Il cancro del colon retto si può battere e prevenire. Anzi, proprio la prevenzione è una delle armi più efficaci per batterlo.
“I tumori del colon-retto si riconducono a stili di vita e familiarità”. Lo afferma il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2022” della AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica, cui si riferiscono tutti i più aggiornati documenti del mondo scientifico e istituzionale italiano nel trattare di malattie oncologiche.
“Fattori di rischio sono rappresentati da eccessivo consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati, sovrappeso e ridotta attività fisica, fumo ed eccesso di alcool. Fattori di protezione sono rappresentati dal consumo di frutta e verdure, carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio e dalla somministrazione di antinfiammatori non steroidei per lungo tempo”, prosegue il rapporto.
Il cancro del colon retto si può battere e prevenire
Stiamo parlando del secondo tumore più frequente in Italia, il terzo nell’uomo e il secondo nella donna. Si stima che nel 2022, nel nostro Paese, le nuove diagnosi siano state 48.100, 4.440 in più rispetto al 2020.
Il cancro del colon-retto, inoltre, rappresenta una delle principali cause di morte per tumore. Si stima che nel 2021, in Italia, abbia causato 21.700 decessi. La sua terapia, quando la diagnosi non è precoce, comprende interventi gravosi che possono produrre effetti pesanti sulla qualità della vita di chi ne è colpito e pure dei suoi cari. Oggi si può curare con risultati incoraggianti. Si stima infatti che nel nostro Paese, siano 513.500 le persone viventi dopo una diagnosi di tumore del colon-retto.
Soprattutto, però, si può prevenire e diagnosticare in modo precoce. Con la prevenzione si può evitare di incorrere nella malattia. Con la diagnosi precoce invece si può intervenire con maggiori possibilità di cura e con metodiche meno invasive. Ma non si sa! Solo così si spiega la scarsa adesione allo screening offerto dal Servizio Sanitario. Tra le persone invitate a parteciparvi, infatti, si stima che solo 3 su 10 aderiscano, come ancora riferisce AIOM nel suo rapporto.
Appuntamento col cancro del colon-retto
Il secondo appuntamento del progetto “Insieme si può. Insieme funziona – 2023” è dedicato al cancro del colon retto. Un cancro terribile contro il quale è possibile fare molto. Come scrivevamo sopra, infatti, disponiamo di armi molto potenti di prevenzione e diagnosi precoce. A cominciare dalla sana alimentazione e dai corretti stili di vita. E disponiamo anche di metodiche di cura molto più efficaci che in passato.
L’iniziativa si tiene in occasione della Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica. Un appuntamento annuale promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per educare le persone alla prevenzione.
Qui il documento di presentazione dell’iniziativa: Cancro del colon-retto – Documento di progetto – 03.03.2023
In programma c’è un incontro/convegno rivolto alla popolazione, in presenza e in diretta streaming, che si tiene Venerdì 24 marzo, alle ore 18,00, presso il Teatro Aurora di Seriate.
Ci sono poi postazioni informative allestite presso Case di Comunità, ASST Bergamo Est, ASST Papa Giovanni XXIII, ATS Bergamo e Humanitas Gavazzeni. Qui i volontari delle associazioni che gestiscono il progetto saranno a disposizione per fornire informazioni e materiale. E anche per distribuire Olio Extra Vergine di Oliva, uno degli ingredienti più rappresentativi della dieta mediterranea e della sana alimentazione.
Le attività di sensibilizzazione sul territorio comprendono anche un intervento di informazione Liceo Federici di Trescore Balneario. E’ inoltre prevista una passeggiata della salute a Clusone con la partecipazione un testimonial di eccezione.
Parte importante dell’iniziativa sono le visite specialistiche di prevenzione e diagnosi precoce e gli incontri di sostegno psicologico. Sono messi a disposizione di uomini e donne gratuitamente con la collaborazione di
- Associazione Amici di Gabry
- ASST Bergamo Est
- Fondazione Angelo Custode
- Humanitas Bergamo
- Politerapica
Cultura della salute per avere cura della salute
Il cancro del colon retto si può battere e prevenire, dunque. Molto però è affidato alla consapevolezza delle singole persone e alle loro scelte. Il punto è saperlo e questa è ancora una questione di cultura. La cultura della salute.
E l’obiettivo del progetto Insieme si può. Insieme funziona – 2023 è proprio quello di promuovere la cultura della salute e, con essa, di favorire prevenzione e diagnosi precoce. E anche corretta presa in carico. Su questo sono impegnati i promotori del progetto che quest’anno prevede nove appuntamenti. Sei associazioni di volontariato impegnate nella salute e una struttura sanitaria privata impegnata nel sociale
- LILT Bergamo Onlus
- ACP – Associazione Cure Palliative
- AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati
- AOB – Associazione Oncologica Bergamasca
- Associazione Amici di Gabry
- Associazione Insiele con il Sole dentro
- Politerapica – Terapie della Salute
E, con loro, sono impegnati i tanti che hanno deciso di sostenerlo col loro patrocinio e con la partecipazione attiva alle sue iniziative
- ATS Bergamo
- ASST Bergamo Est
- ASST Papa Giovanni XXIII
- Humanitas Bergamo
- Fondazione Angelo Custode
- Collefgio dei Sindaci della provincia di Bergamo
- Ambito Territoriale di Seriate
- Comune di Bergamo
- Città di Seriate
- CSV – Centro di Servizio per il Volontariato
L’abbiamo detto pure in TV che la salute è anche psicologica. Sì, perché la salute non è solo fisica. Quella psicologica è altrettanto necessaria e ha la stessa dignità. E deve essere curata con la stessa attenzione.
Lo ha spiegato bene la Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapeuta in Politerapica. Lo ha fatto lo scorso 27 febbraio, ospite di Fattore Bergamo, la trasmissione di Bergamo TV dedicata alla salute. Dodici minuti di dialogo con Alberto Ceresoli, Direttore de l’Eco di Bergamo e esperto di sanità. Dodici minuti per parlare in modo chiaro di un argomento che fa ancora un po’ paura per i pregiudizi da cui è circondato ma che riguarda un aspetto essenziale della slaute della persona.
Qui il video della trasmissione:
Abbiamo detto pure in TV che la salute è anche psicologica
Si va dallo psicologo per stare bene. Così la Dott.ssa Perego ha risposto alle due domande con cui il conduttore ha aperto la trasmissione: Perché andare dallo psicologo? Perché c’è bisogno dello psicologo?
E ricorda che salute non è assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. Questa, infatti, è la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi anche la parte emotiva e relazionale della persona deve stare bene ed essere curata. Lo psicologo aiuta a fare proprio questo. Tanto più che qui non si parla solo di dimensione individuale ma anche di dimensione sociale. Se non si sta bene con sé stessi, anche le relazioni hanno delle conseguenze. Relazioni di coppia, di famiglia, lavorative.
Il diritto a stare bene riguarda tutto l’insieme della persona. Se ci ammaliamo, andiamo dal medico e abbiamo diritto di essere curati. Questo però deve valere anche per il malessere psicologico.
La cultura dell’importanza di chiedere aiuto anche da questo punto di vista sta un po’ cambiando. Rimane ancora lo stigma intorno a questa dimensione della persona. “Dallo psicologo ci va chi è matto”, si pensa ancora troppo spesso. Esiste ancora il pregiudizio.
Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Quali sono le differenze?
E’ utile anche capire quale sia la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Lo psicologo aiuta la persona a prendersi carico della difficoltà del momento e a tirare fuori le proprie risosrse per risolverle.
A volte però le difficoltà non sono riferite solo a qui e ora ma hanno radici nel profondo. Come l’iceberg dui cui si vede solo la parte più superficiale ma in realtà esiste una massa molto maggiore che non si vede. Lo psicoterapeuta aiuta ad affondare un po’ì di più dentro di sé, a vedere le cause della propria sofferenza e a lavorarci. Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha seguito un ulteriore percorso di formazione per potere acquisisre gli strumenti necessari alla sua professione.
Lo psichiatra ha una formazione medica. Si occupa anche lui del benessere emotivo, psicologico e relazionale della persona, anche attraverso il supporto dei farmaci.
La necessità e il diritto di stare bene
Parliamo comunque di tre operatori che devono lavorare insieme, intorno alla perosna, in funzione delle sue necessità, apportando ognuno le proprie competenze e la propria esperienza professionale.
Sono diverse le aree di attività dello psicologo. Si potrebbe dire che parliamo di aree che riguardano l’intera vita della persona. Ansia, depressione, tono dell’umore. Disturbi alimentari o del sonno. Tutta la fascia delle fatiche relazionali. Anche all’interno della famiglia. Anche quelle che riguardano il bambino. E quelle della genitorialità. Poi quelle che riguardano la sfera dell’intimità e della sessualità. Potremmo dire, in generale, tutto quello che non ci fa stare bene.
Perché il punto è proprio questo: ricorriamo all’aiuto dello psicologo quando qualcosa non ci fa stare bene. E lo dobbiamo fare perché è un diritto e una necessità. La necessità di stare bene e di curare la salute psicologica. Quella parte della slaute che ha la stessa dignità e la stessa importanza di quella fisica.
La Dott.ssa Valeria perego riceve in Politerapica, a Serate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468
Viene l’artrosi del ginocchio e sono dolori. Ma ce la possiamo risparmiare. Lo spiega il Dott. Rocco D’Apolito, Ortopedico in Politerapica, su l’Eco di Bergamo. Racconta in modo semplice e chiaro cosa sia l’artrosi del ginocchio che si chiama anche gonartrosi. E che in Italia colpisce un italiano su cinque. Spiega poi perché viene e che disturbi procura. Come si riconosce e come si cura. Soprattutto, però, spiega come si possa prevenire.
Qui si può scaricare l’articolo: L’Eco di Bergamo – 26.2.2023 – Gonartrosi, Dott,. D’Apolito – Def
Artrosi del ginocchio o gonartrosi
“Artrosi del ginocchio e sono dolori”, scrivevamo sopra ed è proprio così.
L’artrosi del ginocchio o gonartrosi è una malattia cronico – degenerativa che produce il progressivo deterioramento dell’articolazione. Comincia così il Dott. D’Apolito. E prosegue precisando che interessa soprattutto la cartilagine articolare. Parliamo del tessuto che riveste le superfici dell’articolazione. La cartilagine permette che le superfici dell’articolazione scorrano in maniera fluida l’una sull’altra. Agisce come una specie di ammortizzatore insieme ai menischi. Come risultato della gonartrosi, si ha quindi un peggioramento delle funzioni dell’articolazione. E questo peggioramento interessa anche le altre strutture all’interno e all’esterno del ginocchio.
Siamo di fronte ad una malattia che può essere più o meno grave. Quando però diventa evidente, le attività della vita quotidiana sono compromesse. Diventa difficile camminare, fare le scale, lavorare. Il primo sintomo è il dolore. Si può presentare dopo una camminata, salendo o scendendo le scale o piegando al massimo il ginocchio. Non è però il solo. Può poi comparire gonfiore, legato ad infiammazione. Il ginocchio, a causa dell’usura delle superfici articolari, può progressivamente deformarsi. Possono presentarsi rumori articolari durante il movimento.
Artrosi del ginocchio e sono dolori. Evitabili però
L’artrosi di ginocchio è legata a diversi fattori di rischio, prosegue il Dott. D’Apolito. Alcuni non sono modificabili mentre altri sì. Tra i primi ci sono la predisposizione genetica, l’età (aumenta con l’invecchiamento), il sesso (è più frequente nelle donne), l’etnia. Tra i secondi ci sono, invece, il sovrappeso e l’obesità, il malallineamento del ginocchio (varo o valgo), attività lavorative usuranti, attività sportive ad alto impatto. Ma anche precedenti infortuni (fratture, lesioni meniscali o dei legamenti crociati), interventi chirurgici e malattie metaboliche.
Limitare o eliminare i fattori di rischio può evitare una malattia che, come abbiamo visto, causa problemi seri. Compresi limiti di movimento.
Il Dott. Rocco D’Apolito è esperto di cura di anca e ginocchio. E come si cura la gonartrosi lo spiega bene. Il trattamento di prima linea per i casi meno gravi è conservativo. Si intende che non è chirurgico ma comprende l’uso di farmaci, terapie riabilitative e fisiche, infiltrazioni intrarticolari.
Per i casi conclamati o avanzati, il trattamento di solito è chirurgico. Quando indicato, è possibile eseguire interventi mini-invasivi di sostituzione articolare. Questi permettono di intervenire sul solo compartimento del ginocchio danneggiato. Si preservano così tutti i legamenti e la parte ossea sana o poco danneggiata dell’articolazione. Per gli altri casi, la scelta ricade sulla protesi totale.
Il Dott. Rocco D’Apolito riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468.
Il Dott. Davide Foresti, chirurgo vascolare, inizia la sua collaborazione con Politerapica. Presso la nostra struttura esegue visite specialistiche e prestazioni di chirurgia vascolare.
Bravo e preparato
Il Dott. Foresti si è laureato nel 2008 all’Università degli Studi di Milano. Presso la stessa Università, ha conseguito il diploma di specializzazione, nel 2014, col massimo dei voti e la lode.
Non era ancora laureato e già si occupava di chirurgia vascolare. Non ha più smesso. Ha cominciato come studente interno e poi medico frequentatore al Policlinico di Milano col Dott. Livio Gabrielli. E ora lavora a tempo pieno presso il Policlinico San Marco di Zingonia col Dott. Roberto Mezzetti.
Nel mezzo, ha maturato notevoli esperienze presso i principali centri lombardi e sempre con maestri di altissimo livello. E’ stato per esempio al Polclinico San Donato col Prof. Vincenzo Rampoldi e poi all’Ospedale Sacco col Prof. Carlo Antona. E non deve essere mai stata una passeggiata anche se lui si è sempre buttato a capofitto nello studio e nella pratica con tutto l’entusiasmo di cui è capace.
Ha acquisito una particolare formazione nella patologia aortica acuta (dissezioni, ematomi ed ulcerazioni) sia a livello toracico che addominale e nella terapia chiurgica ed endovascolare degli aneurismi in questi distretti. Anche nella embolizzazione di vari distretti sia elettiva che in regime di urgenza e nel trattamento endovascolare della trombosi venosa profonda e del varicocele maschile e congestione pelvica femminile.
Il Dott. Foresti – Chirurgo vascolare in Politerapica
Il Dott. Foresti è dunque un professionista bravo, preparato, competente e esperto. Soprattutto, però, è simpaticissimo! E non ci pare, questa, una dote di scarsa importanza per un medico. E’ sempre allegro, solare, aperto e disponibile. Noi che lo abbiamo conosciuto lo possiamo ben dire oltre che apprezzare. Anche nella sua naturale e spontanea capacità di lavorare con gli altri.
Un profesisonista prezioso per una struttura come la nostra che pone molta attenzione alla qualità delle sue prestazioni e al lavoro di équipe. Ancora più prezioso per la sua carica propositiva.
Il Dott. Foresti, infatti, viene in Politerapica, ad eseguire visite e prestazioni specialistiche di chirurgia vascolare, incluse prestazioni di piccola chirurgia ambulatoriale. Ma ci ha già proposto l’introduzione di un paio di novità e noi, con lui, ci stiamo pensando seriamente.
Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.
L’Helicobacter pylori è un batterio che causa gastriti e ulcere. E può causare anche tumori gastrici. E pure malattie fuori dallo stomaco. Siamo di fronte ad un batterio molto particolare, capace di resistere in un ambiente così ostile come è lo stomaco per le cose che non fanno bene.
Giovedì 16 febbraio 2023, il Dott. Sergio Signorelli, Gastroenterologo in Politerapica, è stato ospite della trasmissione “Fattore Bergamo – La Salute” di Bergamo TV per parlare di “Helicobacter pilori, gastrite, ulcera e tumori gastrici”.
Qui il video della trasmissione. Dura tredici minuti circa e non sono proprio tredici minuti sprecati per chi la vuole guardare:
A condurre la trasmissione, come sempre, Alberto Ceresoli, Direttore de l’Eco di Bergamo ed esperto di sanità per il quotidiano.
L’Helicobacter causa gastriti e ulcere. E non solo
Sentiamo spesso parlare di Helicobacter ma non sappiamo bene di cosa si tratti. E’ un germe unico. L’unico che può sopravvivere in ambiente così ostile come è l’ambito gastrico. Lo conosciamo già dall’800 ma solo nel 1983 è stato scoperto che provoca delle lesioni da due ricercatori cui è stato poi assegnato il Premio Nobel.
Parliamo di un germe molto diffuso nella popolazione. Ne sono affetti milioni di persone. Nelle prime decadi di vita, colpisce il 20% delle persone e, dopo i 60 anni, addirittura il 50%. Può provocare malattie gasriche come gastriti e ulcere ma anche tumori. E pure malattie extragastriche.
Sintomi, diagnosi e cura
I sintomi correlati a questo batterio sono dolore e dispepsie. Nei primi anni del 1990 è stato stabilito che è un cancerogeno di primo tipo. Può provocare tumori al sistema linfatico e carcinoma gastrico.
Abbiamo diversi metodi e tutti piuttosto efficaci per riconoscere la presenza di Helicobacter. Dalla gastroscopia con biopsia gastrica, all’esame anatomo-patologico che ci permette di valutare se le eventuali lesioni che ha già prodotto sono benigne o maligne e di che tipo. All’Ospedale Papa Giovanni XXIII si esegue anche un esame microbiologico che testa la resistenza all’antibiotico del batterio per scegliere la terapia più efficace.
Vi sono poi metodi non invasivi per verificare la presenza del germe: dall’esame della feci al breath test o analisi del respiro. E’ altamente sensibile ed è raro che dia falsi positivi.
Una volta trovate il germe, questo deve essere eradicato. Proprio in questi giorni sono uscite linee guida aggiornate sulla terapia per la sua eradicazione. I trattamenti farmacologici che si devono adottare sono piuttosto pesanti, con possibile effetti collaterali piuttosto fastidiosi, perché nel corso del tempo il batterio ha prodotto notevoli capacità di resistenza. La terapia deve essere disegnata su misura della singola persona. Il ciclo terapeutico dura dai 10 ai 15 giorni.
Cause e conseguenze
Siamo di fronte a un’infezione oro-fecale, da cibi o acqua contaminata. Anche per questo, quindi, bisognerebbe lavarsi molto bene le mani. Colpisce prevalentemente in età infantile e scolare (nel 90% dei casi). Una volta guariti è difficile che lo si riprenda e ci si infetti di nuovo perché il sistema immunitario nel frattempo ha prodotto anticorpi efficaci.
Chi è infettato dal batterio ha da 2 a 6 volte maggiori probabilità di sviluppare un tumore. Peraltro, un’alimentazione corretta, la limitazione del consumo di alcool, l’esclusione di fumo, l’assunzione di frutta e verdura e una appropriata attività fisica possono rappresentare un tampone contro la sua insorgenza.
Parlando di ulcere, possiamo dire che il 70/80% sono dovute all’Helicobacter. Il restante 20/30% è dovuto a eccessivo consumo di farmaci come l’aspirina e i suoi derivati, assunzione di alcool, fumo e tutto quanto può produrre acidità gastrica.
I medici di una volta, infatti, dicevano che non c’è ulcera senza acidità gastrica. E l’acidità gastrica è prodotta anche dallo stress che diventa quindi, anch’esso, ccausa di ulcera.
Il Dott. Sergio Signorelli è specialista in Gastroenterologia, Medicina Interna e Geriatria.
Riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468.
Politerapica è anche un centro di riabilitazione. Lo è da sempre e, da sempre, lo è in modo speciale. Da noi, il paziente viene preso in carico e posto al centro dell’attenzione e del lavoro del team.
Non lo raccontiamo mai. Lo diamo un po’ per scontato. Abbiamo invece deciso di farlo. Con l’aiuto della rivista Bergamo Salute che ha pubblicato un articolo di due pagine sul nostro lavoro.
Lo trovate qui: Bergamo Salute – 8.2.2023 – Politerapica centro di riabilitazione – Def
Da noi, lo specialista accoglie la persona che si rivolge a noi e, con lei, inquadra il suo problema. Se necessario, richiede degli esami di approfondimento o il parere di altri specialisti. Poi, propone un piano riabilitativo che fisioterapisti, massaggiatori e infermieri eseguono. Restando sempre in contatto col medico. Verificando con lui, passo dopo passo, come stanno andando le cose. E verificandolo pure con il paziente che rimane il protagonista della sua cura.
Questo succede quando siamo di fronte a problemi della schiena come, per esempio, lombalgia, cervicalgia o ernia del disco. Anche quando i problemi riguardano le articolazioni come anca, ginocchio, caviglia, spalla, gomito. Lo stesso vale quando dobbiamo rimettere in forma dopo traumi e interventi chirurgici. Senza dimenticare la riabilitazione per problemi pelvici.
Lo facciamo con persone di tutte le età. Uomini, donne e pure bambini e adolescenti. E a proposito di bambini e adoloscenti, abbiamo messo a punto un programma molto efficace per il trattamento delle scoliosi in età evolutiva.
Politerapica è centro di riabilitazione per il territorio
Politerapica è anche un centro di riabilitazione, dunque. Questa parte del nostro lavoro si integra con le altre nostre attività. Noi, infatti, siamo anche un ambulatorio multidiciplinare. E anche in questo ambito, siamo un po’ speciali. Offriamo prestazioni specialistiche senza liste di attesa, a costi contenuti, con professionisti di alto livello. E pure qui, il paziente viene preso in carico e seguito da tutto il team.
Da una parte, quindi, il team della riabilitazione e, dall’altra, quello medico-specialistico. In realtà, stiamo parlando di un unico team di professionisti che lavorano insieme, confrontandosi e collaborando, ognuno con le proprie competenze.
Ma torniamo alla riabilitazione. Cos’è la riabilitazione? La riabilitazione è la terapia conservativa, quella che cura senza l’intervento chirurgico. E da noi, in Politerapica, cura tante patologie e tanti disturbi:
- Mal di schiena che comprende, tra l’altro
- Lombalgia
- Lombosciatalgia (la famosa sciatica)
- Cervicalgia (che spesso chiamiamo “la cervicale”)
- Cervicobrachialgia
- Discopatia
- Ernia del disco
- Disturbi e patologie articolari a carico di
- Anca
- Spalla
- Ginocchio
- Caviglia
- Polso (pure il tunnel carpale!)
- Recupero dopo eventi traumatici come
- Fratture
- Lussazioni
- Distorsioni
- Recupero dopo interventi chirurgici come
- Protesi di anca, ginocchio o spalla
- Riduzione chirurgica di fratture o lussazioni
- Intventi oncologici con successivi edemi e linfedemi
- Artrosi, artrite e malattie reumatiche
- Conseguenze di Ictus o di patologie neurologiche degenerative
- Disturbi del pavimento pelvico
La riabilitazione, in Politerapica, si occupa anche di disturbi del bambino e dell’adolescente come
- Disturbi della crescita nel bambino
- Disturbi congeniti nel bambino
- Scoliosi in età evolutiva
La riabilitazione funziona e cura bene
Il Ministero della Salute dice che “la riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, per il completamento delle attività che servono a tutelare la salute dei cittadini”.
Possiamo dire che la riabilitazione è una disciplina che comprende diverse tecniche e metodiche. Il suo obiettivo è quello di portare una persona con difficoltà a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Diremmo anche “a guarire”, posto che sono molti i casi in cui si può parlare di guarigione.
Noi questo lo srimentiamo ogni giorno. Lo scriviamo con soddisfazione. Quella che proviamo tutte le volte che un nostro paziente torna a vivere bene la sua vita.
Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, tel. 035.298468.
Anche Sergio Cascio promuove la prevenzione. Lui lo fa in un modo un po’ speciale. A bordo del suo Apecar, nel 2018, aveva fatto il giro d’Italia. Una tappa al giorno. E ad ogni tappa una sosta per parlare con la gente di cancro e di prevenzione. E adesso, ancora col suo Apecar, un po’ più attrezzato ma sempre rosso fiamma, ha deciso di partire per Capo Nord. No, non è un folle. E’ un vigile del fuoco in pensione e pure un socio della LILT Bergamo che ha deciso di usare questo modo per promuovere la prevenzione non solo sotto casa sua.
Qui il momento della partenza: https://www.youtube.com/shorts/ZlA_YkIvmX0
E se nel 2018, aveva percorso 7.500 chilometri, ora ne percorre 11.000. Allora aveva attraversato le Regioni di Italia. Ora attraversa 18 Stati su e giù per l’Europa. E’ partito alle 9,30 di Sabato 4 febbraio. C’erano i suoi amici Vigili del Fuoco con diversi mezzi. Quando è partito lo hanno salutato con la sirena. C’era la Polizia Locale con diverse auto. C’erano gli amici, quelli della LILT e quelli personali. E non mancavano i suoi cari. Tutti allegri. Anche le nipotine più piccole.
Lo aspettiamo di ritorno l’1 Aprile. Dopo 57 giorni! No, non è uno scherzo. Non è un pesce d’Aprile. Lo aspettiamo davvero. Poi, abbiamo già in programma una cena, tutti insieme, un paio di giorni dopo. Intanto, lo seguiamo, passo, passo, sul sito di LILT Bergamo e sulla sua pagina di Facebook, dove ogni giorno, anche più volte al giorno, ci racconta del suo viaggio. E pure dei suoi inconvenienti!
L’Eco di Bergamo ha dedicato un articolo alla simpatica impresa: L’Eco di Bergamo – 04.02.2023 – ApeCar a Capo Nord per LILT – Def
Anche Sergio Cascio promuove la prevenzione
Già, anche Sergio Cascio promuove la prevenzione e lo fa con queste iniziative un po’ fuori del comune. E raccoglie anche fondi per promuovere la prevenzione. Sì, perché già i soldi raccolti per il viaggio non li spende tutti e quelli che avanzano li dà all’associazione. Poi ci sono quelli che raccoglie per l’interesse che solleva intorno alle sue “gite”. Lui si diverte, bisogna dire. Ha trovato il modo per fare qualcosa qualcosa che gli piace con un risultato utile per tutti.
Sì, perché di prevenzione e di diagnosi precoce non si può mai smettere di parlare. Noi lo sappiamo bene. Noi di Politerapica che siamo tra gli attori del progetto Insieme si può. Insieme funziona. Queste sono le armi più potenti che abbiamo per difendere la nostra salute. Per non ammalarci. Ma per usarle bisogna saperlo. Sapere che ci sono e che funzionano. E pure come si usino. Non possiamo fermarci, dunque. Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione di tutti intorno a questo tema. E Sergio Cascio lo fa. Oltre tutto, lo fa con entusiasmo.
Ha attrezzato il suo Apecar. L’interno ricorda quello dei carri dei film western. C’è il letto, le pentole, il colapasta, il mestolo e la lampadina a anche tanto altro. E poi rimane pure lo spazio per le magliette e i volantini della LILT di Bergamo. E anche per due cose molto preziose. Sì, sono il libro del centenario di LILT nazionale e quello del novantesimo anno di attività di LILT Bergamo che Lucia De Ponti e Giuseppe Chiesa gli hanno affidato perché li consegni alle autorità di Capo Nord.
E’ capace però, se lo incontra prima, di consegnarli a Babbo Natale. E non è detto che non sia meglio, eh?
Foto
Abbiamo parlato di vita e di cura e anche di morte. Lo abbiamo fatto in modo serio e in modo sereno. Con coraggio e semplicità. Lo abbiamo fatto in pubblico, davanti a tutti e con tutti, in presenza e in diretta streaming. Abbiamo parlato di quella fase della vita che inizia quando non ci sono più cure per la malattia. E abbiamo parlato della cura che non è vero che finisce ma che continua in un modo diverso.
E’ stato il 2 febbraio, presso la Sala Lombardia di ATS Bergamo. Qui abbiamo tenuto un incontro più che un convegno. Cura quando non c’è cura. Vita fino in fondo è stato il suo titolo. Il coraggio di esserci, il sottotitolo. Era aperto a tutti. E la partecipazione è stata molto alta. La sala era piena mentre in tanti erano collegati alla diretta. Lo avevamo annunciato come “due chiacchiere sulla vita e la cura oltre la cura“. E così è stato. Perché si può parlare di cose molto serie anche in modo semplice e sereno.
E’ stata un’esperienza intensa. Ricchi i suoi contenuti. Delicato il modo in cui sono stati trattati. Chi lo desidera la può rivedere qui:
Abbiamo parlato di vita e di cura e anche di morte
“Quando finiscono le possibilità di cura per una malattia, non finisce la vita. Inizia una fase nuova, spesso ancora ricca di esperienze, idee, sentimenti ed emozioni. Anche di problemi e sofferenze via, via crescenti che necessitano di essere affrontati e gestiti. Non finisce la cura. Inizia una cura nuova. Che può diventare un’opportunità. Il punto è saperlo. Il tema culturale intorno alla salute è ancora il tema centrale. Riguarda i singoli individui, la comunità, le istituzioni. La Società in tutte le sue componenti e i suoi strati.
Parliamo della cura di una fase della vita che ha piena dignità e che merita di essere vissuta in questa sua pienezza. Da parte di tutti. Con il coraggio di guardare le cose per quello che sono e di esserci. Diremmo, di viverle. E da vivere c’è molto. C’è la cura fisica e quella emotiva. C’è la relazione. Ci sono le molte cose pratiche della vita di tutti i giorni che riguardano la persona malata e chi le sta intorno.
Ma questa fase della vita ci fa paura. E non ce ne prendiamo cura. La deleghiamo ad altri. Da diversi punti di vista e quello medico – sanitario è solo uno di questi. Vivere la parte finale della vita però è ancora esercizio del vivere. Lo è per la persona interessata e per i suoi cari. Lo è anche per la comunità e per il sistema. E c’è molto da fare e molto che si può fare. Per questo ne parliamo”.
Così scrivevamo nel comunicato stampa con cui abbiamo dato notizia dell’appuntamento. E così abbiamo cercato di fare. Abbiamo posto l’attenzione sulla persona e sui suoi cari. Sulla vita dell’una e sulle vite degli altri. E lo abbiamo fatto guardando il tema da diversi punti di vista.
Ne abbiamo parlato in modo ampio
Con noi c’erano il Prof. Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto Mario Negri e la Dott.ssa Paola Savoldelli, Psicologa presso l’Associazione Cure Palliative di Bergamo. C’era poi il Dott. Edoardo Manzoni, Direttore Generale dell’Istituto Palazzolo e la Dott.ssa Laura Mantegazza nella duplice veste di membro della Direzione Sanitaria di ATS Bergamo e di medico palliatore.
C’erano Don Tullio Proserpio, Cappellano dell’Istituto Nazionale dei Tumori e il Notaio Maria Campeggi dell’Associazione Cure Palliative di Bergamo. La Dott.ssa Sara Previtali, medico palliatore presso l’ASST Papa Giovanni XXIII e l’Ass. Marcella Messina, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo e Presidente del Collegio dei Sindaci della provincia di Bergamo.
Un contributo notevole è stato quello di Castigliano Licini, volontario di ACP Bergamo. Non meno notevole quello di Lucia De Ponti, Presidente di LILT Bergamo Onlus.
Insieme, tutti, col coinvolgimento del pubblico e col contributo di persone presenti in sala, hanno offerto una visione globale di un tema che era difficle. Diremmo più difficile per chi ascolta che per chi parla. E per questo, tutti si sono impegnati per parlarne in modo chiaro. Ha aiutato anche la formula adottata per gestire l’evento. Non una sequenza di interventi ma un dibattito tra tutti i presenti. E ci pare che abbia funzionato. Soprattutto grazie a loro e al fatto che avessero idee chiare e capacità di raccontarle in modo semplice e conciso.
Insieme si può. Insieme funziona – 2023
Questo era il primo appuntamento del progetto Insieme si può. Insieme funziona – 2023. Un progetto voluto da sei associazioni di volontariato impegnate in salute e da una struttura sanitaria privata impegnata nel sociale per promuovere la cultura della salute sul territorio e, con essa, favorire la prevenzione e la diagnosi precoce oltre che la corretta presa in carico:
- LILT Bergamo Onlus
- ACP – Associazione Cure Palliative
- AOB – Associazione Oncologica Bergamasca
- AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati
- Associazione Amici di Gabry
- Insieme con il Sole dentro
- Politerapica – Terapie della Salute
Un progetto importante com eimportanti sono gli enti che infatti gli hanno concesso il loro patrocinio:
- ATS Bergamo
- ASST Bergamo Est
- ASST Papa Giovanni XXIII
- Humanitas Gavazzeni
- Fondazione Angelo Custode
- Collegio dei Sindaci della provincia di Bergamo
- Ambito Territoriale di Seriate
- Comune di Bergamo
- Città di Seriate
- CSV Bergamo
Senza contare la collaborazione che hanno poi voluto assicurare:
- Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo
- Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo
Un progetto che quest’anno prevede ben nove appuntamenti. In occasione di ognuno di essi, sono in programma attività di informazione e divulgazioni. Non solo, però. Ci sono anche attività di sensibilizzazione: incontri sul territorio, banchetti informativi, iniziative divertenti. Inoltre, sempre in ogni occasione, sono previste visite di prevenzione e diagnosi precoce messe a disposizinoe dei cittadini.
Abbiamo parlato di vita e di cura e anche di morte
L’incontro è durato un paio d’ore. Ci pare che abbiamo detto molto nel tempo relativamente breve che ci eravamo dati. In molti ci hanno ascoltato e la stampa ha dato molto risalto all’iniziativa.
Documenti
1. Cura quando non c’è cura – Presentazione
2. Cura quando non c’è cura – Comunicato
3. Cura quando non c’è cura – Convegno 2.2.2023
4. Cura quando non c’è cura – Bergamo, Febbraio 2023 – Attività
5. Cura quando non c’è cura – Locandina
Stampa
1. L’Eco di Bergamo – 01.02.2023
2. BergamoNews – 01.02.2023
3. L’Eco di Bergamo – 2.2.2023
4. Corriere Bergamo – 3.2.2023
5. L’Eco di Bergamo – 4.2.2023
Video
A questo link è disponibile una Playlist con diversi contributi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLu2-8BMyaDinW_5eJbaO8FcqhvGCt3Bap:
- videoregistrazione integrale del convegno del 2.2.2023
- sigla di apertura
- intervento a margine dei lavori del Prof. Silvio Garattini: 8 microfilmati
- intervento a margine dei lavori del Dott. Edoardo Manzoni: 4 microfilmati
- intervento a margine dei lavori di Don Tullio Proserpio: 1 microfilmato
- intervento a margine dei lavori dell’Ass. Marcella Messina: 2 microfilmati
- servizio TG Bergamo TV – 31.1.2023
- servizio TG Antenna 2 – 1.2.2023
Foto
Abbiamo parlato di vita e di cura e anche di morte

Il Dott. Sergio Clarizia, Pediatra in Politerapica, lo scorso 16 gennaio 2023, è stato ospite di Bergamo TV per parlare delle infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini. “Fattore Bergamo. La Salute” è il nome della ormai celebre trasmissione, condotta da Alberto Ceresoli, Direttore de l’Eco di Bergamo e esperto di sanità, nella quale il Dott. Clarizia ha parlato di un problema molto diffuso. In particolare, nei primi tre anni di vita. Si stima che in questa fascia di età, ne soffra il 25% dei bambini.
Sono patologie benigne che si curano bene. Non si devono però sottovalutare. Se trascurate, infatti, possono avere conseguenze serie. Il Dott. Clarizia racconta bene cosa sono, perché vengono, come si riconoscono, come si curano e come si prevengono. Sì, perché si possono prevenire e lo si dovrebbe proprio fare. Racconta tutto questo e anche di più in modo semplice e chiaro. Ascoltandolo, ci si porta a casa una specie di libretto di (utilissimo) istruzioni.
Qui il video della trasmissione, andata in onda lunedì 16 gennaio 2023:
Infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini
Si parla di infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini quando ci si trova di fronte ad una serie di episodi ripetuti di infezioni che riguardano l’apparato respiratorio, appunto nei bambini. Si può dire che siamo di fronte a questa condizione quando si manifestano più di 6, 8 episodi in un anno. Stiamo parlando di una patologia benigna che si cura senza grossi problemi ma che può rappresentare un problema di altra natura. Per il bambino, soprattutto in età scolare, che trascorre molto tempo a casa, perdendo scuola e socialità. Per i genitori, perché questa condizione comporta costi sociali non indiffferenti, tenuto conto della necessità di dovere anch’essi stare a casa e non lavorare. Oltre a costi diretti come quelli da sostenere per visite specialistiche e cure.
Le cause sono molte. A partire da quelle individuali. Nei primi anni di vita, il sistema immunitario del bambino non è ancora sviluppato. Poi ci sono le cause ambientali. Scarsa igiene, soprattutto. E il contatto col fumo.Non è necessario essere fumatori per venire a contatto col fumo. E non è neppure necessario essere in presenza di una persona che sta fumando. Il fumo che rimane attaccato ai vestiti è sufficiente.
Soprattutto infezioni virali
Nel 90% dei casi sono infezioni virali e non si devono usare antibiotici. Sarebbe inutile e si farebbe il male del bambino. Sono molti i sintomi. Non devono essere motivo di ansia particolare da parte dei genitori ma non devono essere sottovalutati ed è opportuno consultare il pediatra.
La prima cura, come in molti altri casi quando si parla di salute, è la prevenzione. Igiene delle mani dei bambini e degli adulti che stanno a contatto con loro e evitare di fumare, come già scritto sopra. E poi un’adeguata alimentazione. Efficacia e efficienza del sistema immunitario dipendono molto dall’alimentazione. Da non dimenticare le vaccinazioni contro l’influenza. Il vaccino è sicuro e fa bene. I bambini che soffrono di allergie vanno seguiti con particolare attenzione.
Se poi il bambino si ammala, bisogna aiutarlo a respirare. Aerosol e lavaggi nasali sono il mezzo migliore. Respirare a bocca aperta non fa bene. Anzi, peggiora le cose. Può provocare a sua volta infiammazioni e infezioni. Bisogna quindi liberare il naso. E’ molto importante che il bambino beva tanto. Non deve preoccupare se mangia poco o niente. E’ necessario che sia idratato. Nel bambino, infatti, ogni grado sopra i 37, procura una perdita del 10% di liquidi. E’ poi utile che stia a riposo.
Il Dott. Sergio Clarizia riceva in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93. Per informazioni e appuntamenti, Tel. 035.298468.
Di fibromialgia si sa poco e anche male. Siamo di fronte ad un disturbo in forte crescita di cui non ci sono chiare le cause e che non è così facile riconoscere. Non è neppure facile da curare perché ogni persona che soffre di questo problema è un paziente a sé.
Per proporre un quadro corretto di questa patologia, interviene il Dott. Sandro Lucaccioni, Reumatologo e Fisiatra in Politerapica curando un articolo pubblicato sulla Pagina della Salute de l’Eco di Bergamo.
Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 29.01.2023 – Fibromialgia, Lucaccioni – Def
Di fibromialgia si sa poco e anche male
La fibromialgia è una malattia che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico, provocando dolore diffuso, marcata stanchezza e tensione muscolare eccessiva, spiega il Dott. Lucaciconi. Si tratta di una sindrome dolorosa che tende a essere cronica o che si manifesta a intervalli frequenti. Ne deriva una scarsa qualità della vita che spesso costringe il/la paziente in età lavorativa a numerosi periodi di astensione dal lavoro o al suo abbandono.
Colpisce circa 1,5–2 milioni di italiani. La maggior parte sono pazienti di sesso femminile e sono interessate tutte le età. Non riguarda quindi solo adulti e anziani ma anche bambini e adolescenti. La causa di questa sindrome al momento rimane ignota. I fattori che la possono scatenare sono molti. È però improbabile che questa sindrome sia provocata da una singola causa.
Sintomi pesanti. Non solo fisici
Il sintomo predominante della fibromialgia è il dolore. Di norma, si manifesta in tutto il corpo. Può però iniziare in una sede localizzata, come il rachide cervicale e le spalle, e successivamente diffondersi in altre sedi col passare del tempo. Il dolore viene descritto in una varietà di modi comprendenti la sensazione di bruciore, rigidità, contrattura, tensione, ecc. Un esame dei muscoli rivela la presenza di specifiche aree dolenti.
Circa il 90% dei pazienti riferisce affaticamento moderato o severo e ridotta resistenza alla fatica. Qualche volta la stanchezza è più importante della sintomatologia dolorosa muscolo-scheletrica. I cambiamenti del tono dell’umore o del pensiero sono comuni nella fibromialgia. Molti individui si sentono giù sebbene solo il 25% dei pazienti siano realmente depressi o possano riferire disturbi d’ansia. Spesso riferiscono anche confusione mentale o perdita di memoria.
La diagnosi non è semplice e la terapia deve comprendere l’adozione di diverse metodiche, non solo farmaci. Perché una cosa è certa. Quando si parla di fibromilagia, ogni paziente è un universo a sé e deve essere preso in carico e curato in modo “personalizzato”, sottolinea il Dott. Lucaccioni.
Il Dott. Sandro Lucaccioni riceve in Politerapica, a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti, Tel. 035.298468.