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Tag: Presa in carico

17 Gennaio 2022
Un convegno per dare la giusta dimensione al cancro

Il 4 febbraio terremo un convegno per dare la giusta dimensione al cancro. Parliamo della dimensione numerica che si è persa con il Covid. Perché il cancro rimane la seconda causa di morte al Mondo. E parliamo pure della necessità di riaffermare il modo corretto per affrontarlo. A cominciare dalla presa in carico di chi ne soffre. Lo facciamo presso la sede di ATS Bergamo. Siamo in presenza e a distanza per assicurare a tutti di seguire i lavori.

Qui il documento di lavoro: Bergamo Giornata Mondiale contro il Cancro 2022 – Convegno

Una riflessione con chi può fornire un contributo importante

Un convegno per dare la giusta dimensione al cancro. Quella numerica e quella clinica. Soprattutto quella umana. Un momento di incontro e di confronto tra attori diversi che possono incidere in modo significativo sulla vita di chi soffre di questa malattia. E su quella dei loro cari.

Non ci saranno relazioni. Sarà una discussione aperta, durante la quale ognuno porterà il proprio contributo al lavoro di tutti. E saranno contributi di grosso peso. Intorno al tavolo saranno infatti seduti Lucia De Ponti, Presidente LILT Bergamo, con Gabriele Cortesi, Presidente dell’Ambito di Seriate, Massimo Giupponi, Direttore Generale ATS Bergamo e Roberto Labianca, Oncologo. Ci saranno poi Ivo Lizzola, Docente all’Università di Bergamo, Edoardo Manzoni, Direttore Esecutivo Istituto Palazzolo, Marcella Messina, Presidente della Conferenza dei Sindaci di Bergamo, Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapeuta e Tullio Proserpio, Cappellano dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Un contributo speciale sarà quello di Marina Rota che porterà la sua esperienza di paziente e di Presidente dell’Associazione Insieme con il Sole dentro.

Perché sì, il cancro deve tornare ad essere considerato nella sua giusta dimensione. E la persona che ne soffre deve essere sostenuta, accompagnata e curata nel modo corretto, insieme ai suoi cari.

Abbiamo perso la giusta percezione

Per affrontare la pandemia da Covid è stato necessario fare scelte che hanno ridotto anche le risorse a disposizione della lotta contro il cancro. Questa, però, non è stata l’unica conseguenza negativa sulla prevenzione e la cura delle patologie oncologiche. La conseguenza più importante è stata probabilmente l’alterazione della giusta percezione di questa malattia e, quindi, dell’attenzione che vi viene dedicata.

Intanto, si stima che nel 2021, in Italia, i tumori saranno stati la causa di morte per 100.200 uomini e 81.100 donne. Sempre solo in Italia, si stima che vengano diagnosticati circa 377.000 nuovi casi all’anno: più di 1.000 al giorno!

Così, oggi il cancro viene affrontato da un punto di vista chirurgico e farmacologico. A volte in ritardo, come abbiamo osservato, anche se con livelli di cura eccellenti. Ma questa non è ancora la cura della persona malata di cancro e tanto meno la sua presa in carico e quella dei suoi cari.

La presa in carico

In questa condizione di riduzione delle risorse e di perdita della corretta percezione numerica, oltre che umana, è venuta meno la presa in carico del paziente oncologico. Già perché quando parliamo di persona malata di cancro non siamo più di fronte alla sola necessità di cure fisiche.

Mai come in questi casi, infatti, risulta valida la definizione di salute dell’OMS. Salute non è solo assenza di malattia, recita l’Organizzazione, ma stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. Tre condizioni che dopo una diagnosi di cancro sono sempre compromesse. A questa si aggiunge quella della qualità della vita nella malattia e nonostante la malattia. Anche nelle relazioni affettive e familiari.

Di fronte al tumore, è necessario ogni sforzo per sostenere e accompagnare il paziente attraverso l’intero percorso di diagnosi, cura e… vita. E, insieme a lui, accompagnare le persone a lui care.

Un convegno per dare la giusta dimensione al cancro

La presa in carico non può quindi essere solo medica ma deve coinvolgere ogni altra dimensione dell’esistenza e, inevitabilmente, molti altri attori.

Intorno a questo è necessaria una riflessione, a Bergamo soprattutto. Qui, infatti, esistono sensibilità e risorse per un approccio corale, corretto e condiviso intorno ad un argomento così delicato. Ancora di più quest’anno, quando la città ha assunto il ruolo di Prima Capitale Italiana del Volontariato. Un volontariato che in tema di salute, a Bergamo, è particolarmente attivo.

Non solo: Bergamo ha rappresentato la prima linea contro cui si è scatenata la pandemia. Nel suo territorio, popolazione, operatori e strutture sanitarie, enti, istituzioni, volontariato e ogni altra componente del suo tessuto socio-economico hanno affrontato l’impatto di questa terribile crisi. Ne hanno sperimentato tutto il peso.

In nessun altro luogo come qui e adesso, è opportuno affrontare il tema dell’esatta dimensione del cancro, della sua corretta percezione e delle risorse necessarie per affrontarlo. Cominciando dalla presa in carico.

E qui lo facciamo, in occasione della Giornata Mondiale del Cancro 2022 nel modo multidisciplinare e sinergico che noi sappiamo usare.

 

 

Un convegno per dare la giusta dimensione al cancro

 

 

20 Aprile 2021
Ambulatorio Multidisciplinare Acufene

Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico è il nome dell’ambulatorio che Politerapica avvia nella sua sede di Seriate – BG, in Via Nazionale 93. Lo scopo è quello di rappresentare un punto di riferimento sul territorio per i pazienti che soffrono di questo terribile disturbo. Il paziente è al centro delle attenzioni del team che comprende diverse professioni sanitarie

  • Otorinolaringoiatria
  • Angiologia – Medicina vascolare
  • Neurologia
  • Fisiatria
  • Psicologia
  • Fisioterapia

Nell’Ambulatorio il paziente è preso in carico come persona, nella sua interezza, dal punto di vista medico e psicologico. L’otorinolaringoiatra svolge il ruolo di coordinatore del team. All’interno della struttura, si eseguono anche esami strumentali come eco-colordoppler e laringo-faringoscopia.

L’iniziativa nasce dallo stimolo e col sostegno morale di pazienti affetti da questa patologia. L’obiettivo non è quello di proporre soluzioni miracolose che non esistono ma è quello di fornire una valutazione completa e multidisciplinare del disturbo e della sua eventuale cura, attraverso la presa in carico globale della persona.

Acufene

L’Acufene è un disturbo che distrugge l’esistenza di chi ne soffre. Si tratta di un suono continuo, anche di alto volume, che non cessa mai di penetrare nell’orecchio e nel cervello. Penetra nel sonno, lo impedisce, ne abbassa la qualità. Penetra nella giornata, interferisce con ogni relazione, ogni attività, ogni lavoro, ogni pensiero, fino a debilitare, esasperare, sfinire, in alcuni casi fino a condurre a condizioni di squilibrio psico-fisico con conseguenze estreme. L’acufene produce notevoli costi economici e sociali sui singoli, le famiglie e la comunità: riduzione della capacità lavorativa, assenteismo motivato, continuo ricorso al SSN sono alcune delle sue conseguenze.

Un fenomeno numeroso

2.000.000 sono le persone che soffrirebbero di acufene in Italia. Di queste, 50.000 in provincia di Bergamo. Queste sono le stime che erano emerse nel corso del convegno che nel 2015 si era tenuto a Bergamo, presso la sede della ATS. Un numero notevole di individui che faticano a trovare una soluzione. Di acufene non si muore e forse anche per questo, fino ad oggi, non si sono trovate le ragioni della loro origine e, tantomeno, le possibilità di cura. La ricerca scientifica è molto costosa e, in un mondo di risorse limitate, queste probabilmente vengono dedicate a problemi con un impatto più direttamente correlato con la sopravvivenza fisica.

Non sono però solo i pazienti ad essere coinvolti nel peso della gestione di questo continuo rumore nell’orecchio. Con loro ci sono i familiari, gli amici, i colleghi, tutti gli attori del mondo delle relazioni che orbita intorno ad ogni individuo costretto a conviverci.

Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico

Al suo accesso in Ambulatorio, la prima prestazione fornita al paziente è quella dell’Otorinolaringoiatra che coordina tutto il percorso diagnostico e terapeutico successivo. Lo specialista, quando necessario, coinvolge gli altri colleghi, richiedendo loro visite e pareri che possono essere integrati con esami strumentali. L’Otorino e gli altri specialisti, in ogni fase del loro lavoro, si avvalgono della collaborazione della Psicologa. Come per la parte diagnostica, anche quella terapeutica – quando applicabile – può prevedere l’intervento delle diverse specialità medico-chirurgiche, quello psicologico e quello riabilitativo.

L’intervento psicologico può avvenire in diversi ambiti

  • applicazione della tecnica E.M.D.R. a scopo terapeutico o di contenimento del disturbo dell’acufene
  • sostegno psicologico al paziente nella gestione della sua patologia e del percorso terapeutico
  • sostegno alla famiglia

Ambulatorio multidisciplinare acufene – Presa in carico – 13.4.2021
Politerapica – Volantino Acufene 4.2021

Obiettivi importanti

L’iniziativa nasce con obiettivi importanti

  • Diagnosi multidisciplinare
  • Terapia multidisciplinare, dove possibile
  • Presa in carico
  • Presenza di un ambulatorio integrato di riferimento per i pazienti e per il territorio

Medicina Vicina

Le attività dell’Ambulatorio Multidisciplinare Acufene – Presa in carico sono gestite secondo il modello di Medicina Vicina, la nuova idea di salute di Politerapica:

  • prestazioni medico specialistiche erogate da professionisti di alto livello
  • senza liste di attesa
  • a condizioni accessibili
  • al centro dell’attenzione del team multidisciplinare

 

Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti: tel. 035.298468