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7 Agosto 2020
Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini

Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini su Bergamo Salute.

In titolo che porta subito al dunque

Come contrastare il gonfiore delle gambe in gravidanza è il titolo dell’articolo che già nel suo occhiello – In famiglia – Dolce attesa – mette in luce la tenerezza e delicatezza del tema:

Lo sapevate che il 40% delle donne, durante la gravidanza, soffre di vene varicose e l’80% di gonfiore alle
caviglie e ai polpacci?. E sapevate che anche se nella maggior parte dei casi questi disturbi non sono pericolosi per la salute della mamme e del feto, possono diventare anche molto fastidiosi e influenzare negativamente questa fase della vita, ancora di più durante la stagione calda?.

Parte da qui Viola Compostella di Bergamo Salute per chiedere alla dott.ssa Marta Ada Guerini, Ostetrica in Politerapica – Terapie della Salute, di spiegare cosa sia quel gonfiore alle gambe che viene spesso in gravidanza, quali ne siano le cause, come si possa curare, come si possa prevenire.

Gravidanza, periodo di grandi mutamenti

In gravidanza – spiega la Dott.ssa Guerini – il corpo della donna si modifica per accogliere e far crescere una  nuova vita dentro di sé. Per quanto riguarda le gambe, il fisiologico aumento di volume sanguigno mette le vene sotto pressione. Inoltre, l’aumento dell’ormone progesterone rilassa le pareti dei vasi, rendendo ancora più  difficile per le vene far risalire il sangue dalla parte inferiore del nostro corpo al cuore. Inoltre il peso crescente dell’utero comprime le vene pelviche e la vena cava inferiore (una grande vena sul lato destro del  corpo che riceve sangue dagli arti inferiori, dalla maggior parte degli organi pelvici e addominali e lo riporta al cuore)”.

Da qui la ragione per cui si manifestano fasttidi e disturbi alle vene, un problema che può insorgere già nel primo trimestre di gravidanza per poi peggiorare col passare del tempo e cominciare a migliorare dopo alcune settimane dal parto.

Diversi i modi per alleviare o prevenire i disturbi venosi

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità e le più importanti Società Scientifiche – prosegue Marta Guerini – ritengono che le strategie più efficaci, più economiche e più sicure per alleviare i sintomi  siano

  • evitare lunghi periodi sui due piedi
  • dormire sul fianco
  • immergersi in acqua”

Senza dimenticare le calze graduate che però bisogna scegliere e indossare correttamente.

Vene gonfie in gravidanza di Marta Guerini

Un articolo ampio e completo, nel quale ci sono anche suggerimenti per quando si debba viaggiare in aereo durante il periodo della gravidanza e non mancano annotazioni sui prodotti fitoterapici che vanno di moda ma non è detto che servano davvero.

Lo si può leggere per intero scaricandolo qui:
https://www.politerapica.it/wp-content/uploads/Bergamo-Salute-Luglio-Agosto-2020-Marta-Guerini-Vene-in-Gravidanza.pdf

Siamo certi che la sua lettura non sarà una perdita di tempo per nessuno.

Marta Ada Guerini in Politerapica

In Politerapica, la Dott.ssa Guerini si occupa soprattutto di riabilitazione del pavimento pelvico per disturbi urologici, ginecologici e proctologici, maschili, femminili e pediatrici. Svolge la sua attività all’interno del Team Multidisciplinare del pavimento pelvico che comprende diverse figure professionali e specialistiche:

  • ostetrica
  • fisioterapista
  • urologo – neurourologo
  • ginecologo – uroginecologo
  • chirurgo generale – proctologo
  • psicologo
  • fisiatra

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti: Tel. 035.298468.

 

4 Agosto 2020
Il melanoma si cura

Il Melanoma si cura. La diagnosi precoce aiuta.

marydallaltraparte.com è il blog realizzato e curato da Marina Rota che attraverso il Melanoma ci è passata.

Marina Rota è una donna straordinaria. Era una professionista sanitaria, madre e moglie di una famiglia stupenda. La sua vita è cambiata all’improvviso, il giorno in cui le è stato diagnosticato un brutto Melanoma, uno di quelli che non si risolvono con la sola asportazione.

Domenica 2 Agosto, l’Eco di Bergamo ha dedicato un’intera pagina alla sua storia, affidata alla sensibile penna di Sabrina Penteriani che ha avuto la capacità di portare su carta una vicenda fatta di molti contorni, fisici, umani, affettivi, relazionali. Perché ci sono malattie di fronte alle quali l’aspetto della malattia in sé diventa una parte di qualcosa di molto più grande e ci si ritrova a confrontarsi con il senso della vita inteso in modo piieno e non giusto come espressione usuale.

E’ iniziato con un neo che sanguinava

A raccontarlo è proprio Marina: “È successo tutto in fretta, era il 1998, con una visita dermatologica urgente e pochi giorni dopo l’asportazione. I due linfonodi sentinella erano risultati negativi, perciò non mi avevano prescritto particolari terapie, soltanto controlli, prima ravvicinati poi meno frequenti

Tutto bene, allora, la vita di ogni giorno, la felicità della gioventù, il lavoro, il matrimonio, i tre bambini. Fino al 2015. Questa volta un nodulo al seno. Immediata la visita senologica e tutti gli esami necessari. Alla mammella non c’era nulla di legato ad un tumore al seno: “quella massa, infatti, – continua Marina – era una metastasi del melanoma”. Un melanoma al terzo stadio!

Davanti a lei un percorso di fatica

E’ iniziato un percorso di fatica, paure e angosce (evitava di guardare le foto dei suoi bambini – racconta – nel timore che presto avrebbe potuto non vederli più) ma soprattutto di straordinario coraggio e determinazione.

Il peso delle cure da sostenere e dei loro pesanti effetti collaterali così duri da dovere arrivare a sospendere il trattamento e eseguire terapie per ricostruire una condizione fisica sufficiente a reggere il resto del percorso. Gli interventi chirurgici e la chemioterapia presso l’Oncologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Poi l’aumento del numero delle metastasi durante i controlli di verifica. Addirittura un nodulo al polmone.

Un peso non più solo fisico ma anche emotivo determinato dall’oscillazione continua tra speranze e delusioni.

Il sostegno

Il marito, la famiglia, le personen care hanno rappresentato un sostegno importantissimo: una di quelle condizioni che potremmo definire “salvavita”. Il sostegno principale però, alla fine, è giunto da lei, da Marina. Dall’idea di mettersi a scrivere. Dapprima per sé stessa, con qualche post su sui Social, poi realizzando un blog, che ha chiamato appunto Marydallaltraparteperché – spiega ancora Marina – nella malattia mi trovavo sul lato opposto della barricata rispetto al ruolo che ho ricoperto nella mia carriera professionale. Da allora ho scoperto un prezioso canale di espressione, creatività, relazione e non ho più smesso»

E poi l’associazione

Lo abbiamo detto, Marina ha una bellissima famiglia: il marito Christian e i tre figli, Gaia di 12 anni, Giulia 10 e
Alessandro 7. Da qualche anno ha lasciato il lavoro all’ospedale e aiuta il marito nella gestione di un bar. Non paga degli impegni nei quali è immersa, “coraggiosa e tenace, ha fondato con alcuni familiari e amici l’associazione Insieme con il sole dentro. Melamici contro il melanoma (www.insiemeconilsoledentro.it) per aiutare altre persone come lei. Lei racconta che “da un evento spaventoso
come una malattia è scaturita un’esperienza bellissima, e questo è uno stimolo potente, mi spinge a resistere e ad andare avanti”.

Un articolo da leggere per intero

Un articolo da leggere per intero, tante sono le cose belle – nel senso estetico, unamo e etico del termine che vi sono riportate – che è impossibile riassumere qui e che pure nello sforzo dii restare fedeli allo spirito che trapela da ogni parola di Marina, appaiono diluite rispetto a come le racconta lei.

Qui è possibile scaricare la versione in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 2.8.2020 – Marydallaltraparte – Melanoma

Per parte nostra, siamo orgogliosi di conoscere Marina Rota e di stare avviando con il suo prezioso contributo, un progetto a sostegno dei pazienti malati di cancro della pelle e, in particolare, di Melanoma.

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
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26 Luglio 2020
Dott. Agostini e Ambulatorio Covid di Politerapica

Dott. Agostini e Ambulatorio Covid di Politerapica sulla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo di Domenica 26 luglio 2020.

Non una ma due le Pagine della Salute di questa settimana sul quotidiano bergamasco

Disturbi duri a scomparire. Post-Covid, serve un équipe” è il titolo del pezzo curato da Pietro Agostini, Medico fisiatra che coordina l’Ambulatorio per il Recupero e la Riabilitazione post Covid-19 di Politerapica. Un articolo pubblicato in una versione speciale dello spazio dedicato alla salute dal quotidiano bergamasco: non una ma due pagine questa domenica che ospitano articoli di notevole spessore, tre dei quali dedicati al Covid-19.

E subito, nel sottotitolo all’articolo, si coglie qual è l’argomento portato all’attenzione dei lettori: “Lavoro multidisciplinare. Sono molte le figure professionali necessarie nel percorso di guarigione: dal fisiatra al cardiologo fino allo psicologo”

Essere passati attraverso  il Coronavirus è stato un evento forte

Comincia così il Dott. Agostini che aggiunge: “Un’esperienza per molti drammatica che ha lasciato segni che dureranno nel tempo dal punto di vista fisico ed emotivo. Da qui l’esigenza di definire un percorso di recupero personalizzato che preveda riabilitazione cardiorespiratoria e motoria con sostegno psicologico. Un percorso dedicato non solo a ci si è ammalato ma anche a chi ha assistito alla malattia o alla morte dei propri cari”.

I problemi fisici

Con la professionalità e lo stile che lo distinguono, il Dott. Pietro Agostini fa riferimento a quanto recentemente scritto sulla stessa Pagina della Salute dell’Eco dal Dott. Gabriele Alari – Angiologo e anch’egli specialista di Politerapica – per spiegare che i problemi fisici non sono limitati alla parte polmonare ma riguardano anche quella cardio-vascolare che come affermato, riguarda ogni singolo angolo dell’intero organismo umaano.

L’affaticamento

Una conseguenza seria del Coronavirus è l’affaticamento, soprattutto per le persone che sono state a lungo inattive o allettate e che, per questo, hanno perso tono muscolare. La debolezza fisica rimane anche dopo la guarigione e lascia a lungo un segno sull’organismo.

L’impatto psicologico

Alzi la mano chi ha dei dubbi sull’impatto psicologico che ha lasciato una tragedia come quella del Covid-19 in chi ci è passato in mezzo come ammalato e in chi vi ha assistito magari come familiare di una persona che è giunta al decesso. Depressione, ansia, assenza di stimoli all’attività motoria disagio nel relazionarsi con gli altri son oalcuni dei disturbi che cita lo specialista, il quale, ancora una volta, richiama quanto scritto sulla pagina da un collega, il Dott. Mario Tintori, Psicologo e Psicoterapeuta e membro dell’équipe di Politerapica.

Necessario il lavoro di équipe

Non si può fare diversamente e su questo punto il Dott. Agostini si sofferma a lungo spiegando le ragioni dei ruoli di ogni singolo medico specialista o professionista sanitario

  • fisiatra
  • dietologo
  • esperto di pneumologia
  • cardiologo
  • otorinolaringoiatra
  • psicologo
  • fisiatra
  • logopedista

e come questi debbano lavorare insieme, in stretta coordinazione intorno al paziente e facendo ricorso all’intervento di altri specialisti se necessario.

E tutto restando a casa!

Già perché conclude il Dott. Agostini che parliamo di attività in ambulatorio o al domicilio, permettendo al paziente, ogni sera di dormire nel suo letto, a casa sua, insieme ai suoi affetti e nella sua quotidianità.

 

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 26.7.2020 – Agostini, Ambulatorio Covid – Completo

Per chi preferisse leggerlo direttamente, lo trova qui, in formato .jpg

29 Giugno 2020
Fincopp e Politerapica approccio multidisciplinare

Fincopp e Politerapica approccio multidisciplinare sull’Eco. Questo, in sintesi, il tema del lungo articolo pubblicato ieri, sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo. Un articolo importante per dare il senso della necessità di un lavoro di équipe, intorno la paziente, per curare con successo l’incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico.

Un articolo speciale, se possiamo dire

Proprio ieri, ricorreva infatti la XV Giornata per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza, così fortemente voluta da Fincopp nazionale che si è impegnata a fondo per ottenerla.

L’articolo poi è stato scritto in modo particolare: ci hanno lavorato cinque straordinari professionisti

  • Gianni Baudino, Ginecologo
    Membro del Comitato Scientifico di Fincopp Lombardia e di Fincopp nazionale
  • Marco Bianchi, Proctologo
    Membro del Comitato Scientifico di Fincopp Lombardia
  • Donatella Giraudo, Fisioterapista
    Membro del Comitato Scientifico di Fincopp Lombardia e di Fincopp nazionale
  • Valeria Perego, Psicologa
    Membro del Comitato Scientifico di Fincopp Lombardia e di Fincopp nazionale
  • Oreste Risi, Urologo
    Membro del Comitato Scientifico di Fincopp Lombardia e di Fincopp nazionale

Un esperimento ardito, quello di mettere 5 professionisti introno a un articolo. Ma loro sono abituati a lavorare in modo multidisciplinare e ci sono riusciti benissimo dimostrando anche così come questa sia la scelta giusta.

Un articolo dai contenuti chiari

L’incontinenza è uno dei disturbi del pavimento pelvico. Ci sono poi i prolassi genitali e rettali, la ritenzione, l’incontinenza anale, la defecazionne ostruita e il dissinergismo evacuativo, le infezioni urinarie, il dolore pelvico cronico, la dipareunia (dolori durante i rapporti sessuali) e altro ancora.

Sono siturbi che hanno un forte impatto sulla sfera emotiva e lo racconta bene la Dott.ssa Valeria Perego che tra l’altro ha messo in evidenza come “il vissuto psicologico, legato alla perdita di controllo di una funziona fisiologica acquisita da tempo, è spesso legato ad un forte senso di colpa, di inadeguatezza e impotenza. L’incontinenza può provocare un forte stress psicologico”… Anche per questo un percorso di sostegno psicologico è parte della cura.

Prosegue la Dott.ssa Donatella Giraudo, spiegando che “il fisioterapista partecipa alla valutazione del paziente con i medici specialisti e cura tutte le attività riabilitative, definite all’interno di un progetto individuale definito sulle caratteristiche della sintomatologia e della persona” e illustrando le pricipali tecniche riabilitative.

Multidisciplinare anche il lavoro dei medici specialisti

Interviene il Dott. Oreste Risi che conferma coome il primo trattamento per l’incontinenza, qualunque essa sia, è quello riabilitativo. Aggiunge poi che nell’uomo diventa omportante la valutazione andrologica e parla poi di vescica iperattiva, un problema comune a uomini e donne.

Il Dott. Gianni Baudino osserva come l’Incontinenza Urinaria da Sforzo (IUS) sia prevalente nelle donne essendo i principali fattori di rischio di questo disturbo la gravidanza, il parto e la menopausa. Si tratta di un disturbo efficacecmente curabile, oggi, anche con la chirurgia, quando la riabilitazione (sempre prima terapia di elezione) non ottiene risultati.

Tasto delicato quello del Dott. Marco Bianchi che tratta dei disturbi fecali e anali. Descrive l’iter diagnostico che deve necessariamente partire dalla visita proctologica e che può avvalersi di diversi esami strumentali. Anche per la parte proctologica, nella maggior partre dei casi la terapia è quella riabilitativa, insieme alla correzione di comportamenti scorretti e a unn supporto dietologico appropriato. In casi particolari, si può poi ricorrere alla chirurgia

Una visione di insieme

Una visione complessiva per capire che il pavimento pelvico è un pezzo unico e deve essere curato nella sua globalità. Già, perché non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’incontinenza e le disfunzioni del pavimento pelvico nella stragrande maggiornaza dei casi si curano. Anzi, si possono pure prevenire.

A questo è dedicata la Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza.

24 Maggio 2020
Il Dott. Alari sui danni del Covid

Il Dott. Alari sui danni del Covid scrive un interessante articolo sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo del 24 Maggio 2020. Un articolo preciso, puntuale che accompagna, passo dopo passo, il lettore nei diversi processi di causa ed effetto che possono essere prodotti dal virus a carico dell’apparato cardio-vascolare.

Il Dott. Gabriele Alari non solo è uno dei più anziani specialisti di Politerapica – Medicina Vicina ma è soprattutto uno dei massimi esperti di Angiologia, la scienza che studia e cura dal punto di vista medico il sistema circolatorio.

Covid-19 e apparato cardio-vascolare

Lo premette subito, il Dott. Alari. “Può sembrare paradossale porre l’attenzione sull’apparato cardio-vascolare in questi tempi in cui imperversa un’infezione virale che colpisce l’apparato respiratorio…”.  E subito dopo chiarisce: “Dato però che l’apparato cardio-vascolare c’entra sempre e comunque si spinge dapppertutto nell’organismo umano, ecco che viene pesanntemente interessato in situazioni infettive come quella che stiamo vivendo.

L’apparato cardio-vascolare lavora intensamente

E’ un apparato che siamo abituati a conoscere per una delle sue funzioni: quella di portare sangue ossigenato e sostanze nutritizie in ogni singolo micro-angolo del nostro corpo e da qui, riportarlo indietro per essere nuovamente ossigenato.

In realtà, nel torrente circolatorio vengono trasportate molte altre sostanze: buone per nutrire e difendere l’organismo (come, per esempio, gli anticorpi e i globuli bianchi) e cattive (quelle che sono riuscite a penetrare come, per esempio, virus e batteri.

Il risultato, a volte, è proprio come quello descritto dal Dott. Alari: una di battaglia tra sostanze che attaccano e sostanze che intervengono a difendere. Il punto è che a volte le difese possonno essere anche eccessive e provocare più danni che vantaggi. Questa è una situazionee che pare si verifichi nel caso di infezione da Covid-19.

Strumenti diagnostici per curare nel modo giusto

E’ necessario fare di tutto per evitare che il virus entri nell’organismo e le autorità sanitarie, insieme al mondo della ricerca, sono impegnate per trovare le soluzioni migliori per questo obiettivo. Non è però sufficiente. E’ necessario scegliere la cura migliore dopo avere fatto la giusta diagnosi.

Sono diversi gli strumenti oggi disponibili per una diagnosi precoce ed esatta. Anche su questi si ferma Gabriele Alari e li descrive in modo preciso. A chi legge rimane la sensazione comunque in qualche modo rassicurante, nonostante tutto, di trovarsi in un mondo dove esistono competenza e impegno.

L’articolo va oltre

Il Dott. Alari sui danni del Covid va oltre e pone attenzione sulla maggiore vulnerabilità dell’organismo nell’età avanzata e sui fattori di rischio che si potrebbero combattere per ridurre la possibilità di ammalarsi.

Utile per la ricerca, infine, il sondaggio che SIMV (Società Italiana di Medicina Vascolare), di cui il Dott. Alari è Segretario, ha lanciato per i medici.

Qui è possibile scaricare l’articolo integrale, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 24.5.2020 – Alari, Covid su apparato cardiovascolere – Completo

 

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27 Aprile 2020
Mario Tintori su l

Mario Tintori su l’Eco di Bergamo lo spiega in modo chiaro: è difficile pensare che si possa guarire dal Coronavirus curando solo il corpo. Il drammatico impatto che il virus ha avuto sulla dimensione emozionale di chi ne è stato affetto non può essere trascurato. Deve essere preso in considerazione ed elaborato e il modo migliore per farlo è quello dell’aiuto di un terapeuta esperto.

Sostegno psicologico non solo per i malati

L’intervento psicologico, in realtà, risulterebbe utile, se non necessario, anche per molti di coloro che non hanno preso il Covid-19. Chi ha subito dei lutti in famiglia ha dovuto affrontare un’esperienza devastante. Persone care cui non si è potuto dare un saluto, né l’ultimo prima del trapasso, né quello dei funerali.

Più in generale, ognuno di noi si è trovato di fronte ad una realtà nuova che ha stravolto le certezze quotidiane ed esistenziali nelle quali ci eravamo immersi, convinti che nulla – se non un evento straordinario come un terremoto – potesse metterci in pericolo. Semplicemente, non avremmo mai pensato che possano esistere eventi straordinari di altro tipo, di fronte ai quali siamo communque indifesi.

E il Covid-19 è stato questo. Un fenomeno eccezionale, inatteso, che ci ha trovati impreparati e che ha messo a dura prova le nostre sicurezze. Sottovalutarlo sarebbe un errore. Affrontarlo in modo corretto, invece, un’opportunità.

Tutto questo e molto di più racconta il Dott. Mario Tintori – Psicologo e Psicoterapeuta, che collabora con Politerapica nell’ambito del progetto Medicina Vicina: prestazioni specialistiche, erogate da professionisti di alto livello, senza liste di attesa, a condizioni accessibili. L’articolo è pubblicato sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo del 25 aprile 2020. Il titolo introduce subito al punto: “E’ necessario ricominciare dalle piccole cose quotidiane. Il dopo Covid-19. Lo psicoterapeuta: Un’esperienza drammatica che ci insegna a guardare avanti”.

Non siamo onnipotenti. E’ necessario accettarlo.

Particolarmente interessante il passaggio: “Non siamo onnipotenti. E la realtà che stiamo vivendo ce lo ricorda in modo inequivocabile. Siamo fragili e ci rendiamo conto di quanto avremmo bisogno di un padre che ci dicesse ciò che occorre fare e che sapesse dare le risposte. Un padre a cui il bambino, seppure il padre le risposte sicure non le abbia, si affida fiducioso”.

E aggiunge: “Un passaggio indispensabile per superare e liberarsi. Chi ha fede può cercare questopadre in Dio e nell’uomo; a chi non crede resta l’uomo. «Per entrambi è necessaria la fiducia e, in ogni caso, per entrambi c’è
l’incontro con la fragilità e la debolezza che li abita. Un incontro indispensabile perché solo attraverso di esso si può affrontare e superare il problema”.

Quindi: “E’ indispensabile che la persona riesca a riconoscere la propria debolezza… Questo perché nel momento in cui il soggetto riconosce e accetta i propri limite, riconosce anche le proprie potenzialità e la propria capacità creativa. È questa condizione che permette di guardare avanti, di ripartire, non lasciandoci in una disperata assenza di senso. Soprattutto, in tempi di Coronavirus!”

Qualche “istruzione per l’uso”

Occorre comprendere che la dimensione psicologica è importante quanto quella fisica. Non ha caso l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità dice che “salute è stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”. Corpo e mente, ormai è chiaro a tutti, fanno parte di un unico insieme: impossibile che stia bene una parte se sta male l’altra.

Allora dobbiamo imparare a rispettare la nostra salute psichica e ad occuparcene in modo corretto, senza pregiudizi, senza idee sbagliate. La psicologia e la psicoterapia sono strumenti efficaci per farlo. Ignorarli è un errore che può costare caro.

Qui è disponibile l’articolo completo del Dott. Mario Tintori. Si può scaricare in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 25.4.2020 – Mario Tintori – La Psicoterapia per il Covid 19

 

Il Dott. Mario Tintori riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
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23 Marzo 2020
Pericolo melanoma

Pericolo melanoma, teniamo i nei sotto esame. Questo il titolo dell’articolo pubblicato Domenica 22 Marzo 2020, sulla prestigiosa Pagina della Salute  de l’Eco di Bergamo. Alla sua realizzazione ha contribuito in modo attivo il Dott. Roberto D’Astolto, uno dei tre specialisti di Dermatologia di Politerapica, a Seriate.

Pericolo in aumento ma si può vedere anche in positivo

Racconta il Dott. D’Astolto che “il melanoma è un tumore maligno che origina dalle cellule che producono la melanina, quel pigmento che ci fa abbronzare… una cosa bella, l’abbronzatura, secondo certi canoni estetici se non rischiasse, in certe circostanze, di diventare pericolosa”.

Circostanze sempre più frequenti e infatti “il melanoma è in aumento negli ultimi anni ma questo dato può anche essere visto in maniera positiva perché oggi spesso grazie alla prevenzione viene scoperto quando è sottile e quindi ancora curabile”.

Sapere per curare e prevenire sin da bambini

Non è vero che il sole faccia male, anzi! I raggi solari sono fondamentali per molte funzioni del nostro corpo. L’importante è “proteggersi adeguatamente dai loro effetti negativi e questo sin dalla primissima infanzia, soprattutto se si è chiari di carnagione, biondi e con gli occhi azzurri e, più ancora, se si in famiglia ci sono stati casi di melanoma”.

Utile poi l’esame visivo della pelle che non deve essere delegato esclusivamente allo specialista. A casa, davanti allo specchio, dopo il bagno, quando è più comodo, un’occhiata non fa mai male. Soprattutto se applichiamo la regola dell’ABCDE:

Pericolo melanoma - Regola ABCDE

Pericolo melanoma – Regola ABCDE

Diagnosi precoce e prevenzione per vincere

Come abbbiamo visto, il Dott. Roberto D’Astolto lo afferma con chiarezza: di fronte ad un tumore che appare in crescita, oggi disponiamo di diverse armi ma le più efficaci sono la prevenzione e la diagnosi precoce. Da qui, il “decalogo del dermatologo” con cui si chiude l’articolo: dieci suggerimenti chiari e semplici, applicabili da chiunque e in ogni momento per evitare il pericolo. E per vincere!

 

Questo e molto di più è trattato nell’articolo di oltre mezza pagina che può essere scaricato qui, in formato .pdf:
L’Eco di Bergamo – 22.03.2020 – Melanoma, Dott. D’Astolto

 

Il Dott. Roberto D’Astolto, specialista in Dermatologia, riceve in Politerapica, a Seriate in Via Nazionale 93.
Per informazioni e e appuntamenti: Tel. 035.298468.

1 Marzo 2020
Politerapica su l

Politerapica su l’Eco di Bergamo c’è abbastanza di frequente. Questo ci inorgoglisce un po’ e pure ci sorprende perché restiamo ancorati alla consapevolezza delle nostre modeste dimensioni e della nostra giovane età. Questa volta ci siamo per un motivo che non riguarda l’informazione di nostre attività e questo, in qualche modo, ci – possiamo dirlo? – emoziona.

L’editoriale del Direttore

Era il 9 febbraio scorso. Il Direttore de l’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli, probabilmente la penna più competente a Bergamo e provincia su tutto quantto attiene al mondo della sanità, firmava un editoriale sulle condizioni del sistema sanitario nazionale. Qualcosa che potrebbe essere associato a un pugno nello stomaco.

Partendo da un banale episodio – un paziente inviato in ospedale dal suo medico curante con richiesta di ricovero urgente – Alberto Ceresoli proponeva una disamina del sistema sanitario nei suo complesso, mettendone in evidenza la decadenza e avanzando seri dubbi sulle effettive possibilità di salvarlo, alla luce della situazione economica e demografica nazionale e delle molte altre difficoltà che lo distinguono. Tutto questo con una nota di amarezza, avendo chiaro – e riportandolo – il valore sociale, economico e etico del sistema sanitario italiano come strumento universale, a disposizione di tutti.

Interveniva il giorno dopo il Prof. Silvio Garattini con un suo editoriale, tanto acuto quanto accorato.

Il dibattito

Ne nasceva un dibattito sul giornale, giunto fino ad oggi alla terza puntata e, forse, interrotto – speriamo solo temporaneamente – dalla sopraggiunta crisi legata al problema del Cornovirus. Un dibattito cui stanno partecipando nomi importanti della sanità e delle istituzioni bergamasche:

  • Guido Marinoni
    Presidente, Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Bergamo
  • Francesco Locati
    Direttore Generale, ASST Bergamo Est
  • Francesco Corna
    Segretario Generale CISL BG
  • Claudio Castelli
    Direttore, U.O.C. Ortopedia e Traumatologia
    Direttore, Dipartimento Chirurgico
    ASST Papa Giovanni XXIII
  • Giancarlo Borra
    Direttore Sanitario, Policlinico San Marco
    Sovrintendente Sanitario, Policlinico San Pietro
  • Privato Fenaroli
    Direttore della Chirurgia Generale II – Senologica
    ASST Papa Giovanni XXIII
  • Stefano Magnone
    Segretario,  ANAAO-ASSOMED Lombardia
  • F.C.
    Medico

Il contributo di Politerapica

Politerapica su l’Eco di Bergamo questa volta c’è perché il giornale ha ritenuto di pubblicare anche il contributo della nostra struttura – lo scriviamo senza falsa e pelosa modestia – ad un dibattito che si sta dimostrando vivace e attento. Potremmo dire “partecipato”.

Quello che sarebbe potuto essere un pezzo di giornalismo che si sarebbe sommato ai molti altri pezzi di una fatica quotidiana che trova il suo apice nel momento della pubblicazione per iniziare subito dopo il suo stesso declino fino alla morte nel dimenticatoio dei tanti pensieri che ogni giorno vengono espressi… questa volta ha avuto un seguito. Al punto che c’è da sperare che si sviluppi ulteriormente e che possa, addirittura, non limitarsi ad un pur qualificato scambio di opinioni. Vedremo.

Intanto, qui di seguito, l’editoriale e i successivi interventi:

  1. L’Eco di Bergamo – 9.02.2020 – Alberto Ceresoli 1
  2. L’Eco di Bergamo – 9.02.2020 – Alberto Ceresoli 2
  3. L’Eco di Bergamo – 11.02.2020 – Silvio Garattini 1
  4. L’Eco di Bergamo – 11.02.2020 – Silvio Garattini 2
  5. L’Eco di Bergamo – 15.02.2020 – Marinoni, Corna, F.C.
  6. L’Eco di Bergamo – 19.02.2020 – Borra (2° parte), Locati, Magnone
  7. L’Eco di Bergamo – 19.02.2020 – Fenaroli, Borra (1° parte)
  8. L’Eco di Bergamo – 21.02.2020 – Castelli, Intini
29 Febbraio 2020
La digestione spiegata dal Dott. Signorelli su l

La digestione spiegata dal Dott. Signorelli sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo di Domenica 23 Febbraio è affascinante.

12 metri per 30 tonnellate di cibo e 50.000 litri di acqua

Già perchè il Dott. Sergio Signorelli – questo straordinario professionista che, oltre alla laurea, ha conseguito ben tre diplomi di specializzazione in gastroenterologia, medicina interna e geriatria e che collabora come specialista con Politerapica – ci accompagna attraverso un percorso che non immagineremmo mai possa essere così lungo: 12 (dodici, sì: proprio dodici) metri, quanto è lungo il tubo digerente di un essere umano adulto, dal punto di ingresso, la bocca, a quello di uscita, l’ano.

Dodici metri che nel corso della vita di un individuo sono preposti a introitare, modificare, assorbire per quello che serve ed espellere per ciò che non serve nientepopodimeno che 30 tonnellate di cibo e 50 mila litri d’acqua. Tanto si stima sia quello che ingerisce un essere umano nella sua esistenza.

Dodici metri tortuosi e ricchi di tappe, tutte fondamentali per la vita dell’uomo. Dodici metri nei quali si verificano tali e tante azioni e reazioni fisiche e chimiche che neppure nei laboratori di una casa farmaceutica potremmo trovarne altrettante. D’altro canto, già da quando eravamo bambini, ci siamo abituati a sentirci dire che il corpo umano è la maccina più complessa che esista. Ed è proprio così!

Ogni azione e ogni reazione, strettamente combinata con le altre, contribuisce ad un obiettivo fondamentale: tramutare il cibo che ingeriamo in nutrimento ed energia utilizzabile dall’organismo per vivere e per funzionare… e pure per soddisfare la gola, concediamocelo, anche se quest’ultima funzione non trova molto spazio nell’articolo.

Si inizia dalla bocca. Qui già succedono tantissime cose. Sicuramente più di quelle che siamo abituati a immaginare. Non si tratta infatti solo di masticazione, quella funzione che per alcuni è forse l’unica che avviene nel cavo orale per rendere il boccone più picco e poterlo mandare giù. No: già qui cominciano reazioni chimiche importantissime con l’intervento di quell’elemento essenziale che è la saliva. Sì, perché la saliva non serve solo per tenere umida la bocca. La slaiva è il primo dei moltissicmi succhi che il cibo incontrerà durante il suo percorso e che serviranno a modificarlo.

Molte tappe e interazioni

Poi arriva lo stomaco dove, tra movimenti muscolari meccanici e reazioni chimiche, il lavoro è proprio intenso. La potenza dei succhi gastrici nel distruggere batteri nocivi e nello sciogliere le parti più dure del cibo è sorprendente. E mentre questi fanno il loro duro lavoro, c’è la secrezione di muco per proteggere le pareti interne dello stomaco. E molto di più. Come molto di più c’è dall’intervento di fegato e pancreas, due organi vitali per l’organismo perché svolgono funzioni essenziali, senza le quali semplicemente non si potrebbe vivere.

E poi… c’è tutto il lavoro – la somma di lavori, per meglio dire – che viene eseguita incessantemente lungo i 7 metri dell’intestino.

Una catena di montaggio in continua attività che ci permette di usare le sostanze necessarie per vivere. Qui si aprirebbe un altro capitolo, cui il Dott. Signorelli accenna in chiusura del suo articolo: quali siano i cibi che dovrebbero essere preferiti e come li si dovrebbe assumere.

La digestione spiegata dal Dott. Signorelli su l’Eco

La digestione spiegata dal Dott. Signorelli su l’Eco di Bergamo merita di essere letta: può addirittura rappresentare una sorta di vademecum del vivere bene.

Lo potete scaricare qui, in formato .pdf:
Eco di Bergamo – 23.02.2020 – Sergio Signorelli. Digestione – Modificato

Qui, invece, trovate un altro articolo del Dottore su un argomento altrettando importante:
https://www.ecodibergamo.it/stories/la-salute/prevenzione-e-ancheil-tumore-fa-meno-paura_1334056_11/

 

Il Dott. Sergio Signorelli è uno degli specialisti che collaborano con Politerapica – Medicina Vicina. Presso la nostra struttura esegue attività specialistiche di

  • Gastroenterologia
  • Medicina Interna
  • Geriatria

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale, 93.
Per informazioni e appuntamenti, Tel. 035.298468

29 Febbraio 2020
Il Dott. Clarizia di Politerapica racconta la tonsillite

Il Dott. Clarizia di Politerapica – Terapie della Salute ha un livello di preparazione su cui non è il caso di tornare. Lui non ha un curriculum vitae: ne ha due. Il primo, riferito alla sua professione di pediatra e neonatologo. Leggerlo, impressiona per la complessità e importanza delle esperienze maturate. Il secondo, riferito alla sua professione di anestesista e rianimatore con intense attività in ambito pediatrico. Leggerlo, impressiona come il primo, per le stesse ragioni. Messi insieme i due documenti, ne esce l’immagine di un professionista straordinario, unico.

Ottimo professionista, grande umanità

Chi lo conosce, però, sa che questo è solo l’inizio.  I bambini che prende in cura e i loro genitori stravedono per lui. Già, perché ad una preparazione professionale eccezionale, lui unisce altrettanta umanità e attenzione verso i suoi pazienti. Un medico nel senso pieno del termine, competente e umano. Serio e sdrammatizzante. Capace di comprendere le angosce dei genitori – a volte inutili, spesso esagerate – e farsene carico, cercando di ricondurre le preoccupazioni, quando ci devono essere, nelle loro corrette dimensioni.

Un professionista, il Dott. Sergio Clarizia, che riesce a trovare del tempo – sottraendolo ai suoi spazi personali – da dedicare agli altri anche per contribuire all’educazione alla salute. Ovviamente, a titolo assolutamente gratuito.

La tonsillite

Questa volta lo fa raccontando la tonsillite soprattutto nei bambini, in un articolo intervista pubblicato sul numero di Gennaio/Febbraio 2020 da Bergamo Salute. Lo fa con lo stile che gli è proprio: riportando tutto alle sue giuste condizioni.

Inizia, raccontando cosa siano le tonsille a cosa servano, come e perché si ammalino e quali siano i sintomi: “tonsille rosse e gonfie, rivestimento bianco o giallo o macchie sulle tonsille, gola infiammata, deglutizione difficile o dolorosa, febbre, linfonodi ingrossati, una voce graffiante o gutturale, alitosi, mal di stomaco in particolare nei bambini più piccoli, torcicollo, mal di testa, vomito”; specificando che “nei bambini piccoli che non sono in grado di descrivere come si sentono, i sintomi possono includere anche sbavare a causa di deglutizione difficile o dolorosa, rifiuto di mangiare e facile irritabilità”.

Parla poi di quando rivolgersi al pediatra (inutile prima di 24-48 ore dalla comparsa dei sintomi) e di come si curi questo disturbo.

E qui, ancora una volta, emerge il professionista nella sua completezza: spiegazioni chiare, consigli concreti e utili, modalità di gestione del bambino e inutilità di allarmismi o ricorsi scorretti a farmaci. Un paragrafo che merita di essere letto con grande attenzione – come tutto l’articolo! – tanto più che i suoi contenuti sono espressi in modo semplice e chiaro.

Suggerimenti per la prevenzione

Non manca poi una parte dedicata alle “buone abitudini per prevenirla”, tenendo conto che “i germi che causano la tonsillite virale e batterica sono contagiosi” e che “pertanto, la migliore prevenzione è attuare una buona igiene”.

  1. Insegna a tuo figlio a lavarsi le mani accuratamente e frequentemente, soprattutto dopo aver usato il bagno e prima di mangiare.
  2. Insegnali a evitare di condividere cibo, bicchieri, bottiglie d’acqua o utensili. Sostituisci lo spazzolino dopo una diagnosi di tonsillite.
  3. Tieni il bambino a casa quando è malato, per aiutare a prevenire la diffusione di un’infezione batterica o virale ad altri.
  4. Insegna a tuo figlio a tossire o starnutire in un tessuto o, se necessario, nel suo gomito e a lavarsi le mani dopo aver starnutito o tossito.

E quando è necessario toglierle? Anche di questo tratta il Dott. Sergio Clarizia. Leggere il suo articolo vale proprio la pena.

Lo potete scaricare qui:
Bergamo Salute Gen. Feb. 2020 – Tonsillite. Dott, Clarizia.docx
Se preferite, potete trovarlo direttamente su Bergamo Salute, all’indirizzo:
https://www.bgsalute.it/54-2020/3180-tonsillite-come-riconoscerla-e-cosa-fare

 

Per informazioni e appuntamenti col Dott. Sergio Clarizia in Politerapica, si può chiamare il numero di telefono 035.298468.
Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.