fbpx

Categoria: Articoli sulla salute

6 Gennaio 2021
I vaccini hanno cambiato la storia umana

I vaccini hanno cambiato la storia umana, insieme agli antibiotici. Lo racconta Paolo Mazzarello, ordinario di Storia della medicina all’Università di Pavia, nell’articolo-intervista su l’Eco di Bergamo del 4 gennaio, firmato da Franco Cattaneo.

E’ una posizionne da sempre sostenuta da Politerapica che ne ha fatto oggetto di diversi interventi di sensibilizzazione sul territorio bergamasco. Tra questi, due convegni pubblici. Uno di essi, tenuto con la presenza delle Forze dell’Ordine per assicurare l’incolumità di relatori e organizzatori!

 

Il significato storico

Alla domanda del giornalista sul significato storico dello strumento vaccinale, il Prof. Mazzarello risponde:

Nella storia umana ci sono stati due eventi che in assoluto hanno consentito di allungare significativamente la  vita media delle popolazioni: le vaccinazioni e gli antibiotici. In epoca romana l’età media non superava i 25 anni e nell’800 era forse raddoppiata.

E aggiunge:

Il divenire dell’uomo non viene raccontato attraverso le epidemie, cosa che invece andrebbe fatta, perché ci spiegherebbe l’assurdità di atteggiamenti preventivi ostili alla scienza. Le vaccinazioni si sono rivelate fra le procedure più sicure della medicina moderna.

Il vaiolo, un virus tremendo

Spiega ancora lo storico:

(La vaccinazione) contro il vaiolo, la scoperta di Jenner, è stata un punto di svolta. Basti pensare che il vaiolo, un virus tremendo, espandendosi improvvisamente, ha fatto, lungo la storia umana, milioni e milioni di morti. Alcuni studi ci dicono che tracce della malattia sono state trovate nelle mummie egizie.

La peste Antonina, che fra il 160 e il 180 d.C. ha sconvolto l’impero romano, era probabilmente un’epidemia di vaiolo. Il virus era diffusissimo nel ‘700. Il 30-40% della popolazione colpita moriva e frequentemente i sopravvissuti diventavano ciechi. Molte le vittime altolocate come Luigi XV di Francia.

E precisa:

Il vaiolo è stato il primo morbo contagioso scomparso dalla faccia della terra, un risultato ottenuto dopo la grande campagna mondiale lanciata dall’Oms nel 1967 che in 10 anni ha debellato la malattia.

Anche gli stratagemmi a volte servono

La storia delle vaccinazioni comprende anche un capitolo tutto lombardo che vede protagonista il Dott. Luigi Sacco. Continua a raccontare il Prof. Paolo Mazzarello:

Sull’onda delle osservazioni di Jenner, questo medico, a inizio ‘800, riscontra la presenza di vacche con pustole nelle campagne al confine fra Lombardia e Svizzera. Riesce a convincere le autorità a organizzare una vaccinazione di massa. Un’iniziativa straordinaria, che coinvolge un milione e mezzo di persone in un territorio in cui la vita media era molto bassa: si arrivava tranquillamentena 10 figli per famiglia nella speranza di vederne sopravvivere almeno un paio.

E ci riesce anche con uno stratagemma: scrive una falsa omelia accreditandone la paternità a un falso vescovo di una città inesistente, Goldstadt, in cui si esorta il popolo ad accogliere il verbo suadente della vaccinazione.

Il tempo delle vacinazioni di massa

Prosegue l’intervista e il Prof. Mazzarello racconta:

Poi, con il tempo, abbiamo avuto tanti vaccini che coprono ormai una buona percentuale delle malattie contagiose. Penso, per esempio, all’importanza avuta dall’antopoliomielite, a partire dai primi anni ’60 del secolo scorso.

E afferma con sicurezza

In definitiva, possiamo ribadire senza tema di smentita che la procedura di immunizzazione ha salvato milioni di individui, contribuendo ad allungare di decenni la vita media della popolazione mondiale, fornendo così enormi vantaggi individuali e sociali.

Col Covid un’importante riflessione

La pandemia da Covid-19 è una tragedia per l’umanità ma il docente, concludendo il suo intervento, lancia un appello:

Il Covid dovrebbe rappresentare l’occasione per rileggere la storia anche attraverso il nesso che lega demografia, medicina, sviluppo civile.

Un articolo da leggere

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 4.1.2020 – Storia dei vaccini – Comp

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 035.298468

4 Gennaio 2021
Arriva il vaccino

Arriva il vaccino contro il Covid-19. Una tappa fondamentale per debellare questo terribile flagello che ha colpito l’intero Pianeta. Non è però finita qui. Ci sono ancora passaggi importanti e diverse cose da fare. Occorre ancora tempo e fatica.

Lo racconta l’Eco di Bergamo nella sua Pagina della Salute di Domenica 3 dicembre, con un articolo dal titolo L’anno del vaccino per tutti ma le precauzioni restano, firmato da Silvana Logozzo. Il sottotitolo chiarisce da subito i contenuti del pezzo: Covid-19. Gli scienziati avvertono: la vittoria non è dietro l’angolo, per tutto il 2021 bisognerà mantenere le misure di contenimento del virus.

Parlano gli scienziati

Si entra subito in argomento:

Se fino a sei mesi fa il sogno di libertà stava tutto nell’immagine di una fiala con il vaccino, adesso che la campagna vaccinale è partita, gli scienziati avvertono: la vittoria non è dietro l’angolo, per tutto l’anno appena iniziato bisognerà mantenere le misure di contenimento del virus. Nessuna esclusa. Impensabile ipotizzare di tornare subito a fare il tifo negli stadi, di organizzare pranzi domenicali con la tavola gremita di parenti. 

Lo spiega il professor Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, e professore di
Igiene e Medicina preventiva alla Cattolica di Roma:

«L’inizio della campagna vaccinale non significa che il nostro comportamento possa cambiare rispetto alla protezione dal virus: per tutto il 2021 le misure resteranno uguali ad adesso, dal distanziamento fisico alle mascherine, all’igiene delle mani. Ma con le vaccinazioni cominceremo ad avere meno morti e meno malati, e questo rassicurerà tutti».

Prudenza è la parola d’ordine

Prosegue Silvana Logozzo

E «prudenza» è la parola d’ordine che tutti gli esperti usano, perchè il vaccino non è una «bacchetta magica». A cominciare da chi l’inoculazione l’ha ricevuta tra i primi, il 27 dicembre scorso: «Se uno vede i malati gravi di Covid rispetta il virus, si vuole vaccinare. Ho visto tanta sofferenza in ospedale, siamo preoccupati per tutte queste polmoniti, non posso che invitare tutti a continuare ad essere scrupolosi», esorta Carlo Tascini, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale Santa Misericordia di Udine.

«Aver fatto la vaccinazione è una sensazione positiva – aggiunge Tascini -, l’umore è buono, ma questo è un periodo delicato, va specificato che non ne siamo fuori. Ora più persone si vaccinano e meglio è, anche se dipende da quanti vaccini avremo a disposizione»

Sulla stessa linea di pensiero

La giornalista trova sulla stessa linea di pensiero Giovanni Corrao, professore di Statistica Medica all’Università Milano Bicocca. Aggiungendo poi che ci sono anche motivi di incoraggiamento come afferma Patrizia Laurenti, direttore dell’Unità operativa complessa di Igiene Ospedaliera al Policlinico Gemelli Irccs di Roma

«Se tutti aderiscono alla campagna vaccinale, si continuano a tenere i comportamenti di contenimento e i contagi crollano, per questa estate probabilmente si potrà cominciare a togliere la mascherina almeno all’aperto. Con questi strumenti formidabili di protezione, l’epidemia sarà vinta entro il 2021». 

Un articolo da leggere cono attenzione

Un articolo da leggere con attenzione e da leggere ancora per poi farlo leggere anche a familiari, parenti e conoscenti.

Lo trovate qui, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 3.1.2020 – L’anno del vaccino Def

 

4 Gennaio 2021
Protezioni anti Covid

Protezioni anti Covid. Ci siamo abituati a conoscerle e a sentire quanto importante sia la loro adozione per proteggerci dal contagio del virus. L’Eco di Bergamo, con un articolo di Luca Bonzanni, ci dice però che non è solo questo.

Raffreddori, tossi e malanni vicino allo zero

Ci porta subito al punto il giornalista:

Non solo influenza. In calo c’è tutta quella galassia di malanni di stagione che hanno a che fare con le vie aeree, dal raffreddore alla tosse. Se l’acquisto in farmacia di sciroppi e simili era un «must» nelle stagioni invernali prima che il mondo conoscesse Covid, ora sembrano essere spariti anche questi fastidi tipici del periodo freddo. 

che aggiunge con le parole di qualcuno che ha voce in capitolo:

«Di influenza, finora, ne abbiamo vista poca – conferma Giovanni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo -. Ma in generale non si vedono nemmeno i soliti mal di gola, la tosse, il raffreddore: siamo vicini allo zero per quanto riguarda tutte queste forme “para-influenzali. Evidentemente l’effetto di mascherine e distanziamento non vale solo per prevenire il Covid: vale anche per l’influenza e anche per tutte le altre malattie stagionali».”. 

L’opinione del Presidente dell’Ordine dei Farmacisti

Luca Bonzanni chiede il parere anche all’Ordine dei Farmacisti di Bergamo:

«Fortunatamente, l’influenza finora non s’è vista – concorda anche Ernesto De Amici, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo -. Negli altri anni, in questo periodo invece c’eravamo dentro: al momento attuale dunque è che la circolazione dell’influenza sia molto ridotta, almeno secondo quella che è la mia percezione. E non perché il virus influenzale non sia arrivato, anche se tendenzialmente è proprio dalle prime settimane di gennaio che i casi aumentano, ma perché le misure anti-Covid hanno avuto un effetto molto positivo anche nell’arginare l’influenza, grazie a mascherine, distanziamento, igiene delle mani, il rimanere a casa se si accusano sintomi come febbre o problemi respiratori.

Indicazioni ripetute dal Dott. Clarizia

Ricordiamo quante volte il Dott. Clarizia ha fatto raccomandazioni simili nel corso di incontri pubblici sulla salute del bambino. Il Dott. Sergio Clarizia – Pediatra e Neonatologo ha partecipato a molti incontri pubblici organizzati da Politerapica sul territorio. Si tratta di incontri con l’obiettivo di contribuire a diffondere l’educazione alla salute tra i cittadini.

In tutte le occasioni, il Dott. Clarizia – uno degli specialisti di Politerapica – ha sottolineato come la salute del bambino passi innnazi tutto dall’adozione di corrette norme igieniche, prima tra tutte il lavaggio delle mani al rientro a casa. Raccomandazioni che ha ripreso in diversi articoli scritti per vari organi di stampa.

Inutile dire che se le raccomandazioni valgono per proteggere i bambini, sono ufualmente valide per proteggere adulti e bambini dalla diffuzione del Covid.

L’articolo integrale

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 3.1.2020 – No malanni di stagione – Completo

 

 

27 Dicembre 2020
Gravidanza e Covid

Gravidanza e Covid è il tema dell’articolo curato dalla Dott.ssa Clara Gargasole, specialista di Ginecologia e Ostetricia in Politerapica, pubblicato l’ultima Domenica del 2020, da l’Eco di Bergamo.


Il titolo fa comprendere subito l’impostazione concreta che la Dott.ssa Gargasole ha dato al suo lavoro per renderlo immediatamente utilizzabile da neo-genitori e futuri genitori. Il sottotitolo porta, poi, nel pieno di uno degli aspetti più scottanti dell’argomento: quello della possibilità di trasmissione del virus da madre a feto.

Andiamo per gradi

Per la donna, la gravidanza è uno stato vulnerabile già in condizioni normali. Scrive la nostra Ginecologa che

infatti, in gravidanza la donna è più suscettibile alle infezioni respiratorie e a quadri di polmoniti virali che rappresentano la terza causa indiretta di morte nel periodo della gestazione. Questa maggiore predisposizione è legata ai cambiamenti funzionali che la gravidanza comporta, tra cui un incrementato consumo di ossigeno, l’elevazione del diaframma, l’edema della mucosa del tratto respiratorio che predispone a una maggiore intolleranza alla carenza di ossigeno

insieme ad altri fattori che proteggono il feto ma rendono più vulnerabili le madri alle infezioni come i virus. Da qui la ragione per cui

Il Covid-19 e il pericolo di esserne colpiti devono essere valutati con molta attenzione durante la gravidanza

Tanto più che

il meccanismo d’azione del Sars- CoV2 è mediato dal legame a un recettore (Ace2), presente a livello degli alveoli polmonari, lungo il tratto digerente e le alte vie aeree, che può evolvere in malattia a livello respiratorio e gastrointestinale,

scrive ancora Clara Gargasole che aggiunge:

ad oggi i sintomi del Covid-19 in gravidanza sembrerebbero essere molto simili a quelli degli altri pazienti: febbre (83%), tosse (57%), dispnea (27%) e diarrea (14%). 

Sintomi simili, dunque, e ugualmente gravi, quando si manifestano. E’ quindi necessario seguire questa fase della vita della donna con particolare attenzione.

Attenzione ai fattori di rischio

Si può ridurre il pericolo, riducendo i fattori di rischio

I fattori di rischio che sembrano associati a maggiore possibilità di ospedalizzazione per Covid-19 in gravidanza sono:

  • Sovrappeso o obesità
  • Malattie preesistenti come diabete e ipertensione
  • Età materna maggiore o uguale a 35 anni
  • Appartenenza a minoranze etniche, asiatiche o nere
  • Deficit di vitamina D

Inutile sottolineare quanto sia raccomandabile, poi, ridurre al minimo gli accessi ospedalieri delle pazienti gravide, preferendo la medicina di territorio.

Gravidanza e Covid. Bambino e Covid

L’articolo della Dott.ssa Gargasole segue quello dedicato al Covid e Bambini, curato un mese fa dal Dott. Sergio Clarizia, specialista in Pediatria e Neonatologia in Politerapica.

Continua l’impegno di Politerapica e dei suoi specialisti alla diffusione di una corretta cultura della Salute sul territorio, soprattutto ora, ai tempi del Covid-19.

Qui si può scaricare l’articolo della Dott.ssa Gargasole, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 27.12.2020 – Clara Gargasole. Il Covid in gravidanza – Completo

Qui si può scaricare l’articolo della Dott.ssa Gargasole, in formato .jpg:

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale, 93.
Per informazioni e appuntamenti: tel. 035.298468

 

 

22 Novembre 2020
Covid e bambini

Covid e bambini, un tema che merita di essere conosciuto in modo corretto. Anche con istruzioni pratiche per capire, prevenire, proteggere, senza allarmismi ma in modo efficace.

Ne parla il Dott. Sergio Clarizia – Specialista in Pediatria e Neonatologia che collabora da tempo con Politerapica – in un lungo articolo sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, nell’edizione del 22.11.2020.

Il titolo del pezzo ci porta subito al centro dell’argomento: Il Covid-19 e i bambini. Ecco cosa c’è da sapere. E il sottotitolo è ancora più preciso: Decalogo. I più piccoli sembrano essere meno colpiti dall’infezione. Il loro sistema immunitario risponde meglio forse perchè più reattivo.

Meno colpiti

Pare proprio che i bambini siano meno colpiti dal Covid-19. Questo troverebbe spiegazioni ed evidenze diverse. Le riprendiamo dalle parolle del Dott. Clarizia:

  • i Coronavirus (al plurale perché sono diversi) sono la causa più frequente di raffreddore e i bambini vanno incontro ripetutamente a infezioni da questi virus: è quindi possibile che la risposta immunitaria a infezioni recenti da Coronavirus aiuti i bambini a difendersi meglio anche dal Covid-19

  • probabilmente il sistema immunitario dei bambini risponde meglio all’infezione perché più reattivo

  • non possiamo poi escludere che i comportamenti di prevenzione adottati dagli adulti possano funzionare da barriera protettiva nei confronti dei piccoli

  • anche in passato, i bambini sono stati meno vulnerabili a Coronavirus rispetto agli adulti

    • durante l’epidemia di Sars del 2003, i casi di contagio certificati tra i bambini furono solo 80, mentrequelli sospetti 55; nessun bambino o adolescente morì a causa della Sars

    • durante l’epidemia di Mers nel 2012 in Medio Oriente, la maggior parte dei bimbi contagiati non manifestò sintomi

Una buona notizia per tutti

Aggiunge una nota interessante, il Dott. Clarizia:

Il fatto che i bambini sembrino così poco sensibili all’infezione da Sars-CoV-2 è una buona notizia per tutti. I più piccini, infatti, possono diffondere i germi molto più facilmente sia attraverso il contatto con i grandi, come i
loro familiari, sia attraverso i coetanei, ad esempio a scuola o durante altre attività come il gioco e lo sport.

Nelle ultime settimane si è sì osservato a livello nazionale, in particolare nelle regioni più colpite da Covid-19, un aumento di bambini che hanno contratto il virus. Fortunatamente però non ci sono dati che attestino quadri  severi per la popolazione pediatrica.

I dieci punti chiave

Sui bambini e il Covid-19 – aggiunge Sergio Clarizia – ci sono alcuni aspetti che gli adulti devono sapere e  considerare con attenzione. Possiamo definirli i 10 punti chiave.

  1. Contagio
  2. Letalità
  3. Complicanze
  4. Vaccini
  5. Precauzioni igieniche
  6. Mascherine
  7. Conseguenze psicologiche
  8. Abitudini alimentari
  9. Attività fisica
  10. Vita sociale

Per ognuno dei punti, sono forniti approfondimenti utili, in alcune casi qualcosa che assomiglia a “istruzioni per l’uso.

Il Covid-19 e i bambini. Ecco cosa c’è da sapere

Un articolo che merita di essere letto da genitori e educatori per sapere, affrontare con consapevolezza e anche con serenità un argomento che, se conosciuto, appare molto meno preoccupante.

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 22.11.2020 – Covid e bambini, Sergio Clarizia – Definitivo

 

 

14 Novembre 2020
La nostra Dott.ssa Alessandra Brevi

La nostra Dott.ssa Alessandra Brevi, specialista in Otorinolaringoiatria che collabora con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina, è sull’Eco di Bergamo.

Sulla Pagina della Salute di Domenica 8 novembre, infatti, è pubblicato un bell’articolo dal titolo “I noduli alla tiroide? Generamente sono benigni“, curato da lei, dal primario e dagli altri specialisti della U.O.C. di Otorinolaringoiatria dell’ASST Bergamo Ovest di cui fa parte.

Tiroide, un tema importante

Da anni, Politerapica, insieme a diverse Amministrazioni Comunali del territorio bergamasco, organizza cicli di incontri aperti al pubblico per promuovere l’educazione alla Salute consapevole: sapere per prevenire e per essere responsabilizzati rispetto allo star bene proprio e dei propri cari.

Ne abbiamo tenuti a Bergamo, Seriate, Calcinate, Cavernago, Pedrengo, Brusaporto, Gorle, Albano Sant’Alessandro e probabilmente anche in altri Comuni che ora ci sfuggono. In ogni ciclo, almeno una volta all’anno, abbiamo previsto un incontro sulla tiroide con la nostra Dott.ssa Danila Covelli, specialista in Endocrinologia, anche lei parte – molto attiva e vivace – dell’équipe di Medicina Vicina, in Politerapica. Non solo: su questo tema, abbiamo organizzato un convegno, siamo stati ripetutatmente presenti in radio e in televisione e, in diverse occasioni, i nostri specialisti hanno contribuito alla redazione di articoli sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, oltre che sul nostro sito.

La ragione è chiara. Basta osservare il Giopì, la maschera carnevalesca di Bergamo: ha il gozzo, il segno di una delle malattie della tiroide a dimostrazione di quanto questa ghiandola possa ammalarsi e di quanti problemi possa causare quando questo succede.

A volte la terapia è chirurgica

I «noduli» alla tiroide? Generalmente sono benigni, come scrivevamo sopra, è il titolo dell’articolo mentre il sottotitolo specifica:

Diagnosi e cura. L’otorinolaringoiatra è coinvolto nella fase decisionale dell’intervento, completando l’iter diagnostico, e in quella chirurgica

Perché a volte i disturbi non sono benigni e non possono essere trattati solo da un punto di vista medico ma è necessario intervenire chirurgicamente. A questo punto, il lavoro diventa di équipe multidisciplinare, come quella presente all’ospedale di Treviglio-Caravaggio, appartenente all’Asst Bergamo Ovest: una Thyroid Unit , composta da endocrinologo, medico nucleare, radiologo, anatomopatologo e otorinolaringoiatra.

La nostra Dott.ssa Alessandra Brevi

Nell’immagine dell’articolo, la vedete in mezzo a cinque altri colleghi ma non potete non riconoscerla: è lei, la nostra Dott.ssa Alessandra Brevi, specialista in Otorinolaringoiatria! Bella, brava, disponibile, cortese, amata da pazienti e colleghi.

Collabora da tempo con Politerapica, nell’ambito del progetto Medicina Vicina:

  • prestazioni medico-specialistiche senza liste di attesa
  • erogate da professionisti di alto livello
  • a condizioni accessibili

Non solo: gli specialisti e i terapisti di Politerapica – Medicina Vicina lavorano da sempre in team, ponendo il paziente al centro della loro attenzione e circondandolo delle premure sanitarie e umane di cui ha bisogno.

La Dott.ssa Brevi è una dei due specislisti in Otorinolaringoiatria partecipano al progetto Medicina Vicina: l’altro è il Dott. Carmelo Muré. La prima collabora con noi per effetto di una convenzione con l’ASST Bergamo Ovest di cui è medico dipendente a tempo pieno, in intra moenia. Il secondo, per effetto di una convenzione con l’ASST Bergamo Est.

Perché Politerapica è anche questo: parte di una rete che assicura un’assistenza integrata alla persona e ai suoi bisogni.

Qui trovate l’articolo

Potete scaricare qui l’articolo in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 8.11.2020 – Alessandra Brevi, Otorinolaringoiatria

O potete leggerlo qui, se preferite:

Politerapica è a Seriate, in Via Naizonale 93.
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468

25 Ottobre 2020
Politerapica per il Melanoma col Dott. Lisa

Politerapica per il Melanoma ha recentemente avviato l’Ambulatorio Oncologia Dermatologica – Melanoma  e, con esso, una serie di attività di informazione, prevenzione e diagnosi precoce sul territorio, tra i cittadini, insieme a diverse Amministrazioni Pubbliche. Un progetto importante, che si realizza col patrocinio di istituzioni e associazioni di pazienti.

Melanoma: tema importante, tema vitale.

Sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo di oggi, il Dott. Andrea Lisa, medico specialista in Chirurgia Plastica e Riscostruttiva che collabora con Politerapica e che fa parte del team dell’Ambulatorio Oncologia Dermatologica – Melanoma, dice

“I tumori cutanei maligni non melanotocitari sono in assoluto quelli più frequenti negli uomini e quelli al secondo posto nelle donne, dopo il tumore alla mammella. Il Melanoma è una patologia meno comune rispetto agli altri carcinomi cutanei ma presenta rischi molto maggiori per la sopravvivenza”

Non possono essere sottovalutati: ne va della vita di chi ne è colpito. Parliamo di malattie che stanno crescendo in modo preoccupante per diversi fattori, aggiunge il Dott. Lisa: il progressivo aumento della vita media e le mutate abitudini della popolazione (in particolare l’esposizione ai raggi ultravioletti naturali o artificiali). Aumentano i casi ma aumenta in modo altrettanto significativo il successo delle cure. Il segreto è uno solo: la prevenzione e la diagnosi precoce, insieme ai progressi della medicina.

Informazione e educazione alla salute: indispensabili

E’ evidente l’importanza di un’intensa e continuata attività di informazione per i cittadini, svolta, come dicevamo, con incontri pubblici e con interventi sulla stampa, soprattutto la più qualificata, come la Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo.

La salute è un diritto, continuiamo a dire con convinzione, ma qualcuno aggiunse che però la prevenzione è uun obbligo. Prevenire serve per evitare di ammalarsi e per evitare le conseguenze della malattia su sé stessi, sui propri cari, sulla cerchia di persone affettivamente legate e, in modo più ampio sulla comunità e sulla società. Anche dal punto di vista economico.

Non si può però prevenire senza conoscere e l’impegno di Politerapica e del suo Ambulatorio Oncologia Dermatologica – Melanoma è quello di contribuire a favorire comportamenti consapevoli, sani e orientati al benessere attraverso l’educazione e la responsabilizzazione dei cittadini alla salute. Lo facciamo in tutte le forme che si sono possibili: incontri pubblici, convegni, disponibilità all’ascolto, newsletter, sito, social e, appunto, la stampa più qualificata, avvalendoci della disponibilità dei nostri specialisti. Questa volta, con il Dott. Andrea Lisa, appunto.

Prevenzione e diagnosi precoce

Il Melanoma, racconta lo specialista

“è insidioso già per il fatto che ha diverse modalità di presentazione e comprende forme pigmentate e non, piane e nodulari. In ogni caso, questo va sottolineato e ricordato, spesso assomiglia ai comuni nei, con  tendenza al veloce aumento delle dimensioni e con aspetti di irregolarità nella colorazione, nella forma e i bordi”.

E aggiunge:

“La diagnosi precoce permette l’utilizzo di modalità di trattamento meno invasive e aumenta notevolmente le  possibilità di guarigione, riducendo i tassi di mortalità. Lo screening dermatologico eseguito con regolarità rappresenta quindi uno strumento fondamentale per la cura di queste malattie per chiunque.
Le modalità di cura dipendono dal tipo di tumore e dalle sue caratteristiche specifiche, come evolutività e sede,  età e condizioni cliniche del paziente”.

Per curarlo serve un’équipe

Spiega il Dott. Lisa

“Il lavoro di squadra tra dermatologo, chirurgo plastico e radiologo è il più efficace per  ottenere diagnosi, trattamento e monitoraggio nel tempo dei pazienti colpiti da queste patologie. Un trattamento moderno dei tumori cutanei, infatti, richiede l’organizzazione di centri specializzati, le cosiddette skin cancer unit, che prevedono il coinvolgimento di diverse figure professionali.

L’ambulatorio multidisciplinare per diagnosi e trattamenti rapidi e efficaci deve avere una presenza territoriale, essere di rapido accesso e composto, come si diceva, da professionisti di varie specialità che svolgono attività coordinate tra loro. Si tratta di un ambulatorio di 1° livello, capace di prendere in carico il paziente e di fornire prestazioni che non necessitano di ospedalizzazione o di cure più complesse. La struttura deve collaborare in modo sinergico con centri di livello superiore cui fare riferimento per i casi che lo necessitino”.

E conclude

“Un ambulatorio territoriale per l’oncologia dermatologica e il melanoma compie correttamente il suo compito quando diventa un punto di riferimento per i cittadini e si impegna a favorire la corretta educazione alla salute con attività di informazione e sensibilizzazione per la popolazione“.

 

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale in formato .pdf:
Eco di Bergamo – 25.10.2020 – Politerapica per il Melanoma col Dott. Lisa

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Pper informazioni e appuntamenti: tel. 035.298468

27 Settembre 2020
Il Dott. Agostini racconta il mal di schiena

Il Dott. Agostini – specialista di Fisiatria in Politerapica – racconta il mal di schiena sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo di oggi, Domenica 27.9.2020.

Il Dott. Pietro Agostini

Si può certo dire che quando il Dott. Pietro Agostini parla di mal di schiena lo fa con competenza. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, già nel 2004 conseguiva la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione – Fisiatria presso l’Università di Milano Bicocca. Nel 2009 conseguiva poi il Diploma in Medicina Manuale presso la Scuola dell’Associazione Italiana di Terapia Ortopedica del Dolore, Osteopatia e Medicina Manuale.

Alla sua ottima preparazione profesionale ha aggiunto un’eccellente esperienza clinica, maturata in molti anni di attività:

  • dal 2004 svolge l’attività di Fisiatra a tempo pieno in uno dei maggiori ospedali della provincia di Bergamo
  • dal 2009 collabora con Politerapica – Terapie della Salute come Fisiatra, ricoprendo anche l’incarico di Direttore Sanitario della struttura
  • dal 2010 al 2019, presso M Terapica – Bergamo, ha svolto attività di specialista in Fisiatria e ha ricoperto il ruolo di Direttore Sanitario
  • dal 2004 al 2005, presso la Clinica Diagnostica di Bergamo, ha svolto attività professionale di Fisiatra in ambito Medicina del Lavoro

Oggi il Dott. Agostini è riconosciuto sul territorio bergamasco come un professionista di notevole spessore e di grande umanità, qualità che lo fanno apprezzare dai molti pazienti che si rivolgono a lui per disturbi a carico dell’apparato locomotore – muscoli, ossa e articolazioni – e, in particolare, del rachide: la schiena, insomma.

Il Dott. Agostini racconta il mal di schiena

Lo racconta, facendo subito chiarezza: “Nella vita quotidiana – spiega – si parla genericamente di mal di schiena. In realtà la schiena è ampia e i dolori si differenziano per la zona che colpiscono. Chiamiamo allora lombalgia i dolori nella parte inferiore del dorso, dorsalgia quelli che stanno più in alto e cervicalgia (la cervicale!) quelli che riguardano la parte superiore e colpiscono anche il collo e spesso le spalle”. 

E aggiunge immediatamente alcuni dati che non lasciano dubbi sugli impatti del fenomeno nella vita quotidiana delle persone e delle comunità: “È un disturbo molto diffuso. Si è stimato che tra l’80 e il 90% della popolazione soffra di  lombalgia almeno una volta nella vita. Il 75% in età lavorativa. Altre stime riportano che il 67% della popolazione soffra di cervicalgia almeno una volta nella vita. Il mal di schiena rappresenterebbe la prima causa di assenza dal lavoro”.

Non si cura da solo ma deve essere curato

“Disturbi importanti” – prosegue il Dott. Agostini – “che si tende però a sottovalutare, lasciando che si cronicizzino o peggiorino fino a diventare malattie ancora più serie come l’ernia del disco. Il mal di schiena non passa da solo e non deve essere curato con metodi fai da te. La cura corretta del mal di schiena comincia da una diagnosi certa, definita da un medico, e prosegue con un piano riabilitativo messo a punto da uno specialista e eseguito da  professionisti sanitari preparati”. 

“Il mal di schiena deve essere curato col coinvolgimento di tre figure professionali”, precisa il Dott. Agostini. Sono “specialista, fisioterapista e massoterapista. Si tratta di un lavoro di team nel quale i diversi professionisti operano insieme intorno al paziente. I protocolli solitamente applicati si compongono di una parte farmacologia/integrativa per il controllo del dolore e dell’infiammazione e come adiuvante delle strutture biologiche, di terapie fisiche di supporto (ultrasuoni, tecar, laser), di massaggio terapeutico per predisporre la  muscolatura alla rieducazione funzionale posturale e per allentare le tensioni dei tessuti e di fisioterapia per  rieducare il corpo e le strutture anatomiche alle loro corrette funzioni e alla loro protezione”.

Molte le cause. Alcune ce le andiamo a cercare

“Il mal di schiena” – ci spiega poi lo specialista – “può insorgere dalla prima infanzia all’età avanzata per diverse ragioni: morfologiche (per esempio la presenza di scoliosi), posturali, biologiche (per malattie), da sovraccarico (sollevamento di pesi eccessivi o sovrappeso corporeo), per eccesso d’uso (ripetizione frequente di movimenti fastidiosi)”.

“Fisiologicamente la colonna vertebrale, guardata di fianco, presenta tre curve: cervicale, dorsale e lombare. Guardata frontalmente, invece, è diritta. Alla sua base vi sono le articolazioni sacro-iliache. La presenza delle curve e le articolazioni sacro-iliache, insieme a strutture come i dischi intervertebrali, formano i principali ammortizzatori del nostro corpo, riducendo traumi e microtraumi del rachide”.

Le curve e la postura

“Le curve – racconta il Dott. Agostini – si sono formate nel corso dell’evoluzione dell’uomo che è passato dalla posizionea quattro zampe a quella eretta. Non sappiamo se questa evoluzione sia già terminata ma sappiamo che le abitudini della vita quotidiana  moderna non la facilitano. L’uomo è fatto per stare in piedi e in movimento e avere il suo giusto peso. Noi  tendiamo a stare molto seduti, a muoverci poco e ad alimentarci in modo eccessivo. Postura scorretta,  sedentarietà, sovrappeso e carichi sbagliati danneggiano la colonna vertebrale e i muscoli che la sorreggono. Il  risultato è il mal di schiena.

L’articolo completo

L’articolo completo può essere scaricato qui:
L’Eco di Bergamo – 27.9.2020 – Il mal di schiena, Pietro Agostini_page-0001 – Completo

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni o appuntamenti: tel. 035.298468, e-mail: info@politerapica.it

23 Agosto 2020
La Dott.ssa Danila Covelli su Covid e Tiroide

La Dott.ssa Danila Covelli su Covid e Tiroide è protagonista di un bell’articolo pubblicato oggi da l’Eco di Bergamo sulla sua Pagina della Salute.

La Dott.ssa Covelli è specialista in Endocrinologia e da molti anni professionista attiva nell’équipe di Politerapica. Nell’articolo, in modo chiaro e pulito, tratta degli impatti che il Coronavirus può avere sulla tiroide. Non drammatizza, la Dottoressa, non è nel suo stile: in modo semplice e sereno, racconta le cose così come sono e come si conoscono. E lo fa davvero bene.

Un nuovo Coronavirus quello del Covid-19

Il Sars-Cov-2 è un nuovo Coronavirus che causa la malattia chiamata Covid-19.

Essendo questo un nuovo coronavirus – spiega la Dott.ssa Covelli – le conoscenze del suo effetto sul corpo umano sono in continuo aggiornamento. Sappiamo che ha effetti anche a carico del sistema cardiovascolare e della tiroide.

I dati raccolti finora – prosegue la Specialista – hanno evidenziato che la tiroide può essere colpita da Sars-Cov-2. Questo non stupisce visto che altri virus sono in grado di causare un’infiammazione della tiroide definita tiroidite subacuta e che anche il coronavirus responsabile dell’epidemia Sars altera la funzione tiroidea.

Coronavirus e tiroide: osservazioni a confronto

Precisa la Dott.ssa Covelli che al momento le riviste scientifiche riportano un solo caso di tiroidite subacuta classica in paziente affetta da  Covid-19. I dati raccolti da altri autori nei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva durante la pandemia – aggiunge – indicano però che il riscontro di un’alterata funzione tiroidea è stato più frequente rispetto all’anno precedente.

Questo non è sempre stato accompagnato dai sintomi classici della tiroidite subacuta. Sars-Cov-2 potrebbe quindi provocare un danno diverso al tessuto tiroideo e di conseguenza una nuova forma di tiroidite. Per questo motivo nei pazienti affetti da Covid-19 ricoverati nelle terapie intensive si consiglia la valutazione della funzione tiroidea.

Un articolo che scende nei dettagli

Nell’articolo, la Dott.ssa Danila Covelli non si limita a trattare il tema nelle sue dimensioni generali ma scende nei dettagli e fornisce indicazioni su cosa fare di fronte a certi sintomi. Non manca un messaggio tranquillizzante: Milioni di italiani soffrono già di una patologia tiroidea spesso autoimmune ma è stato dimostrato che questo non espone a maggior rischio di contrarre Sars-Cov-2.

La Dottoressa tratta poi le patologie più frequenti della tiroide e per ognuna è spiegato quale effetto possa avere su di essa il Covid-19. Un problema potrebbe riguardare i pazienti affetti da ipertiroidismo non ancora in trattamento che hanno un rischio cardiovascolare maggiore e pertanto, se colpiti da Covid-19, possono sviluppare con maggiore probabilità delle complicanze.

Altro aspetto trattato è quello del tumore tiroideo in relazione allla malattia da Coronavirus. Anche qui ci sono quelli per cui si devono avere maggiiori attenzioni.

La Dott.ssa Danila Covelli su Covid e Tiroide

Covid-19, anche la tiroide potrebbe esserne colpita è il titolo del pezzo. Il sottotitolo: I dati raccolti nelle terapie intensive e sub-intensive indicano un’alterata funzione tiroidea più frequente rispetto al 2019.

Può essere scaricato qui, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 23.8.2020 – Tiroide e Covid, Danila Covelli – Completo

 

La Dott.ssa Danila Covelli riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 035.298468

7 Agosto 2020
Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini

Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini su Bergamo Salute.

In titolo che porta subito al dunque

Come contrastare il gonfiore delle gambe in gravidanza è il titolo dell’articolo che già nel suo occhiello – In famiglia – Dolce attesa – mette in luce la tenerezza e delicatezza del tema:

Lo sapevate che il 40% delle donne, durante la gravidanza, soffre di vene varicose e l’80% di gonfiore alle
caviglie e ai polpacci?. E sapevate che anche se nella maggior parte dei casi questi disturbi non sono pericolosi per la salute della mamme e del feto, possono diventare anche molto fastidiosi e influenzare negativamente questa fase della vita, ancora di più durante la stagione calda?.

Parte da qui Viola Compostella di Bergamo Salute per chiedere alla dott.ssa Marta Ada Guerini, Ostetrica in Politerapica – Terapie della Salute, di spiegare cosa sia quel gonfiore alle gambe che viene spesso in gravidanza, quali ne siano le cause, come si possa curare, come si possa prevenire.

Gravidanza, periodo di grandi mutamenti

In gravidanza – spiega la Dott.ssa Guerini – il corpo della donna si modifica per accogliere e far crescere una  nuova vita dentro di sé. Per quanto riguarda le gambe, il fisiologico aumento di volume sanguigno mette le vene sotto pressione. Inoltre, l’aumento dell’ormone progesterone rilassa le pareti dei vasi, rendendo ancora più  difficile per le vene far risalire il sangue dalla parte inferiore del nostro corpo al cuore. Inoltre il peso crescente dell’utero comprime le vene pelviche e la vena cava inferiore (una grande vena sul lato destro del  corpo che riceve sangue dagli arti inferiori, dalla maggior parte degli organi pelvici e addominali e lo riporta al cuore)”.

Da qui la ragione per cui si manifestano fasttidi e disturbi alle vene, un problema che può insorgere già nel primo trimestre di gravidanza per poi peggiorare col passare del tempo e cominciare a migliorare dopo alcune settimane dal parto.

Diversi i modi per alleviare o prevenire i disturbi venosi

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le più importanti Società Scientifiche – prosegue Marta Guerini – ritengono che le strategie più efficaci, più economiche e più sicure per alleviare i sintomi  siano

  • evitare lunghi periodi sui due piedi
  • dormire sul fianco
  • immergersi in acqua”

Senza dimenticare le calze graduate che però bisogna scegliere e indossare correttamente.

Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini

Un articolo ampio e completo, nel quale ci sono anche suggerimenti per quando si debba viaggiare in aereo durante il periodo della gravidanza e non mancano annotazioni sui prodotti fitoterapici che vanno di moda ma non è detto che servano davvero.

Lo si può leggere per intero scaricandolo qui:
https://www.politerapica.it/wp-content/uploads/Bergamo-Salute-Luglio-Agosto-2020-Marta-Guerini-Vene-in-Gravidanza.pdf

Siamo certi che la sua lettura non sarà una perdita di tempo per nessuno.

Marta Ada Guerini in Politerapica

In Politerapica, la Dott.ssa Guerini si occupa soprattutto di riabilitazione del pavimento pelvico per disturbi urologici, ginecologici e proctologici, maschili, femminili e pediatrici. Svolge la sua attività all’interno del Team Multidisciplinare del pavimento pelvico che comprende diverse figure professionali e specialistiche:

  • ostetrica
  • fisioterapista
  • urologo – neurourologo
  • ginecologo – uroginecologo
  • chirurgo generale – proctologo
  • psicologo
  • fisiatra

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti: Tel. 035.298468.