti. Accettare il proprio disturbo è il primo passo per non dargli eccessiva attenzione e ridurre la sensazione di disagio ed handicap. Il principale obiettivo terapeutico, infatti è quello di imparare a convivere con il disturbo riducendone la percezione e limitando così gli altri disturbi ad esso correlati.

Anche strumento di cura

Con il supporto psicologico non si cerca di eliminare il problema, ma si intende aiutare il paziente a convivere meglio con il problema che vive, anziché subirlo passivamente. L’obiettivo è quello di modificare i pensieri negativi che affliggono la mente di chi soffre di acufene, col fine di superare lo stress, l’ansia e la depressione, fino ad arrivare all’accettazione del sintomo stesso.

Esistono poi degli specifici approcci terapeutici, come la terapia cognitivo-comportamentale, e alcune tecniche, come l’EMDR – Eye Movement Desensization and Reprocessing, che oltre a contribuire positivamente al contenimento del disturbo dell’acufene, possono, in alcuni casi, addirittura ridurlo fino alla sua scomparsa.

 

Dott.ssa Valeria Perego
Psicologa e Psicoterapeuta