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Categoria: Articoli

24 Gennaio 2022
Il Long Covid non si cura senza lo psicologo

Il Long Covid non si cura senza lo psicologo. Non si può pensare di curare questa sindrome senza curarne la sofferenza emotiva. Questa è una delle conclusioni cui giunge la Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapeuta in Politerapica, sulla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo di domenica 23.1.2022.

Vai all’articolo: L’Eco di Bergamo – 23.01.2022 – Psiche e Covid Perego – Def

Non si può curare il fisico senza occuparsi della mente

Una delle conclusioni, scrivevamo, ma non l’unica, quella cui giunge la Dott.ssa Perego a proposito della cura della sindrome Long Covid. Il ragionamento che propone la Dottoressa riguarda questa malattia ma non solo. Il punto è che non esiste salute fisica senza salute psichica e viceversa. Così come non esiste sofferenza fisica senza sofferenza psichica e viceversa.

Questo è un concetto che Politerapica considera essenziale. Come quello che ne consegue: non prendersi carico della parte emotiva e psicologica della sofferenza sconfina nell’omissione di soccorso. Mente e corpo, infatti, sono indissolubilmente legati e interconnessi tra loro. Su questo punto si sono versati ormai fiumi e fiumi di inchiostro. La medicina occidentale così perfezionata e iperspecializzata non lo può dimenticare. Un paziente affetto da cancro, per esempio, sta male anche emotivamente. E’ inevitabile. Una sofferenza così forte da procurare dolore. E pure da pregiudicare i risultati delle cure fisiche.

Questo vale per il cancro e per ogni altra forma di sofferenza. Lo sanno bene i padri della medicina orientale che dedicano molto tempo alla valutazione della persona nella sua interezza. Compresa la componente psichica ed emotiva. E’ necessario che non lo dimentichiamo noi nella nostra medicina così tecnologica.

Il Long Covid, dunque, non si cura senza lo psicologo

La sindrome Long Covid è la definizione di un insieme di disturbi fisici e, come già detto, emotivi. Tra i  sintomi fisici ci sono fatica, stanchezza, difficoltà respiratoria e dolori. Insieme ai sintomi fisici ci sono quelli di sofferenza della sfera psicologica: depressione, ansia, attacchi di panico, insonnia, disturbi alimentari. Questi, peraltro, possono essere a loro volta causa o con-causa di disturbi fisici.

L’impatto psicologico per le persone che hanno avuto il Covid-19, scrive la Dott.ssa Valeria Perego, è forte durante la malattia ma rimane importante anche dopo. I sintomi che lo caratterizzano, in alcuni casi, definiscono un vero e proprio disturbo post traumatico da stress.

Il trattamento della sindrome Long Covid deve essere multidisciplinare, continua la Dottoressa. Deve cioè prevedere la collaborazione tra diversi specialisti sia per l’aspetto valutativo che riabilitativo. Parla del coinvolgimento di pneumologo, cardiologo, dietologo, fisiatra e dei terapisti che hanno in carico la riabilitazione fisica oltre a quella logopedica. E del team deve fare parte lo psicologo.

A loro è affidato il compito di impostare il percorso di recupero e riabilitazione. Quindi eseguirlo e monitorarlo. Anche con la collaborazione del medico di base.

L’intervento dello psicologo, con gli specialisti, anche a sostegno dei familiari

Nella parte terapeutica, lo psicologo interviene con attività di cura e di sostegno, spiega la professionista di Politerapica. Queste possono proseguire per tutta la durata della riabilitazione. Si tratta di favorire un atteggiamento attivo e positivo del paziente. Bisogna lavorare per ridurre lo stress emotivo e riuscire ad affrontare stati ansiosi o depressivi. Il supporto psicologico è uno strumento utile alla persona che ha vissuto la malattia e anche ai suoi familiari.

Non bisogna poi dimenticare il problema dell’elaborazione del lutto. Questo ha colpito molti, malati e non malati. In diverse situazioni non è stato possibile congedarsi dai propri cari o assistere al loro funerale. Ne è derivata ulteriore sofferenza. Una sofferenza presente nella sindrome Long Covid di chi è stato malato e anche in molti che non lo sono stati.

Nel suo articolo, la Dott.ssa Valeria Perego definisce nel dettaglio la sindrome. Si sofferma poi su un problema che ne fa parte ma che le è anche attiguo. Parliamo dello stress da Pandemia. Un tema che merita di essere seguito con attenzione e di non venire sottovalutato. Stress da Pandemia e sindrome Long Covid, infatti, sono due condizioni con le quali probabilmente dovremo fare i conti per un po’ nel nostro futuro.

 

Eco di Bergamo

 

 

 

 

31 Dicembre 2021
Tamponi molecolari e antigenici in Politerapica

Tamponi molecolari e antigenici in Politerapica, senza prenotazioni, tutti i giorni. Sia al mattino, sia al pomeriggio. Il costo dei tamponi  molecolari è di 50 Euro e quello dei tamponi antigenici è di 15 Euro. L’esito negativo permette di uscire dalla quarantena.

Tamponi molecolari e antigenici in Politerapica

In Politerapica eseguiamo i tamponi molecolari già da Maggio 2020 quando, nel pieno della prima ondata del Covid, risultava difficile trovare disponibilità per questa prestazione. Lo facciamo con Synlab, uno dei più importanti centri europei per la dignostica medica e di laboratorio.

Forniamo un servizio di qualità, in tempi rapidi e a costi contenuti. In questo modo continuiamo ad offrire una risposta ad un’esigenza del territorio che, nel corso del tempo, non è mai calata e che anzi, in alcuni momenti, ha registrato picchi di grossa intensità. L’esito del tampone molecolare può essere scaricato, in modo comodo, dal sito di Synlab. Synlab, peraltro, inserisce l’esito nel fascicolo sanitario del paziente.

Eseguiamo anche tamponi rapidi, quelli antigenici. Con i tamponi rapidi, in caso di risultato negativo, rilasciamo subito il green pass.

Orari flessibili, senza bisogno di prenotazione

L’esigenza di tamponi da parte della popolazione molto alta. Sembra, anzi, che stia crescendo. Abbiamo quindi deciso di dedicare orari ampi e flessibili a questa attività.

Per i tamponi molecolari, le persone possono presentarsi da noi, dal Lunedì al Venerdì, dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 15,00 alle 17,00.Il Sabato, invece, dalle 10,30 alle 11,30. Synlab fornisce il referto in circa 36 o 48 ore. I pazienti possono peraltro richiedere che venga fatto in urgenza.

Per i tamponi antigenici, il servizio è disponibile da Lunedì a Venerdì, dalle 8,00 alle 14,00 e dalle 17,30 alle 20,00. Il Sabato, dalle 8,00 alle 11,00.

Come scrivevamo, non è necessaria la prenotazione anche se chi lo desidera può farla sul sito www.syncoda.synlab.it. Le persone possono venire presso il nostro centro, a Seriate, in Via Nazionale 93, negli orari indicati. E’ probabile che debbano aspettare. Noi mettiamo però tutto il nostro impegno per assicurare l’esecuzione della prestazione.

Lo racconta anche l’Eco di Bergamo:

1) L’Eco di Bergamo – 24.12.2021 – Code per i tamponi – Def
2) L’Eco di Bergamo – 30.12.2021 – Molecolari in Politerapica – Def
3) L’Eco di Bergamo – 09.11.2021 – Tset antigenici in Politerapica – Def

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e contatti, tel. 035.298468.

28 Novembre 2021
Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide. Non sempre, almeno. Non quelle autoimmuni. Possono, per esempio, colpire l’occhio. Parliamo di un argomento delicato. La Dott.ssa Danila Covelli, Endocrinologa in Politerapica, lo tratta in un articolo pubblicato dalla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo del 28.11.2021.

Qui si può scaricare l’articolo: L’Eco di Bergamo – 28.11.2021 – Covelli, Basedow – Def

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Il nome è un po’ difficile ma anche la malattia non è delle più comuni. Oftalmopatia basedowiana o tiroidea. Così viene chiamata l’insieme di segni e sintomi oculari che si possono manifestare in chi soffre di malattie autoimmuni tiroidee. E’ più frequente in caso di ipertiroidismo da Malattia di Graves-Basedow. Può presentarsi però anche in caso di ipotiroidismo associato a Tiroidite di Hashimoto. E’ una malattia rara nelle sue forme più gravi ma un minimo coinvolgimento oculare si rileva fin nel 50% dei pazienti con Malattia di Graves-Basedow.

I suoi principali bersagli sono la congiuntiva, le palpebre e i muscoli oculari. Gli occhi ammalati appaiono sporgenti, gonfi e arrossati e lo sguardo più spalancato.

Disturbi dolorosi e invalidanti

La sensazione di “avere la sabbia negli occhi” e un dolore oppressivo all’occhio sono sintomi molto comuni. Il disturbo più invalidante è quello della visione doppia, o diplopia, conseguenza dell’infiammazione dei muscoli che muovono l’occhio.

Normalmente i segnali luminosi percepiti dai nostri occhi generano ed inviano al cervello due immagini distinte che vengono poi fuse in un’unica. Gli occhi sani, ben sincronizzati nei movimenti, inviano al cervello due immagini molto simili tra loro. Se invece i due occhi non si muovono in modo sincrono, come quando i muscoli sono infiammati, inviano al cervello immagini molto diverse tra loro che non vengono facilmente fuse. Ne deriva la percezione di vedere doppio. La diplopia limita molto l’autonomia del paziente. Per risolverla spesso è necessario un intervento chirurgico.

Cause poco chiare

La Dott.ssa Covelli spiega che l’origine delle malattie autoimmuni non è ancora molto chiara. Spesso si scatenano dopo uno stress in chi ha ereditato un sistema immunitario non perfettamente sano. Ancora meno chiaro è il motivo per cui talvolta la reazione autoimmune non si limita alla tiroide ma coinvolge anche tessuti extra-tiroidei come l’occhio.

Nascono quando il sistema che produce le nostre difese genera per errore anticorpi diretti contro il nostro stesso organismo e, come abbiamo visto, anche la tiroide può essere bersaglio di questi attacchi. Due tra le più comuni malattie autoimmuni sono la Malattia di Graves-Basedow e la Tiroidite di Hashimoto. La prima causa un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei mentre la seconda danneggia il tessuto tiroideo fino a portare alla ridotta produzione di ormoni. Entrambe possoon colpire l’occhio.

Terapia, possibili conseguenze e prevenzione

Un dato positivo è che l’orbitopatia è una malattia che si autolimita. Gli anticorpi che attaccano la tiroide pian piano spariscono e l’infiammazione agli occhi si risolve. La terapia medica limita l’infiammazione e i conseguenti danni. Si basa sulla somministrazione di  farmaci cortisonici per via endovenosa. Oggi, peraltro, si stanno già usando in via sperimentale nuovi trattamenti più specifici e con meno effetti collaterali.

Una volta risolta la fase infiammatoria, non è detto che gli occhi tornino come prima dal punto di vista estetico o funzionale. In questi casi diventa necessario ricorrere alla chirurgia. Prevenzione, diagnosi precoce e terapia adeguata servono a limitare al minimo i danni permanenti e il ricorso agli interventi chirurgici.

Per la prevenzione ci sono alcuni fattori su cui possiamo agire: si deve evitare il fumo di sigaretta e si devono prendere nel modo giusto i farmaci per la tiroide. Per la gestione adeguata della malattia, invece, conclude la Dott.ssa Covelli, ci si deve rivolgere a centri ospedalieri che garantiscano il lavoro in equipe di endocrinologo, oculista, ortottista e chirurgo.

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide

Le malattie della tiroide non si limitano alla tiroide. Come abbiamo visto, saperlo è necessario per affrontarle nel modo migliore e per lavorare alla loro prevenzione.

 

 

Politerapica è a Seriate in Via Nazionale 93.
Per informazioni e prenotazioni, tel. 035.298468.
 

 

25 Ottobre 2021
Tumore alla prostata. Prevenzione ai sacerdoti.

Tumore alla prostata, prevenzione ai Sacerdoti o, meglio, per i Sacerdoti. L’Eco di Bergamo titola così un articolo sulla Pagina della Salute di Domenica 24 Ottobre 2021. Nell’articolo, il giornale riferisce dell campagna in corso per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro alla prostata, dedicata ai preti della Diocesi di Bergamo. LILT Bergamo la sta curando con Fincopp Lombardia e Politerapica. La Curia di Bergamo partecipa alla sua gestione.

Vai all’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 24.10.2021 – Screening prostata diocesi – Def

L’Eco di Bergamo attento a territorio e salute

L’Eco di Bergamo è sempre molto attento a quanto accade sul territorio. Il giornale bergamasco ha la capacità di occuparsi di questioni internazionali e nazionali, di economia, di cultura e di lavoro, senza trascurare la realtà quotidiana delle città e dei centri della nostra provincia.

Riferisce puntualmente e tiene aggiornati i suoi lettori su quanto accade e intorno a loro. Anche sulla salute. Questo è un argomento che segue con cura dalle sue colonne. Gli ha addirittura dedicato una Pagina che in realtà sono due, pubblicata ogni Domenica. La Pagina della Salute è affermata da tempo come riferimento qualificato per tutti. In particolare per i cittadini verso i quali svolge una efficace funzione di educazione alla salute. Educazione e informazione che rendono possibili la cura responsabile di sé insieme all’attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce.  Da qui, poi, la promozione da comportamenti sani e orientati al benessere tra la popolazione.

Tumore alla prostata. Prevenzione ai sacerdoti.

Una campagna per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore della prostata rivolta ai sacerdoti della Diocesi di Bergamo, dunque. Vi possono accedere gratuitamente tutti i sacerdoti dai 50 ai 78 anni di età.

E’ una campagna di prevenzione oncologica. Quello della prevenzione oncologica è un tema molto importante. Lo è soprattutto ora in un momento in cui, a causa della pandemia da Covid, molte delle attività di prevenzione sono state sospese. E’ facile quindi comprendere come Lilt Bergamo, Politerapica e Fincopp Lombardia  abbiano risposto con entusiasmo all’idea, nata durante un colloquio tra il Vescovo di Bergamo, Mons. Beschi, e la Presidente di LILT Bergamo, Lucia De Ponti.

Si sono infatti subito attivate insieme a Don Michelangelo Finazzi, Direttore della Patorale della Salute della Diocesi. Durante l’Estate hanno definito i dettagli della campagna che è ora in pieno svolgimento. Le visite vengono eseguite dal Dott. Oreste Risi e dal Dott. Michele Manica presso la sede di Politerapica, in Via Nazionale 93. I due medici sono esperti specislisti in Urologia. Collaborano da tempo con Politerapice e sono membri di Fincopp Lombardia. Qui fanno parte del suo comitato tecnico scientifico.

Il cancro della prostata

Il cancro della prostata è un tumore molto diffuso. Secondo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, il cancro della prostata rappresenta il secondo tumore più frequente in molti Paesi occidentali. Ogni anno in Italia si registrano circa 37.000 nuovi casi.

24 Ottobre 2021
Gabriele Alari sulle malattie cardiovascolari

Il Dott. Gabriele Alari cura un articolo sulle malattie cardiovascolari e sulle nuove frontiere di cura per queste patologie. Lo ha pubblicato l’Eco di Bergamo sulla Pagina della Salute di Domenica 24 Ottobre 2021.

Qui l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 24.10.2021 – Malattia cardiovascolare, Alari – Def

Sono le malattie più diffuse

Il Dott. Gabriele Alari pone subito l’accento su un punto essenziale. Dice che è ormai noto come le malattie cardiovascolari siano quelle che rappresentano il peso e pericolo maggiore a livello mondiale. In altri termini, queste patologie sono le più diffuse. In Europa, la percentuale di mortalità per cause cardiovascolari raggiunge il 36% del totale dei decessi. Ogni anno ne sono colpite 60 milioni di persone.

Aggiunge poi che gli eventi cardiovascolari più gravi e temuti si verificano a livello del cuore, del cervello, dei vasi periferici sia arteriosi che venosi. Nel cuore si manifestano con infarto del miocardio e scompenso cardiaco. A livello del cervello con ischemia cerebrale, ictus o stroke. Nei vasi arteriosi e venosi, con arteriopatie occlusive degli arti, trombosi venose e trombo embolie polmonari.

E’ necessario prevenire ma è difficile

Gabriele Alari continua con il suo stile diretto e chiaro. Scrive che è altrettanto noto come per queste malattie sia meglio prevenire che curare. Il punto è che la prevenzione non è facile. Si può fare prevenzione solo con un rapporto molto stretto tra medico e paziente. Anche perché i fattori di rischio di queste malattie sono ormai chiari (arci-noti, li definisce il Dott. Alari) e devono essere affrontati con decisione. Almeno quelli su cui si può intervenire.

Parla di età e famigliarità su cui non si può fare nulla. Parla però anche di diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemie, su cui si può agire. Senza dimenticare il fumo e il sovrappeso e la sedentarietà su cui invece si deve agire.

Oggi abbiamo molte più armi contro la nuova pandemia

Il Dott. Alari invita a considerare le malattie cardiovascolari la nuova pandemia, ora che la pandemia da Covid pare in ritirata. Contro di esse però disponiamo oggi di molte più armi che in passato.

Si riferisce all’applicazione di Score di Rischio individualizzati sul singolo paziente, alle nuove molecole di farmaci antidiabetici e alle possibilità curative dell’ipertensione arteriosa. Abbiamo poi i nuovi anticorpi monoclonali e trattamenti combinati anticoagulanti-antiaggreganti piastrinici.

“All’alba di questa nuova pandemia”, scrive Gabriele Alari usando ancora questa espressione, “queste si profilano come le nuove frontiere della prevenzione e del trattamento delle patologie cardiovascolari”.

Gabriele Alari sulle malattie cardiovascolari

Il Dott. Gabriele Alari scrive sulle malattie cardiovascolari con straordinaria competenza. E’ un medico che ha dedicato molti anni della sua vita professionale allo studio e al trattamento di queste patologie. Oggi è un professionista accreditato a livello nazionale. La sua presenza a convegni scientifici è frequentemente richiesta. E’ Segretario della Società Italiana di Medicina Vascolare. E’ stato a lungo Responsabile Regionale Lombardo della Società Italiana di Diagnostica Vascolare.

Da molti anni è Responsabile del Dipartimento di Angiologia e del Centro Trombosi della Casa di Cura Palazzolo, a Bergamo.

Il Dott. Alari è anche un prezioso collaboratore di Politerapica. Presso di noi, esegue visite specialistiche e ecocolordoppler. Coordina poi tutte le attività di angiologia della struttura. E’ uno degli specialisti dell’Ambulatorio Multidisciplinare Acufene.

 

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19 Settembre 2021
Cefalea a quattro italiani su dieci

Più di quattro italiani su dieci soffrono di Cefalea. Politerapica risponde a questo problema con l’apertura dell’Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea. Lo scrive l’Eco di Bergamo nella sua prerstigiosa Pagina della Salute di Domenica 19 Settembre 2021.

Qui è possibile scaricare l’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 19.09.2021 – Annuncio cefalea. Df

Risposta ad un bisogno reale

Una delle possibili risposte ad un bisogno reale delle persone che soffrono di cefalea sul nostro territorio è l’ambulatorio multidisciplinare che Politerapica apre nella sede di Seriate, in via Nazionale 93. Comincia così l’articolo del più importante organo di informazione della provincia di Bergamo. Il paziente è preso in carico come persona, nella sua interezza, dal punto di vista medico e psicologico.

I numeri sono importanti, osserva il giornale. In Italia, la percentuale della popolazione affetta da una qualsiasi forma di cefalea è del 46%. Le forme più frequenti sono la cefalea tensiva, che rappresenta il 42% dei casi e l’emicrania, 11% del totale. I pazienti affetti da cefalea cronica quotidiana, invece, sono pari a circa il 3% del totale.

Non solo i numeri però. Vi è un importante differenza di incidenza tra il sesso maschile e quello femminile, con un rapporto di 1:3. Va infine rammentato che circa il 25% dei pazienti affetti da emicrania sperimenta il primo attacco già in età prescolare.

Patologia complessa, approccio multidisciplinare

L’Eco prosegue spiegando che le cause delle cefalee primarie sono spesso dovute all’interazione tra fattori ormonali, ambientali ed abitudini di vita. E aggiunge che appartengono a questa categoria l’emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo.

E chiarisce che è necessario un approccio multidisciplinare per definire correttamente la diagnosi. Lo stesso approccio è necessario nel corso della terapia. Il neurologo è lo specialista di elezione per questi disturbi. Deve svolgere il suo lavoro con la collaborazione di un team di colleghi che comprenda agopuntore, fisiatra, gastroenterologo e psicologo. Le cefalee infatti producono anche sofferenze sul piano psicologico e relazionale. Queste devono essere affrontate insieme a quelle fisiche.

L’articolo chiarisce che sono tutte figure e professionalità che fanno parte dell’ambulatorio di Politerapica.

Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea in Politerapica

I percorsi diagnostici e terapeutici sono condotti in team dagli specialisti che si confrontano tra loro durante tutte le loro fasi. Le prestazioni sono erogate da professionisti qualificati, senza liste di attesa. con costi accessibili (70 euro sia per le visite specialistiche sia per le prestazioni psicologiche). Questo fa parte del modello Medicina Vicina. Così Politerapica definisce il suo approccio alla persona e al territorio.

L’Eco di Bergamo descrive poi le modalità di lavoro dell’Ambulatorio. Al suo accesso in ambulatorio, la prima prestazione fornita al paziente, è quella del neurologo che coordina l’intero percorso diagnostico e terapeutico. Lo specialista coinvolge gli altri colleghi, richiedendo loro visite e pareri che possono essere integrati con esami strumentali. Il neurologo e gli altri specialisti, in ogni fase del loro lavoro, si avvalgono della collaborazione della psicologo.

Nell’Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea, lo psicologo non interviene solo con attività di sostegno e consulenza. Il suo intervento è previsto infatti in diversi ambiti. Tra questi vi è l’applicazione della tecnica EMDR a scopo terapeutico o di contenimento del disturbo delle cefalee. Vi sono poi il sostegno psicologico al paziente nella gestione della sua patologia e quello alla famiglia.

Più di quattro italiani su dieci soffrono di Cefalea

Più di quattro italiani su dieci soffrono di Cefalea. I numeri sono importanti ma la sofferenza lo è ancora di più. La cefalea pesa notevolmente sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Colpisce l’individuo e la sua cerchia di relazioni. Impatta su benessere e serenità della famiglia. Tocca l’ambito lavorativo, le relazioni coi colleghi, la capacità di concentrazione e il conseguente svolgimento dell’attività professionale.

Chi soffre di cefalea ha bisogno di essere preso in carico per affrontare il suo disturbo. Spesso ne hanno bisogno anche i suoi familiari.

Politerapica – Terapie della Salute risponde a questo bisogno col suo Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea.

 

Politerapica è a Seriate in Via Nazionale 93.
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15 Settembre 2021
Abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi

Sabato 11 Settembre abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi di Synlab in Politerapica. Insieme ad importanti attori della Salute sul territorio. Tutti consapevoli della necessità di mettere a fattor comune l’entusiasmo, le risorse e le competenze di ognuno. E tutti con la volontà di farlo. A tutti è infatti chiaro che solo così si può rispondere in modo adeguato ai bisogni dei cittadini in tema di Salute. Salute nel senso pieno del termine. Quello definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non solo assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psichico e sociale.

Insieme e attenti ai contenuti di ognuno

Abbiamo avuto in sala personalità importanti, in rappresentanza del territorio e degli Enti socio-sanitari della bergamasca. C’era il Dott. Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo e l’Ass. Gabriele Cortesi, Presidente dell’Ambito Territoriale di Seriate nonché Vice Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali della città. Con loro, tre Sindaci: Cristian Vezzoli di Seriate, Simona D’Alba di Pedrengo e Giuseppe Togni di Cavernago. C’erano anche diversi Assessori alle Politiche Sociali: Federica Rosati di Scanzorosciate, Maria Britta di Cavernago e Evelina Mologni di Pedrengo. Sono state presenti anche due importanti Associazioni di Volontariato impegnate nella Salute: LILT Bergamo Onlus con la sua Presidente Lucia De Ponti e Insieme con il Sole dentro con la Presidente Marina Rota e il Consigliere Diletta Di Leo. Non sono manctai alcuni Medici di Medicina Generale e il Segretario Generale della Diocesi di Bergamo, Mons. Giulio Dellavite.

Con noi il Dott. Cosimo Ottomano, Direttore Medico di Synlab e in videocollegamento il Dott. Andrea Buratti, Amministratore Delegato di Synlab.

E ognuno ha avuto da dire cose interessanti per tutti gli altri.

Abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi

Abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi. E’ stata un’importante occasione di incontro e di ascolto.

Tutti sono stati interessati all’intervento del Dott. Cosimo Ottomano,  che è responsabile medico dei laboratori Synlab. Il Dott. Ottomano è una personalità molto nota per le sue competenze e la sua etica preofessionali ma anche per la sua grande umanità. Ha raccontato quale sia il metodo con sui si eseguono le analisi mediche in Synlab. E’ sceso nei dettagli dei processi aprendo ai presenti un mondo affascinante e rigoroso.

Non poteva essere diversamente, peraltro. Durante la pandemia tutti abbiamo imparato a conoscere dell’esistenza di Synlab. Il suo ruolo è stato determinante, in Italia, in Lombardia e, in particolare in provincia di Bergamo, per affrontare una condizione drammatica mai vista prima. Il suo è stato un ruolo efficace ed efficiente, possibile anche con l’adozione di moderni strumenti telematici (la Telepatologia).

Anche l’intervento del Dott. Andrea Buratti era atteso da tutti. Il Dott. Buratti è Amministratore Delegato di Synlab Italia. Ha voluto partecipare per ascoltare e per raccontare. Ha raccontato di Synlab e della sua attenzione al territorio. “Essere un gruppo di grandi dimensioni – ha detto poi – ci permette di fronteggiare una casistica importante che comporta, a sua volta, un incremento della nostra esperienza sul campo; non da meno, la possibilità di far fronte ad importanti investimenti in tecnologie  all’avanguardia è fondamentale per garantire qualità ed eccellenza”.

Il Dott. Giupponi è stato chiaro

Il Dott. Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo, lo ha detto chiaramente. Questo è un evento importante. Qui ci sono attori diversi del territorio, impegnati nella salute. Ci sono strutture sanitarie e enti pubblici. Ci sono associazioni e medici di medicina generale. Sono presenti istituzioni sanitarie. Questo è il modello di lavoro che deve essere adottato in provincia di Bergamo. Soprattutto ora, quando siamo chiamati all’implementazione del PNRR nella nostra provincia. Solo così si può realizzare l’assistenza socio sanitaria del futuro.

Ha riconosciuto a Politerapica di lavorare in questo modo da sempre e ha ringraziato Synlab per esserci state ed esserci. Ha detto poi che questo è quello che dobbiamo continuare a fare. Ognuno è necessario per costruire l’insieme. Le competenze e le esperienze di ognuno sono uhualmente importanti. L’assenza di uno toglie un pezzo al progetto. Non importa se quel pezzo sia piccolo o grande: è un pezzo che contribuisce a realizzare il tutto.

Sulla stessa linea il Presidente dell’Ambito Territoriale di Seriate, l’Ass. Gabriele Cortesi. Si è detto orgoglioso di partecipare all’inaugurazione di un servizio per i cittadini ma soprattutto di essere soddisfatto per un altro progetto realizzato in sinergia tra strutture diverse, nell’Ambito Territoriale di Seriate. Anche lui ha riconosciuto il ruolo di Politerapica nel cercare di lavorare insieme per il territorio.

Hanno avuto valore per tutti gli interventi di Cristian Vezzoli, Sindaco di Seriate e di Simona D’Alba, Sindaco di Pedrengo. Stavamo lavorando insieme e ognuno era protagonista dell’evento. Non è mancato il saluto della Curia di Bergamo portato da Mons. Dellavite che ha proposto una simpatica riflessione sugli angeli della salute.

Il percorso di Politerapica

Politerapica è una struttura sanitaria privata accreditata. Non in convenzione ma accreditata. Accreditata perché ha voluto il riconoscimento istituzionale dell’eccellenza del suo approccio. Alta qualità dei suoi servizi, adeguati ai più elevati standard professionali. E in Politerapica il paziente è al centro dell’attenzione perché da noi l’approccio è quello multidisciplinare.

Non ci fermiamo qui però. Noi crediamo davvero nella responsabilità sociale di impresa. Noi crediamo che Politerapica appartenga al territorio e debba mettere a disposizione del territorio le sue competenze. Lo facciamo in due modi. Andiamo sul territorio a promuovere l’educazione alla Salute tra i cittadini. Lo facciamo cercando e offrendo collaborazione alle Istituzioni del territorio, ai suoi operatori socio sanitari e ad Associazioni di pazienti. Anche ad organizzazioni ed enti privati. Con loro organizziamo eventi di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie gravi o poco considerate.

Stiamo poi attenti ai bisogni dei cittadini in tema di Salute e rispondiamo con progetti adeguati. Anche questi in sinegia con altri Enti. In questo senso, per esempio, abbiamo avviato l’Ambulatorio Multidisciplibnare di Chirugia Pediatrica e quello sugli Acufeni.

In quest’ottica si colloca il Centro Prelievi di Synlab in Politerapica.

Abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi. Politerapica e Synlab

Politerapica e Synlab collaborano da anni. Due strutture che si occupano di Salute lavorano insieme per rispondere alle esigenze del territorio, con l’eccellenza dei loro reciproci approcci. Sinergia, attenzione al territorio e eccellenza, questi sono i modelli di ognuna delle due strutture.

Insieme abbiamo lavorato nel pieno della pandemia. Unendo l’impegno e gli sforzi di ognuno, abbiamo eseguito tamponi Covid in quantità significative, con referti forniti in tempi rapidissimi. Ci siamo ritrovati a lavorare anche di notte. I loro dirigenti e i nostri collaboratori. Siamo rimasti in prima linea e la stampa ha ripetutamente riferito del nostro lavoro.

Ora, insieme, abbiamo avviato il Centro Prelievi di Seriate. Ce ne era bisogno e lo abbiamo aperto. Gli abbiamo dato un’impronta flessibile. Siamo a disposizione degli utenti dal Lunedì al Sabato. Lo siamo per prestazioni convenzionate col Servizio Sanitario e per prestazioni private. Gli utenti possono evitare le code prenotandosi sul sito di Synlab ma possono anche presentarsi spontaneamente in struttura. Siamo aperti a tutti e accogliamo tutti. I referti sono poi rilasciati sul sito e i pazienti non hanno neanche bisogno di venirli a ritirare di persona.

Abbiamo inaugurato insieme il Centro Prelievi

Lo abbiamo inaugurato insieme con un evento corale. Ha rappresentato una tappa di quel lavoro fatto di risorse messe a disposizione da tutti per un lavoro comune che Politerapica facilita da sempre. E’ stato un momento utile per fare il punto insieme di questo percorso. E’ stato anche un punto di partenza per nuovi progetti.

Insieme si può. Insieme funziona.

Copertura mediatica

Il Centro Prelievi di Synlab in Politerapica è evidentemente una notizia di interesse pubblico e Sesaab, il gruppo che esprime i più importanti organi di informazione della provincia di Bergamo l’ha ripresa.

Articolo dell’Eco di Bergamo:
L’Eco di Bergamo – 12.9.2021 – Inaugurazione Centro Prelievi in Politerapica – Def

Servizio Bergamo TV TG:

Immagini

Ass. Evelina Mologni

 

 

 

22 Agosto 2021
Per la coxartrosi non sempre serve il chirurgo

Per la coxartrosi non sempre serve il chirurgo. Lo racconta il Dott. Pietro Agostini in un articolo pubblicato sulla Pagina della Salute dell’Eco di Bergamo.

Vai all’articolo completo: L’Eco di Bergamo – 22.8.2021 – Coxartrosi, Agostini – Def

Pietro Agostini è medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione. Quella specialità spesso definita come Fisiatria. E’ un professionista riconosciuto per la grande esperienza e per l’eccezionale competenza medica. I pazienti lo apprezzano per tutta l’attenzione che dedica loro, a prescindere dal disturbo per cui si rivolgono a lui. Le sue visite sono sempre accurate e pure lunghe! Prende in carico il paziente e non lo abbandona mai. Ad ognuno dà il suo numero di telefono perché lo possano contattare per qualsiasi necessità. E fa lo stesso con i terapisti chiamati ad eseguire i suoi piani di riabilitazione.

Noi di Politerapica lo sappiamo bene. Il Dott. Agostini collabora con noi da sempre. E’ il nostro Fisiatra e pure il nostro Direttore Sanitario. Con lui abbiamo portato la riabilitazione ad altissimi livelli di qualità ed efficacia. Quella dell’anca e quella della colonna, così come quella di qualsiasi altra articolazione e patologia di interesse fisiatrico.

Artrosi dell’anca

Tutti gli esseri umani, col passare del tempo, cominciano a soffrire di artrosi. Questa malattia insorge con l’usura delle cartilagini e del tessuto dei capi ossei di un’articolazione. Quando succede alle ossa dell’anca, si chiama coxartrosi.

Come nelle ossa di altre articolazioni – spiega il Dott. Agostini nell’articolo -, anche i capi ossi dell’anca (testa del femore e acetabolo) sono rivestiti da cartilagine. Questo è un tessuto molto resistente che protegge il tessuto osseo dall’attrito. Tuttavia, un uso prolungato e magari non sempre corretto dell’articolazione può portare al consumo delle cartilagini e, poi, dell’osso che ricoprono.

Facciamo però un passo indietro e parliamo dell’anca, anzi delle anche. Lo facciamo usando ancora le parole di Pietro Agostini.

Le anche – scrive lo specialista – sono due articolazioni fondamentali per le attività della vita quotidiana dell’uomo. Sostengono il peso della parte superiore del corpo, scaricandolo sugli arti inferiori e permettono i loro movimenti. L’anca, o articolazione coxo-femorale, è l’articolazione che unisce l’arto inferiore al tronco. È qui che la testa del femore (osso della coscia di forma sferica), è posizionata all’interno dell’acetabolo. Questo è un incavo (anch’esso a forma di sfera ma cava) nell’osso del bacino. Legamenti, muscoli e capsula articolare contribuiscono alla sua stabilità e alla sua motilità che è notevole, su tutti i piani. È un’articolazione sottoposta a continue sollecitazioni e carichi di lavoro, sia quando si è fermi che quando si è in movimento. Non deve quindi sorprendere che possa andare in sofferenza.

Per la coxartrosi non sempre serve il chirurgo

La coxartrosi procura diversi problemi. Scrive il Dott. Agostini che nelle fasi iniziali i sintomi sono limitati a dolore nella zona dell’inguine e in quella laterale, esterna dell’anca. Insieme a questi può cominciare a presentarsi qualche difficoltà di movimento, in particolare nel fare le scale e nell’alzarsi dalla posizione seduta.

Successivamente i sintomi possono aggravarsi. Possono aumentare il dolore e le limitazioni di movimento. Comincia a diventare difficile
mettere le calze e allacciare le scarpe. Si fa fatica a flettere la coscia e a stingere o allargare l’anca. Se non trattati, i sintomi sono destinati ad aggravarsi, fino a compromettere (anche pesantemente) la qualità della vita.

La terapia conservativa è quella che non prevede intervento chirurgico. Nelle patologie ortopediche, sempre più di frequente, si adotta come prima opzione terapeutica. Nel caso dell’anca, se applicata in modo precoce, permette di posticipare l’intervento di protesi e, a volte, di evitarlo.

La terapia conservativa

Sulla terapia conservativa, le modalità per impostarla e quelle per eseguirla, Pietro Agostini è molto chiaro.

Ai primi sintomi di coxartrosi – scrive – è bene sottoporsi ad una valutazione specialistica. Parliamo di fisiatra o ortopedico. Il medico imposta il piano riabilitativo individuale usando diverse opzioni terapeutiche. Queste devono essere combinate tra loro. Comprendono farmaci antinfiammatori, integratori vitaminici e minerali e terapie fisiche: tecar, laser e onde d’urto. Comprendono anche terapie fisioterapiche manuali o osteopatiche e terapie infiltrative.

Devono essere scelte e applicate in base alle condizioni della persona e della sua patologia. E questo può essere valutato solo dallo specialista. Da quel momento ha inizio un lavoro multidisciplinare. E’ un’attività di équipe che coinvolge gli specialisti di fisiatria e ortopedia e i fisioterapisti. Anche quando diventa necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

Anche quando per la coxartrosi serve il chirurgo

Per curare la coxartrosi non sempre serve il chirurgo, abbiamo scritto. Tuttavia la terapia conservativa può non dare i risultati attesi. A volte, non è indicata. In questi casi, si ricorre alla terapia chirurgica con l’applicazione di una protesi d’anca. La dott.ssa Lelia Rondi, specialista in Ortopedia, lo ha spiegato bene. Lo ha fatto in un articolo pubblicato sulla Pagina della Salute, qualche tempo fa. Non solo! Ha trattato l’argomento anche su Bergamo TV. Era ospite della trasmissione Colazione con Radio Alta.

Anche in questo caso, però, la terapia conservativa è indicata. Lo sottolinea il dott. Agostini. Una persona sottoposta a fisioterapia prima di un intervento ortopedico, può avere un recupero migliore e in tempi più brevi. La fisioterapia migliora la condizione muscolare. Dopo l’intervento, muscoli più tonici e e più elastici lavorano meglio. La riabilitazione è così più rapida ed efficace.

La terapia conservativa deve quindi essere tenuta sempre in considerazione. E’ la prima scelta per diverse patologie ortopediche, tra cui l’artrosi dell’anca. E’ però importante anche per la preparazione del paziente all’intervento chirurgico, quando questo è necessario. Averlo scritto sull’Eco di Bergamo ci permette di raccontarlo al pubblico e (in alcuni casi) anche ad alcuni professionisti.

 

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