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Ci conosciamo da molto Gianni.

11 Giugno 2022
Ci conosciamo da molto Gianni

Ci conosciamo da molto, Gianni. Almeno dal 2008. Quell’anno alcuni di noi avevano frequentato il congresso del Team Multidisciplinare del Pavimento Pelvico, a Treviglio. A quel tempo, non sapevamo ancora che il Team Multidisciplinare del Pavimento Pelvico eri tu e il gruppo di professionisti che, con te, a Treviglio, aveva costituito un centro di competenza di fama nazionale e internazionale. Da anni, stavate lavorando intorno al tema dell’incontinenza e delle disfunzioni pelviche. Avevate capito (a voi era chiaro) che si doveva lavorare in équipe.

Un nucleo di eccellenza

Eravate già un nucleo di eccellenza. Tu e Oreste Risi ne eravate il nucleo. Potremmo dire “il cuore”. Con voi c’erano fisiatri, proctologi, altri urologi, altri ginecologi. E i radiologi, gli infermieri, le ostetriche. Quell’anno il convegno aveva una sessione speciale. Per un’intera mattina, la sala dei lavori era collegata in diretta con la sala operatoria. Un congresso di eccellenza, quello di Treviglio. Lo era sempre stato e ha continuato ad esserlo successivamente. Lo era anche quell’anno, ovviamente. Ampio spazio dedicato alla diagnosi, presa in carico e cura dei pazienti con problemi pelvici. Come sempre, una grande focalizzazione alle terapie riabilitative. Ho imparato in quella sede che le linee guida internazionali indicavano la riabilitazione ocme terapia di prima scelta.

In sala operatoria, a presentare gli interventi ginecologici c’eri tu. Si trattava di diversi interventi, ognuno con una tecnica diversa, applicata da un ginecologo diverso. Professionisti italiani e stranieri. E tu, davanti alle telecamere che spiegavi. Sempre con la tua eccezionale pacatezza e chiarezza. Proprio l’opposto di Oreste, in questo. E dopo ogni intervento, c’eri ancora tu a chiedere un commento all’operatore. Ad aiutarlo a spiegare.

A Treviglio avevate creato già da tempo una scuola di straordinario livello.

La scuola

La scuola, Gianni, tu ce l’hai sempre avuta nel sangue. Non ti è mai bastato essere un uro-ginecologo di rara competenza. Sei sempre stato pronto a condividere con gli altri le tue conoscenze. Qui si apre un altro aspetto della tua personalità. Già perché se, da una parte, ti riconoscono tutti una profonda serietà professionale, dall’altra, tutti hanno imparato a conoscere la tua generosità. Sì, non solo quella. Anche la tua cortesia, la tua signorilità, la tua acutezza e pure la tua ironia. Insieme alla capacità di sdrammatizzare.

Ora però stiamo parlando della generosità. Quella che da sempre hai messo a disposizione degli studenti, dei colleghi, degli operatori sanitari nell’insegnamento. L’insegnamento non era la tua professione ma tu non ti sei mai tirato indietro quando si è trattato di trasferire conoscenze e competenze. E non solo nell’ambiente sanitario. Ma quanto sono sempre state colpite da te le persone che partecipavano agli incontri pubblici in cui parlavi tu? Giovani, anziani, uomini e donne, venuti ad ascoltare questa cosa dell’incontinenza. Questa faccenda del pavimento pelvico.

Perché non è per niente facile parlare di cose complicate e pure un po’ scabrose (secondo l’opinione comune) in modo semplice e chiaro. Noi te lo abbiamo visto fare in televisione e in radio, a Bergamo TV, a Colazione con Radio Alta, in Rai. Lo abbiamo visto nelle sale comunali. Tu che ti sei confrontato tante volte con scienziati internazionali e con loro hai discusso di linee guida, tecniche chirurgiche, approcci diagnostici e terapeutici.

Ci conosciamo da molto Gianni

Così noi ti abbiamo conosciuto con diversi cappelli, come si dice. O sotto diverse vesti. Quella del conferenziere e quella del medico che si toglie la sciarpa dal collo e la usa per raccontare alle persone normali come è fatta la forcella del pavimento pelvico. Serio in un caso e nell’all’altro ma capace sempre di adattare il linguaggio e i modi a chi ascolta. Scienziato tra gli scienziati, docente tra i professionisti, divulgatore tra le persone normali, intendendo per normali, qui, le persone che non hanno competenze sanitarie. Lascio poi a te decidere se il non avere competenze sanitarie sia, poi, un indice di normalità. Così, a priori, non mi sentirei di propendere per l’una o per l’altra ipotesi.

Ci conosciamo da molto, Gianni e, come abbiamo scritto sopra, ti abbiamo conosciuto sotto “forme” diverse. Ricordo che sempre nel 2008, mentre frequentavo il reparto di Urodinamica dell’Ospedale di Treviglio per capire prima ancora che imparare cosa fosse come si applicasse la riabilitazione del pavimento pelvico, arevo avuto occasione di incontrarti. A quel tempo (e per un po’ di tempo ancora) mi mettevi in soggezione. Te lo avevo raccontato molti anni dopo. E tu quella volta ti sei messo a ridere. Il fatto è, Gianni che noi possiamo testimoniare che tu in soggezione metti diverse persone. Lo abbiamo sentito più volte. L’ultima da Viviana di Fincopp Lombardia. Hai presente Viviana? Si era rivolta al gruppo per chiedere aiuto intorno ad un problema. Tu l’hai contattata. Lei racconta che l’hai seguita con la tua delicatezza e pazienza. Le hai spiegato con cura e attenzione. L’hai guidata.

Un uomo buono

Quella soggezione procurata dalla signorilità fino al momento in cui si scopre che non si mischia a supponenza. E tu Gianni supponente non lo sei mai stato. Per niente. Possiamo trovare in te mitezza, gentilezza, garbo, anche una certa riservatezza. Possiamo riconoscere la fermezza della competenza, l’attenzione, la professionalità. La serietà con cui si svolge una professione che agisce sulla salute e sulla vita. Ma la supponenza no.

Noi che ti conosciamo da molto, Gianni, abbiamo sempre riso della tua sbadataggine. Quella per le cose meno importanti. Come quando prima di uscire dopo un corso tenuto in Politerapica, a Seriate, ti ricordavi di essere arrivato con il cappotto ma non avevi la più pallida idea di dove fosse e ti aggiravi un po’ smarrito per la sede alla sua ricerca. O come quella volta dei volantini da portare a Palermo. Le cosemarginali non hanno mai occupato la tua ttenzione. Quella l’hai sempre riservata, con la massima cura, alle cose importanti.

Tra queste, le relazioni umane. L’attenzione alla persona. E la tua professione. Medico. Ginecologo. Uro-ginecologo. Noi pensiamo che tu sia un uomo buono, Gianni. Non è un’opinione, sai? E’ la nostra esperienza. Quella cha abbiamo avuto il privilegio di vivere con te.

Ci conosciamo da molto Gianni e ora abbiamo un problema

Ora, Gianni, ci restano molte cose da fare. Non possiamo certo pensare che cessi il lavoro del Team Multidisciplinare del Pavimento Pelvico. Neppure quello di Fincopp Lombardia. Non possiamo smettere di occuparci di incontinenza e disfunzioni del pavimento pelvico. Di lavorare perché questa condizione esca dal cono d’ombra della vergogna e da un malinteso senso del pudore che impedisce di affrontarla per quello che è.

Non possiamo smettere di lavorare per dare dignità alle persone che soffrono di questi disturbi. E per fare in modo che finalmente siano affrontati per quello che sono. Soprattutto perché – come tu stesso hai sempre detto – stiamo parlando di condizioni che possono essere curate e trattate. In molti casi, addirittura prevenute. Dobbiamo continuare a raccontarlo alla gente, alle Istituzioni. In molti casi, anche ai professionisti sanitari. Non possiamo, GIanni, capisci?

Il punto è che però ci servi tu. Ci sono figure che non sono così facilmmente sostituibili, Gianni. Qui continua a servirci la tua preparazione, la tua attenzione e la tua sensibilità. Diciamo pure la tua acutezza. Nelle ultime riunioni del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico di Fincopp Lombardia, sei stato tu a tirare fuori idee tanto semplici da apparire ovvie ma cui nessuno era arrivato.

Gianni, ci servi. Come sempre. Non puoi smettere di darci una mano.

Ci conosciamo da molto Gianni e ci hai dato tanto

Ci conosciamo da molto Gianni e ti abbiamo visto, sai?

Ci conosciamo da molto Gianni e ci consideriamo privilegiati.
Un abbraccio da tutti noi.