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Categoria: Articoli sulla salute

2 Ottobre 2022
Abbiamo molto da fare contro il cancro del colon retto

Abbiamo molto da fare contro il cancro del colon retto. Abbiamo molte armi a nostra disposizione e sono efficaci.

A questo tumore abbiamo dedicato un incontro pubblico, lo scorso venerdì 30 settembre. Eravamo in ATS Bergamo con coloro che volevano partecipare in presenza. Chi invece voleva seguire i lavori a distanza, lo ha potuto fare sui canali YouTube di LILT Bergamo Onlus e di Politerapica.

Abbiamo raccontato cosa sia il cancro del colon retto, le sue cause e come si cura. Abbiamo raccontato come si previene e perché è importante farlo. Già perché contro i tumori del colon retto abbiamo strumenti di prevenzione che funzionano.

Lo potete rivedere qui:

Abbiamo molto da fare contro il cancro del colon retto

Abbiamo molto da fare nel senso che abbiamo molte armi da potere usare. E le dobbiamo usare perché funzionano e salvano la vita.

La prima è quella della prevenzione attraverso i corretti stili di vita: alimentazione sana e movimento corretto. Se il fumo è il principale fattore di rischio per il cancro del polmone, è ormai certo che i principali fattori di rischio per il cancro el colon retto siano proprio l’alimentazione sbagliata e la sedentarietà. E non c’è da fare nulla di straordinario se non adottare la nostra dieta, la dieta mediterranea, un patrimonio di enorme valore.

La seconda arma è lo screening gratuito messo a disposizione dal Servizio Sanitario. Su questo argomento ci siamo soffermati a lungo durante l’incontro. Era già stato spiegato molto bene anche dal Dott. Sergio Signorelli, gastroenterologo, in un articolo pubblicato sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, lo scorso 25 settembre. Lo trovate qui, se volete: https://www.politerapica.it/lo-screening-ci-salva-il-colon-retto/

Lo screening salva la vita. I numeri sono lì a dimostrarlo. E’ gratuito e facile da eseguire. Le persone tra i 50 e i 74 anni di età sono seguite passo dopo passo dal Sistema Sanitario.

Non dimentichiamo che siamo di fronte ad un cancro terribile che può avere gravi conseguenze sulla qualità della vita. Quella di chi ne è colpito e quella delle persono che vivono intorno a lui. Tra le possibili conseguenze c’è la stomia, quello che la gente chiama il sacchettino per raccogliere le feci.

La presa in carico

E poi c’è la presa in carico per curarlo, il cancro del colon retto, quando non si è riusciti a batterlo con la prevenzione.

La presa in carico coinvolge diverse figure. Sì, perché questo tumore non è una questione solo chirurgica. Anche la medicina oncologica oggi dispone di strumenti potenti e svolge un ruolo essenziale nella sua cura. Medico e chirurgo lavorano insieme prima e dopo la sala operatoria. Così come, prima e dopo la sala operatoria, il radiologo, l’infermiere stomaterapista, il riabilitatore del pavimento pelvico, lo psicologo, il gastroenterologo, il dietologo, e altri pfessionisti ancora, lavorano insieme al medico oncologo e al chirurgo.

Questo è l’approccio multidisciplinare, l’unico possibile peraltro per trattare in modo corretto il cancro.

Attenzione, però: in questo team c’è un altra figura, la più importante di tutte. Il paziente! Sì, il paziente deve fare parte del team. Senza di lui e senza il suo contributo, infatti, tutto diventa più difficile.

Parliamo di una squadra che non opera isolata dal mondo. Intorno a lei, infatti, ci deve essere la comunità e l’azione della pubblica amministrazione. Un’azione che deve contribuire a diffondere la cultura della salute e a promuovere la prevenzione ma che deve proseguire poi nella presa in carico della persona e della famiglia.

Non solo convegno

Sono diverse le attività che abbiamo messo in campo intorno al cancro del colon retto, in provincia di Bergamo e che proseguiranno per tutto il mese di Ottobre. Queste comprendono interventi sulla sampa e in televisione, visite gratuite di prevenzione e diagnosi precoce e incontri gratuiti di sostegno psicologico.

Noi siamo le associazizoni e gli enti che compongono il progetto Insieme si può. Insieme funziona. Siamo AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati, Anvolt – Associazione Nazionale Volontari Lotta Tumori, Associazione Amici di Gabry, Fincopp Lombardia – Federazione Italiana Incontinenza e Disfunzioni Pavimento Pelvico, Insieme con il Sole dentro (contro il Melanoma), LILT Bergamo Onlus e Politerapica – Terapie della Salute.

Con noi ci sono strutture sanitarie e amministrazioni pubbliche, strutture sanitarie private, enti e associazioni.

 


Documenti

  1. Cancro del colon retto
  2. Comunicato
  3. Convegno 30.9.2022
  4. Visite e incontri gratuiti
  5. Locandina

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Foto dal convegno

1 Ottobre 2022
Con il Nastro Rosa non è solo una canzone

Con il Nastro Rosa non è solo una canzone di Lucio Battisti. E’ parte del titolo di un convegno contro il cancro al seno (sì, proprio contro e non sul cancro al seno perché lo scopo è quello di batterlo). Lo abbiamo tenuto a Bergamo lo scorso 23 Settembre. Lo abbiamo organizzato in presenza e a distanza. E lo abbiamo intitolato Con il Nastro Rosa contro il cancro al seno.

Lo potete rivedere qui:

Con il Nastro Rosa contro il cancro al seno

Nastro Rosa è il nome della campagna che LILT organizza da circa 30 anni, a Ottobre, per parlare di cancro al seno. Parlare non per fare chiacchiere ma per attirare l’attenzione sul cancro più diffuso. Un cancro pericoloso per la vita e che colpisce la donna in un punto speciale. Una zona simbolo. Per la femminilità e per la maternità.

Oggi, il tumore della mammella si può curare con molto maggiore successo e i risultati sono notevoli. Abbiamo raggiunto livelli di sopravvivenza che non avremmo neppure immaginato, solo pochi pochi decenni fa. Questo è stato possibile grazie ai progressi della scienza. Non solo la chirurgia ma anche la medicina, oggi, hanno a disposizione strumenti potenti.

I risultati che abbiamo raggiunto, però, sono stati possibili anche grazie alla prevenzione. Le persone hanno capito quanto questa pratica sia necessaria. Le istituzioni sanitarie si sono attivate e hanno messo a disposizione lo screening gratuito. Ed è proprio l’alleanza tra sanità, istiuzioni e pazienti che ha fatto la differenza.

Bisogna quindi continuare a raccontare il cancro e spiegare quanto i cittadini possano contribuire a vincerlo.

La campagna Nastro Rosa a Bergamo

E in tutto questo, LILT Bergamo Onlus non resta certo indietro. Non lo ha mai fatto ed è riuscita a continuare in questo impegno anche durante i due anni peggiori della pandemia Covid. Le attività di LILT Bergamo in occasione della Campagna Nastro Rosa sono sempre state molto vivaci ed estese su tutta la provincia.

Quest’anno, LILT Bergamo ha inserito la Campagna Nastro Rosa nel più ampio progetto Insieme si può. Insieme funziona, di cui è promotrice e cui partecipa con orgoglio anche Politerapica, insieme a AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati, Anvolt – Associazione Nazionale Volontari Lotta Tumori, Fincopp Lombardia – Federazione Italiana Incontinenza e Disfunzioni Pavimento Pelvico, Insieme con il Sole dentro (contro il Melanoma).

E, siccome insieme funziona meglio, tutti gli attori del progetto hanno contribuito al suo svlgimento, insieme alle strutture sanitarie pubbliche e private, alle amministrazioni pubbliche e ai diversi enti che lo hanno sostenuto. 440 le visite gratuite messe a disposizione delle donne sul territorio, quest’anno. Molte le iniziative di informazione e sensibilizzazione. Tra queste, c’è stato appunto il convegno del 23 Settembre, a Bergamo, presso la sede di ATS.

Il convegno

Un convegno che non è stato proprio un convegno e che non è stato solo a Bergamo. L’evento è stato un incontro tra figure diverse che si occupano della salute. Medici, certo ma non solo. C’era la pubblica amministrazione e l’istituzioneo sanitaria. Ha partecipato una psicologa e una fisioterapista. Erano presenti al tavolo le associazioni di volontariato. Soprattutto, era presenta al tavolo una paziente.

Insieme, hanno raccontato cosa sia il cancro della mammella. Perché, come e quando venga. Cosa colpisce nel corpo, nell’anima e nelle relazioni, quelle affettive e quelle sociali, di chi ne è affetto. Come si affronta e come si cura. Come si vive. Hanno parlato di prima, durante e dopo. Dal punto di vista clinico e da quello umano. Hanno raccontato come e quanto la comunità ne venga a sua volta colpita e come la comunità stessa possa aiutare ad affrontarlo. E come si può facilmente capire, hanno parlato di prevenzione. Cosa è, come funziona, quali strumenti ci sono.

E’ stata una chiacchierata più che un convegno. I relatori hanno chiacchierato e si sono confrontati tra loro e col pubblico. Quello presente in sala e quello collegato a distanza. Sì, perché i lavori sono stati trasmessi in diretta sui canali YouTube di LILT Bergamo Onlus e di Politerapica – Terapie della Salute.

Capito perché non è stato un convegno nel vero senso del termine e perché non ha riguardato solo Bergamo?

Con il Nastro Rosa non è solo una canzone

Con il Nastro Rosa non è solo una canzone. Lo abbiamo già scritto. Noi però ci siamo voluti agganciare a quella canzone di grande successo per parlare del cancro al seno e per raccontare la campagna che abbiamo organizzato a Bergamo e che prosegue fino al 31 Ottobre.

Abbiamo chiesto i permessi necessari e ci sono stati concessi. Quindi, abbiamo aperto e chiuso i lavori con la voce di Lucio Battisti che ci cantava come succederà che… lo scopriremo solo vivendo, anche se ora c’è un po’ di paura. Parole che ci paiono ben applicabili alla lotta contro il cancro. Una lotta che si conduce da vivi anche con la paura.

La Fondazione della Comunità Bergamasca ha fornito il suo sostegno all’iniziativa. E noi la ringraziamo di cuore.

Documenti

1. Campagna Nastro Rosa 2022 a Bergamo – Materiale cartellina. Il cancro al seno
2. Campagna Nastro Rosa 2022 a Bergamo – Materiale cartellina. Comunicato
3. Campagna Nastro Rosa 2022 a Bergamo – Materiale cartellina. Incontro – Convegno
4. Campagna Nastro Rosa 2022 a Bergamo – Materiale cartellina. Attività sul territorio
5. Campagna Nastro Rosa 2022 a Bergamo – Materiale cartellina. Visite gratuite

 Stampa

1. Eco di Bergamo online – 01.10.2022 – Tumore al seno, in ottobre con la Lilt 440 visite gratuite e tante iniziative – Come prenotare
2. L’Eco di Bergamo – 25.09.2022 – Convegno e campagna con il Nastro Rosa – Def
3. L’Eco di Bergamo – 22.09.2022 – Campagna Nastro Rosa – Comp
4. L’Eco di Bergamo – 01.09.2022 – Una Montagna di prevenzione – Def
5. BergamoNews – 01.09.2022 – Una montagna di prevenzione per la lotta ai tumori_compressed

Foto dal convegno

 

 

 

25 Settembre 2022
Lo screening ci salva il colon retto

Lo screening ci salva la vita contro il cancro del colon retto. Ed è gratuito oltre che semplice. Eppure, a Bergamo, meno del 50% delle persone invitate ad eseguirlo risponde alla chiamata. E Bergamo è “un’isola felice”. In giro per l’Italia ci sono situazioni molto più gravi.

Lo racconta e spiega molto bene il Dott. Sergio Signorelli, Gastroenterologo e Medico internista, in un articolo sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, pubblicato Domenica 25 Settembre 2022.

Qui si può scaricare l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 25.09.2022 – Screening colon-retto, Signorelli – Def

Lo screening ci salva il colon retto

Lo screening ci salva la vita contro il cancro del colon retto, scrivevamo. In realtà, c’è pure un’altra strategia, oltre a quella dello screening che può essere molto utile. Sì, perché questo cancro molto pericoloso ha fattori di rischio legati agli stili di vita. Parliamo di eccessivo consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati. Ci sono poi sovrappeso e ridotta attività fisica, fumo ed eccesso di alcool. Tutte condizioni sulle quali possiamo intervenire. Dipende solo da noi.

Abbiamo qndi a disposzione due strumenti straordinari che non si escludono a vicenda ma che si combinano in modo molto efficace tra loro. Ma fermiamoci sullo screening, seguendo quanto spiega il Dott. Signorelli.

Il cancro del colon retto è tra i più frequenti in Italia e in Europa. Nella maggior parte dei casi, però, si sviluppa da lesioni che non sono ancora tumore. Sono lesioni che si possono intercettare e su cui si può intervenire ben prima che la situazione diventi grave. A questo serve lo screening gratuito che Regione Lombardia mette a disposzione dei cittadini tra i 50 e 74 anni di età. Questa, infatti, è la fascia di età più a rischio.

Si tratta di un’indagine che funziona bene e che, come dicevamo, è semplice da eseguire. Lo screening è basato su due livelli. Il primo livello è quello della ricerca del sangue occulto nelle feci. Parliamo del sangue che non si vede. Il secondo livello prevede invece la colonscopia. Questo si applica solo in caso di risultato positivo del primo test.

Ogni due anni

I cittadini non devono fare niente, potremmo dire. Ci pensa il Servizio Sanitario. Ogni due anni – dice il Dott. Signorelli – ricevono per posta un invito a eseguire il test. Devono semplicemente raccogliere un campione di feci e consegnarlo alla propria farmacia. Sempre per lettera viene poi comunicato l’esito dell’esame. I soggetti con esito negativo verranno nuovamente invitati a ripetere il test dopo due anni.

L’esito può essere anche positivo. Questo però non indica in modo certo la presenza di un tumore. Non deve quindi allarmare. Ci possono essere diverse cause benigne per cui il test ha un risultato positivo. In ongi caso, qui interviene il secondo livello dello screening. Alla persona interessata viene proposto un esame di approfondimento con colonscopia. Sempre gratuito, si intende.

La maggior parte dei casi di tumori del colon retto ha origine da polipi intestinali che non danno disturbi. Si dice asintomatici. Sono polipi ancora benigni. La colonscopia esamina il retto e la sua mucosa con una telecamera. Così è in grado di escludere o confermare la presenza di polipi. Se ci sono, questi possono essere rimossi durante la stessa seduta, prima che si trasformino in tumore maligno.

Quando la colonscopia porta a una diagnosi di tumore maligno, il paziente viene subito preso in carico e sottoposto alle terapie necessarie in modo precoce. Questo permette risultati migliori, interventi meno invasivi e ritorno più veloce ad una buona qualità di vita.

Senza dimenticare

Lo screening, quindi, ci salva la vita contro il cancro del colon retto. Abbiamo visto che è semplice da eseguire ed è gratuito. E’ anche molto efficace. Su 100 persone sottoposte a colonscopia di approfondimento, per 3 è risultata una diagnosi di cancro, per 14 di adenoma avanzato (pericolo di rapida evoluzione in tumore) e per 25 di adenoma in fase iniziale. Eppure, quasi il 50% dei cittadini invitati allo screening non lo esegue.

Allora è necessario fare una riflessione e suggerirla a tutti. Il sistema sanitario deve forse chiedersi se comunica in modo appropriato l’importanza di questo test. Lo stesso, forse, devono farlo i professionisti sanitari che per altri motivi curano i pazienti in età critica. I cittadini, invece, devono chiedersi se non sottovalutino in modo eccessivo e superficiale le raccomandazioni che arrivano loro.

Senza dimenticare poi gli stili di vita. In fondo, si tratta di vivere bene in generale e non solo di prevenire un cancro che può procurare molti danni. Sì, perché non solo colpisce e mette a rischio la vita ma colpisce in una zona tabù che curiamo con fatica. E c’è di più: a volte dopo un intervento chirugico per rimuovere questo brutto tumore, è necessario applicare una stomia. Intendiamo un tubo che dall’intestino porta le feci all’esterno in una sacca che si è costretti a portare addosso giorno e notte.

Insomma, abbiamo a disposzione strumenti potenti di prevenzione e diagnosi precoce per salvarci la vita e difendere la sua qualità. Dobbiamo usarli!

 

Il Dott. Sergio Signorelli riceve in Politerapica, a Seriate in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

22 Settembre 2022
La Dott.ssa Roncalli sulla salute perinatale

La Dott.ssa Marta Roncalli, Psicologa in Politerapica, è intervenuta sul tema della salute perinatale a Bergamo TV. Parliamo di un argomento di rara delicatezza e di pari importanza. Il periodo perinatale, infatti, rappresenta una fase essenziale per la vita del bambino e dei genitori. E pure della famiglia allargata, quella che comprende gli eventuali fratellini e sorelline, i nonni e le persone care intorno alla nuova vita.

Ci riferiamo al periodo che va da prima del concepimento al terzo anno di vita. Il progetto, l’attesa, l’accoglienza e l’accudimento. La convivenza con una nuova condizione. In queste fasi tutto può fare la differenza. Qui si struttura il bambino che è il futuro adulto.

Di tutto questo ha parlato in modo leggero ma preciso, chiaro e sereno, la Dott.ssa Roncalli, ospite della trasmissione Fattore Bergamo. La Salute di Bergamo TV. Con il conduttore, Alberto Ceresoli, la nostra Psicologa ha raccontato bene e in modo semplice qualcosa che potrebbe essere, invece, assai complesso. E ha fornito anche indicazioni concrete su come affrontare questo periodo e sulla disponibilità di trutture sul territorio chiamate a sostenerlo. Tredici minuti che volano via in un attimo.

Qui il video completo:

La Dott.ssa Roncalli sulla salute perinatale

L’ha raccontata bene la salute perinatale, la Dott.ssa Marta Roncalli. E il Direttore de l’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli, che, come dicevamo, conduceva la trasmissione, pareva quasi travolto dall’entusiasmo con cui la Dottoressa esponeva. Entusiasmo e simpatia messi a disposizione di un argomento difficile ma così, Marta Roncalli è riuscita a renderlo semplice e comprensibile a tutti.

Ha spiegato cosa si intenda per periodo perinatale e ha raccontato cosa succede in questa fase al bambino e ai genitori. E pure al resto della famiglia e ai loro cari. Compresi i nonni, ovvio!

E parlando del bambino ha spiegato quanto sia necessario riferirsi anche a quella parte di vita che trascorre in utero. La capacità del feto di percepire il mondo circostante e l’utilità per i futuri genitori di porsi in relazione con lui già in quella fase.

E poi…

E poi sarebbe troppo lungo raccontare. Pensiamo soprattutto che non saremmo capaci di farlo come lo ha saputo fare la Dott.ssa Roncalli. Non riusciremmo a farlo per quanto riguarda i contenuti e non riusciremmo certo per quanto riguarda la chiarezza e i modi. Rovineremmo il suo lavoro, insomma, e sarebbe un peccato visto che è stato proprio un bel lavoro.

Non resta che guardare il video!

 

 

28 Agosto 2022
Il fumo prima causa di cancro ai polmoni

Il vizio del fumo resta la prima causa di cancro ai polmoni. A questa conclusione è giunto uno studio internazionale pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet, cui hanno partecipato oltre 1.000 ricercatori in tutto il Mondo.  Lo scrive l’Eco di Bergamo nella sua Pagina della Salute di Domenica 28.8.2022.

Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 28.08.2022 – Fumo, prima causa cancro polmoni – Def

I fattori di rischio del cancro

Il cancro è la seconda causa di morte nel pianeta e l’esposizione ai fattori di rischio gioca un ruolo importante nella biologia e nell’impatto di molti tipi di tumori“, scrivono i ricercatori. “È fondamentale – continuano – comprendere il contributo relativo dei fattori di rischio modificabili al carico complessivo del cancro per orientare gli sforzi per contrastare la malattia sia a livello locale sia globale“.

Fumo, alcol, peso eccessivo e altri fattori di rischio noti sono stati responsabili di quasi la metà dei decessi per cancro nel mondo nel 2019. Per la precisione, parliamo del 44,4% di tutti i decessi per tumore, pari a 4,45 milioni di morti. Non solo: sono stati giudicatianche responsabili della perdita di 105 milioni di anni di vita in salute. Siamo quindi di fronte ad elementi che non possono essere sottovalutati.

Il fumo prima causa di cancro ai polmoni

Il singolo fattore di rischio con un maggiore impatto in ambo i sessi è il fumo. Questo è responsabile del 33,9% dei decessi nei maschi e del 10,7% nelle donne. Non solo per cancro al polmone, posto che sono diversi i tumori per i quali il fumo è un forte fattore di rischio. Sul cancro al polmone, peraltro, l’effetto negativo di questo vizio è ben maggiore.

Gli altri principali fattori di rischio, nei maschi, sono l’alcol, l’alimentazione scorretta e l’inquinamento ambientale, responsabili rispettivamente del 7,4%, il 5,9% e il 4,4% dei decessi. Nelle donne, invece, il sesso non sicuro (8,2% dei decessi), l’alimentazione scorretta (5,1%) e l’alto indice di massa corporea (4,7%).

Come si può osservare, siamo di fronte a condizioni che potrebbero essere modificate con l’adozione di stili di vita corretti. Detto in altri termini, stiamo parlando di fattori di rischio sui quali ognuno di noi può intervenire in modo efficace.

Tra i tumori maggiormente influenzati dai fattori di rischio al primo posto c’è il cancro del polmone, seguito da colon, esofago e stomaco nei maschi e cervice uterina, colon e seno nelle donne.

28 Agosto 2022
Per appendicite è meglio operare in laparoscopia

Per l’appendicite è meglio operare in laparoscopia. Lo spiega bene la Dott.ssa Maria Enrica Pina sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo.

La Dott.ssa Pina è un medico molto preparato e con una grande esperienza. E’ specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso presso l’ASST Bergamo Est dove lavora dal 2008. La sua attività professionale era però iniziata già prima. Dal 1993 al 2008, infatti, aveva lavorato presso gli allora Ospedali Riuniti di Bergamo e, prima ancora, presso il Policlinico di Ponte San Pietro. E dal 2016, collabora pure con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina, in convenzione con l’ASST Bergamo Est.

Possiamo testimoniare che oltre ad essere molto preparata, è sensibile, cortese e affabile con tutti. I suoi pazienti (sì, lo possiamo dire) la amano.

Insomma, quando la Dott.ssa Pina spiega, sa bene di cosa sta parlando e sa come farlo.

E qui impariamo subito due cose. La prima è che l’appendicite non è una faccenda così banale come si può pensare. Al punto che se ne scrive su una pagina di informazione sulla salute così importante come quella del quotidiano di Bergamo. La seconda è che le più avanzate tecnologie sanitarie – e la laparoscopia è una di queste – possono e devono essere messe a disposizione di qualsiasi tipo di problema. Dai più gravi a quelli meno complessi.

Qui l’articolo: L’Eco di Bergamo – 28.08.2022 – Appendicectomia in laparoscopia, Pina – Def

Per l’appendicite è meglio operare in laparoscopia

Per spiegare perché sia meglio operare l’appendicite in laparoscopia, la Dott.ssa Pina inizia spiegando cosa sia l’appendice. Dove si trova di preciso e cosa può succederle. La questione non è proprio banale. Il numero di interventi d’urgenza per un’appendicite acuta è piuttosto alto. Parliamo di interventi necessari per evitare complicazioni gravi. La possibilità che un’appendicite diventi peritonite deve essere evitata.

La Dott.ssa Pina accompagna quindi il lettore attraverso le fasi e i metodi della diagnosi per poi descrivere le diverse tecniche operatorie disponibili. Quella cosiddetta “open”, con taglio e quella, appunto, in laparoscopia. Da qui, il discorso va su quale delle due offra maggiori vantaggi. E pare proprio che questa sia la seconda.

Il punto però è che per operare in urgenza con tecnica laparoscopica bisogna essere strutturati. L’équipe deve essere sempre pronta e bene affiatata. Presso l’ASST Bergamo Est questa è una realtà cosolidata da anni. Chirurghi, anestesisti, infermieri e operatori di sala operatoria sono addestrati ad intervenire in modo rapido e corretto.

2 Agosto 2022
Farmaci contro i tumori del colon rettoFarmaci contro i tumori del colon retto

Nuovi farmaci contro i tumori del colon retto che promettono bene. Lo scrive l’Eco di Bergamo riferendo di una ricerca dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Candiolo. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Clinical Cancer Reserch dell’American Academy of Cancer Research.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 31.07.2022 – Farmaci efficaci contro cancro colon-retto – Def

Farmaci contro i tumori del colon retto

Il Prof. Alberto Mantovani lo ha detto con chiarezza. E lo ripete spesso. Il futuro della lotta al cancro passa (anche) attraverso il DNA. E la ricerca in quella direzione procede decisa. Molte le conferme. I risultati sembrano interessanti e fanno ben sperare.

Prendiamo, per esempio, la ricerca del Centro Oncologico di Candiolo. In un caso su tre, i tumori del colon-retto potrebbero essere combattuti con efficacia con farmaci che agiscono sul DNA. Parliamo anche dei tumori più aggressivi. E pure di quelli che non rispondono alle terapie a bersaglio molecolare già note.

Come riporta il giornale bergamasco, il Centro ha condotto la ricerca su 112 linee cellulari di tumori del colon-retto, differenti tra loro per il profilo genomico. Ha riguardato l’efficacia di farmaci mirati a proteine coinvolte nei sistemi di riparazione del Dna. I risultati raggiunti indicano che questi farmaci potrebbero diventare una concreta risposta per molti pazienti. E’ il caso di sottolineare che si sta parlando di pazienti che oggi non hanno opportunità terapeutiche.

Una ricerca importante, quindi, e che non si ferma qui. Un lavoro impegnativo sotto tutti i punti di vista. Non è dunque una sorpresa se diversi Enti che sono impegnati nel sostenere la ricerca sul cancro hanno deciso di intervenire con finanziamenti per permettere la sua esecuzione. Né sorprende che il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino abbia partecipato e continui a partecipare ai lavori.

Ora si prosegue.

 

31 Luglio 2022
Quando le adenoidi si ammalano nei bambini

Quando le adenoidi si ammalano nei bambini, i segni sono evidenti. Parte da qui il Dott. Sergio Clarizia, Pediatra in Politerapica, nel curare un articolo su questa malattia. Lo ha pubblicato la Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo, domenica 31 luglio 2022.

Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 31.07.2022 – Adenoidi, Clarizia – Def

Quando le adenoidi si ammalano nei bambini

A chi non è mai capitato di incontrare e parlare con un bambino affetto da ipertrofia adenoidea? La voce è nasale e il suo viso è inconfondibile. Ha la bocca semiaperta, il labbro superiore sollevato, il naso affilato e un’espressione “addormentata”. I genitori riferiscono uno scarsissimo e svogliato appetito. Prlano di russamento continuo durante la notte e un sonno disturbato. Durante il gionro il bambino ha sonnolenza, stanchezza e scarso rendimento scolastico.

Per comprendere meglio è necessario dare una breve occhiata all’anatomia di quella porzione delle vie aeree che si trova dietro il naso. Qui ci sono le adenoidi, una masserella di tessuto linfatico che, insieme alle più note tonsille, concorrono a creare una prima barriera difensiva. Quella contro gli agenti patogeni provenienti dall’esterno. Una barrier basata sulla produzione di anticorpi specifici da parte, appunto di adenoidi e tonsille.

A volte succede che un semplice raffreddore trascurato si può complicare con una infezione acuta delle adenoidi. Accade in particolare quando c’è scarsa igiene nasale e inevitabile ristagno di secrezioni mucose. In risposta a questa aggressione, le adenoidi aumentano di volume. Si forma così una vera e propria occlusione delle alte vie aeree. Come conseguenza si ha naso chiuso, respirazione soprattutto con la bocca, tono di voce iponasale, secrezione sierosa o mucosa dal naso, febbre e ingrossamento dei linfonodi del collo.

Spesso l’infiammazione coinvolge anche l’orecchio (quella che si chiama otite) o i seni paranasali (quella che si chiama sinusite). Si aggiungono quindi tutti i sintomi legati all’interessamento di queste sedi. E sono tanti. Per fortuna, però, le forme acute di adenoiditi, se curate prontamente, regrediscono. E si torna ocsì alla normale respirazione nasale. Parliamo di una cura che deve comprendere una grande e continua attenzione all’igiene del naso.

Se diventa cronica

Quando le infezioni di questo distretto si ripetono di frequente (come accade nei bambini in età pre-scolare e scolare), le adenoidi si gonfiano in modo progressivo e diventano molto voluminose tanto da riempire completamente il rinofaringe. Si viene così a formare un blocco meccanico del naso e dei tubicini che assicurano l’areazione dell’orecchio.

In questi casi ci troviamo di fronte a infiammazioni croniche delle adenoidi. Sono infiammazioni che è difficile che regrediscano proprio a casua del circolo vizioso che si viene a creare. Al contrario, si complicano sempre di più coinvolgendo altri distretti.

Abbastanza spesso, infatti, vengono interessate le tonsille. Queste si presentano arrossate e gonfie e arrivano a chiudere tutto lo spazio ai lati dell’ugola. Si forma così quella tipica alterazione della voce che gli americani definiscono “potato voice”. È comprensibile come questi bambini abbiano una seria difficoltà a dormire. Russano tutta la notte, e, nei casi più gravi, finiscono per avere episodi di apnee ostruttive. Queste provocano una scarsa ossigenazione cerebrale. Come conseguenza si ha un certo torpore intellettivo, risvegli improvvisi in preda a vissuti paurosi (il pavor nocturnus) e enuresi (la pipì a letto).

Siamo di fronte ad una condizione che deve essere valutata con attenzione. Può essere necessario il parere dello specialista otorino per stabilire il grado di ostruzione e la terapia più appropriata. Anche quella chirurgica, in alcuni casi. L’intervento è bene farlo quando le adenoidi hanno cessato la loro funzione difensiva (di solito dopo i 4-6 anni di vita). Si esegue in anestesia generale e di norma la degenza è breve. Nella maggior parte dei casi il piccolo può tornare a casa lo stesso giorno.

 

Il Dott. Sergio Clarizia riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

 

30 Luglio 2022
Malattia venosa cronica superficiale

La Malattia venosa cronica superficiale è una cosa seria. Riguarda in particolare gli arti inferiori. Spesso, però – anzi, troppo spesso – viene sottovalutta. E allora sono problemi. Il fatto è che al di là delle parole difficili, qui stiamo parlando innanzi tutto di varici, vene varicose e capillari in rilievo. Si pensa che queste siano faccende estetiche. Il Dott. Franco Briolini, però, spiega molto bene che non è così.

Lo fa a Bergamo TV, nella trasmissione “Fattore Bergamo: La Salute“. E lo fa con grande competenza. Lui, infatti, è chirurgo vascolare. Un chirurgo di notevole esperienza. E’ stato per diversi anni primario all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e da un po’ di tempo  collabora con Politerapica.

Qui il video integrale della trasmissione:

Malattia venosa cronica superficiale

E’ stato bravo. Possiamo dire che sia stato molto bravo. Sì, è stato proprio bravo il nostro Dott. Franco Briolini, Chirurgo vascolare in Politerapica, ospite di Bergamo TV per parlare di un argomento un po’ particolare. Quello della Malattia venosa cronica superficiale degli arti inferiori.

Un nome lungo per un problema molto serio ma spesso che, come abbiamo detto, è troppo spesso sottovalutato. I sintomi della sua fase iniziale, infatti, sono spesso considerati fattori estetici. Non è così! Varici, vene varicose, capillari in rilievo sono i sintomi della fase iniziale di questa malattia. Una malattia molto seria e, come dicono i medici, di tipo evolutivo. Tradotto in italiano semplice, questo significa che, se non trattata in modo adeguato, può solo peggiorare. E, quando peggiora, possono essere guai seri.

E’ partito proprio da qui il Dott. Franco Briolini per descrivere la malattia e le sue cause. Ha poi spiegato come si diagnostica e come si cura nei suoi diversi livelli di gravità. Attenzione: comprendere le cause della Malattia Venosa Cronica Superficiale è importante anche per adottare comportamenti che possono aiutare a prevenire.

E, come dicevano, il nostro Chirurgo vascolare è stato molto bravo. Si è espresso in modo chiaro, quasi didascalico, comprensibile a tutti. Crediamo di avere reso un buon servizio ai telespettatori e a coloro cui giungerà comunque la videoregistrazione dell’intervento.

La trasmissione è andata in onda Giovedì 28.7.2022, alle ore 20,00, su Bergamo TV, canale 15 del digitale terrestre.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.

24 Luglio 2022
Ecografia. Un esame efficace e non pericoloso

L’Ecografia è un esame efficace e non pericoloso. È un esame di pronto utilizzo, rapido e non invasivo. Permette di gestire le situazioni più disparate compresa l’emergenza. Lo descrive il Dott. Giuseppe Buragina, specialista in Radiologia, che collabora con Politerapica. Presso di noi esegue ecografie di ogni tipo, senza liste di attesa e a condizioni accessibili.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 24.07.2022 – Ecografia, Buragina – Def

Il Dott. Buragina è Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Radiologia dell’ASST Bergamo Est. Collabora con la nostra struttura per effetto di una convenzione tra Politerapica e l’Azienda Sanitaria.

Ecografia: un esame efficace e non pericoloso

L’ecografia è una tecnica che si basa su un principio fisico ben preciso. Parliamo della riflessione di onde sonore (dette ultrasuoni) nel momento in cui attraversano i tessuti biologici. Queste onde sonore vengono prodotte da un cristallo piezoelettrico presente all’interno della sonda. La sonda è lo strumento che il radiologo appoggia sulla superficie durante l’ecografia. L’onda sonora attraversa i tessuti e viene quindi riflessa, in modo diverso, producendo un’onda di ritorno (detta eco). Un sensore presente nella sonda stessa capta l’onda di ritorno e la trasforma in un punto luminoso. La somma dei punti luminosi permette di ricostruire l’immagine visibile sul monitor.

L’ecografia, quindi, utilizza onde sonore e non radiazioni ionizzanti. E questo è un grosso vantaggio. L’uso di queste radiazioni, infatti, nonostante i progressi tecnologici e l’impiego di dosi ridotte, fa sconsigliare altri esami radiologici in alcune categorie di pazienti. Parliamo, per esempio, di tomografia computerizzata o di radiografie. Per eseguire questi esami, infatti, si impiegano radiazioni ionizzanti che possono essere dannose per donne in gravidanza e per bambini.

Inoltre, è un esame di pronto utilizzo, rapido e non invasivo che permette di gestire diversi tipi di situazioni, comprese quelle di emergenza e di urgenza. Un’altra caratteristica di rilievo è che è un esame immediato. L’immagine dell’organo è cioè riprodotta nello stesso istante in cui si effettua l’esame. Siamo di fronte pertanto ad un esame in tempo reale.

Studio di diverse patologie e distretti corporei

Oltre ad essere un esame efficace e non pericoloso, l’ecografia si presta bene allo studio di diverse patologie. Non solo: permette anche di valutare con precisione diversi distretti del corpo. La ricerca tecnologica, infatti, ha permesso di realizzare diverse innovazioni hardware e software. Queste, a loro volta, hanno risposto ai notevoli progressi della ricerca medica. E ne hanno permessi altri.

Alcuni esempi possono essere l’ecocardiografia per lo studio del cuore e l’ecografia transvaginale per lo studio degli organi femminili pelvici. È anche possibile eseguire questo esame con l’utilizzo di una particolare sostanza, iniettata per via endovenosa, per effettuare l’ecografia con mezzo di contrasto. Questa, talvolta, può sostituire la Tac o la Rmn nello studio di molte lesioni come i tumori del fegato.

I tipi di ecografia più diffusi e più richiesti sono quella dell’addome, della tiroide e dei tessuti molli. Insieme a quella muscoloscheletrica e a quella mammaria. E sull’ecografia mammaria, il Dott. Buragina è molto sensibile. Lui infatti è anche radiologo senologo e svolge molta attività in questo ambito. Qui vengono fuori la sua competenza e la sua esperinza insieme al suo entusiasmo.

Spiiega che l’ecografia mammaria è un esame di particolare interesse e che il suo utilizzo è molto ampio. Sia donne che uomini (anche se più raramente) possono sottoporsi a questo esame. Lo possono fare a tutte le etàquando avvertono quelli che si chiamano sintomi ghiandolari. Ci riferiamo a noduli, perdite, dolore o cambiamenti nell’aspetto della cute.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti sulle ecografie, tel. 035.298468