Politerapica: Cancro della pelle e chirurgo plastico: <br/> Dott. Andrea Lisa

Cancro della pelle e chirurgo plastico:
Dott. Andrea Lisa

Cancro della pelle e chirurgo plastico:
Dott. Andrea Lisa
0 12 Agosto 2019

“Cancro della pelle e chirurgo plastico. Una questione non solo estetica”.

L’articolo che segue sul cancro della pelle – il primo tumore negli uomini e il secondo nelle donne, dopo quello della mammella – è stato messo cortesemente a disposizione dal Dott. Andrea Lisa, Chirurgo Plastico e Ricostruttivo

Il Dott. Lisa è stato allievo di Marco Klinger, uno dei nomi più prestigiosi a livello internazionale nella Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Direttore di Cattedra Universitaria e di Unità Operativa. Nel corso della sua formazione, ha trascorso periodi di studio e affiancamento presso diverse strutture straniere, in Finlandia, Australia, Svezia e Gran Bretagna.

Durante il percorso formativo si è occupato anche di attività scientifica, svolgendo molti lavori di ricerca pre-clinica e clinica nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva, estetica e rigenerativa, ed è autore di più di 30 pubblicazioni di rilievo internazionale.

Attualmente, il Dott. Lisa occupa il ruolo di Dirigente Medico presso l’U.O. di Chirurgia Plastica dell’IRCCS Humanitas di Rozzano: http://www.humanitas.it/medici/andrea-vittorio-emanuele-lisa e collabora con Politerapica – Medicina Vicina, dove esegue visite specialistiche e interventi di piccola chirurgia ambulatoriale di chirurgia plastica e ricostruttiva.

________________________

La patologia oncologica cutanea: il ruolo del chirurgo plastico

Dott. Andrea Lisa
Medico Chirurgo – Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva

 

Il progressivo aumento della vita media e le mutate abitudini della popolazione, in particolare l’esposizione alla luce, sia naturale che artificiale (es. lampade abbrozzanti), hanno portato negli ultimi vent’anni ad un significativo aumento dell’incidenza di neoplasie cutanee di origine sia epiteliale (cellule della pelle) che melanocitaria (cellule che conferiscono la pigmentazione alla pelle).

I tumori cutanei maligni non melanocitari sono in assoluto i tumori più frequenti nei maschi, con incidenza pari a 120 casi su 100.000 abitanti nell’anno 2017 in Italia ed al secondo posto, dopo il tumore della mammella, nelle femmine con incidenza pari a 90 casi su 100.000 abitanti l’anno in Italia. I più comuni sono i carcinomi basocellulari – detti anche basaliomi – che rappresentano il 70-80% di tutti i tumori cutanei maligni non melanocitari. Meno comuni ma più agggressivi i carcinomi spinocellulari – o spinaliomi – sono gravati da una maggiore mortalità a causa della loro capacità di metastatizzazione, ovvero diffusione a distanza, seppur rara.

I principali fattori di rischio sono l’eccessiva e la cumulativa esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto UV-B, naturale e artificiale. Altre cause meno frequenti sono: la riduzione del sistema immunitario a causa farmacologica o secondaria a malattia, l’esposizione a derivati del petrolio, a diossine, a pesticidi, a radiazioni ionizzanti; ed ancora: malattie genetiche ereditarie come albinismo, xeroderma pigmentoso e sindrome del nevo basocellulare.

Tra le misure più efficaci da adottare per far fronte a questo vasto problema in crescita, c’è sicuramente la prevenzione dell’esposizione ai raggi UV sin dall’infanzia. Il medico dovrebbe incoraggiare ad evitare i centri di abbronzatura, a ridurre al minimo le attività all’aperto tra le 10 del mattino e le 3 di pomeriggio e, in caso di esposizione solare diretta, ad usare fattori di protezione solare totale con protezione ad ampio spettro UVA/UVB. Il riscontro tempestivo (diagnosi precoce) di lesioni piccole in fase precancerosa (prima che si manifesti la malattia conclamata) permette l’utilizzo di modalità di trattamento meno invasive, con alti tassi di guarigione e bassi tassi di morbilità; per questo è consigliato uno screening dermatologico annuale.

I quadri clinici sono estremamente variabili, tuttavia qualsiasi lesione a decorso torpido (che non guarisce spontaneamente), localizzata in aree esposte al sole (volto e arti), deve destare sospetto. Il carcinoma squamocellulare o spinalioma può esordire come una papula  – lesione elementare della pelle o delle mucose, rappresentata da un piccolo rilievo solido di forma, colore e consistenza variabili – o placca arrossata, con superficie desquamante o crostosa a possibile evoluzione nodulare, a volte con superficie che ricorda una verruca. In alcuni casi, la maggior parte della lesione può svilupparsi sotto il livello della pelle circostante.

Nei casi dei carcinomi basocellulari o basaliomi la lesione esordisce come una papula lucida, che si accresce lentamente, e, dopo pochi mesi o anni, presenta un margine lucido e perlaceo, possono essere visibili piccoli vasi sanguigni sulla superficie e con una depressione o ulcerazione centrale. La formazione di croste o un sanguinamento ricorrente non è insolita. Spesso, i carcinomi possono alternare la formazione di una crosta a un’apparente guarigione, riducendo così, in modo ingiustificato, l’attenzione di medico e paziente sull’importanza della lesione.

Le modalità di trattamento sono varie e dipendono dalle caratteristiche del tumore, dall’età, dalle condizioni cliniche del paziente, dalle sue preferenze e da altri fattori. Le modalità di trattamento più comuni sono: la diatermocoagulazione e curettage, la rimozione chirurgica, la crioterapia, la radioterapia, la chirurgia di Mohs, il 5-fluoruracile topico e la terapia fotodinamica. L’asportazione chirurgica, che offre il vantaggio di un controllo istologico, viene solitamente eseguita in caso di tumori più aggressivi o situati in sedi ad alto rischio oppure per ragioni estetiche. L’escissione chirurgica può essere eseguita in ambulatorio in pazienti selezionati per lesioni che non abbiano dimensioni eccessive in pazienti senza comorbilità che necessitino un ricovero in day hospital.

Il ruolo del chirurgo plastico nella gestione di questa patologia frequente è dirimente (risolutivo) sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico. Un approccio chirurgico corretto consente di rendere la cicatrice pressochè invisibile senza perdere in radicalità dell’asportazione della lesione. Il chirurgo plastico conoscendo tecniche ricostruttive più fini quali l’utilizzo di lembi e innesti è in grado di minimizzare l’impatto della lesione.

In conclusione, i tumori cutanei non melanocitari sono una patologia frequente che necessità di un un approccio sofisticato da parte di un team che si coordini in cui il ruolo del dermatologo e del chirurgo plastico sono essenziali.

_________________________

Il Dott. Andrea Lisa esegue visite specialistiche e interventi di piccola chirurgia ambulatoriale in Politerapica.
Politerapica è a Seriate, in Via Nazionale 93.
Per informazioni e appuntamenti: tel. 035.298468.