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E’ morto Don Edoardo Algeri
Lo salutiamo e lo ringraziamo

4 Agosto 2019

E’ morto Don Edoardo Algeri, lo salutiamo e lo ringraziamo: per noi di Politerapica, l’incontro con lui è stato un regalo.

Lo abbiamo conosciuto nella Primavera del 2011, Don Edoardo Algeri. Lui, prete e psicologo, capace di fondere le due condizioni in una sintesi di umanità, carità e professionalità (sì, la possiamo chiamare così) fuori dell’ordinario ma sempre radicata nei valori cui faceva riferimento.

Stavamo preparando uno dei nostri convegni pubblici, quelli con i quali, ci siamo da sempre posti l’obiettivo di proporre ai cittadini una visione integrata e multidisciplinare (approccio che a lui piaceva tanto e, forse, anche per questo, ci siamo da subito piaciuti) di un tema legato ad aspetti sanitari e sociali. Quella volta volevamo proporre un approfondimento sull’anziano come patrimonio e risorsa della comunità. Annaspavamo un po’ nel cercare di mettere correttamente a fuoco l’argomento. Ci aiutò lui con quella lucidità e capacità di visione che avremmo imparato a conoscere bene. Ne venne fuori un convegno di così alto valore che l’Eco di Bergamo vi dedicò più di mezza pagina.

Già, perché lui, Don Edoardo, era placido, pacato, accogliente e pacioso ma quando iniziava a parlare veniva fuori tutta la sua straordinaria puntualità e ampiezza di veduta. Focalizzava il punto, lo sviluppava e poi era capace di fare collegamenti che lasciavano a bocca aperta: non li avremmo neppure immaginati, non saremmo stati capaci di farlo ma aveva ragione lui. Una visione concreta che però spaziava nel prima e nel dopo, nel contesto più prossimo e in quello più ampio.

Così, nel tempo, quando ci lasciava pazientemente abusare della profondità del suo pensiero e della sua competenza, abbiamo continuato a imparare da lui e, col suo determinante contributo, impostato e gestito alcuni dei nostri convegni di maggiore successo.

Lo incontravamo in Curia o al Consultorio del Conventino. Gli avevamo già detto qual era il tema su cui avevamo bisogno del suo aiuto e lui cominciava a parlare, a ruota libera, con una facilità estrema, sia che l’argomento riguardasse il bambino appena nato, il legame madre figlio, il ruolo antropologico di una nuova vita, sia che riguardasse il bambino che fa la pipì a letto e il suo rapporto col proprio corpo in crescita e con la vita davanti a sé, sia che riguardasse l’anziano, il senso della finitudine, il ruolo della riconsegna.

Dette così, queste cose, appaiono difficili. Don Algeri sapeva però rendere estremamente chiari concetti complessi e aprire squarci di comprensione in chi lo ascoltava. Anche se ascoltarlo, per noi, era faticoso: difficile riuscire a seguire la velocità del suo pensiero. Ci veniva male alla mano nell’inseguirlo, prendendo appunti su ciò che ci diceva e non perdere quel concentrato di sapienza che ci stava trasferendo. E che sapeva così chiaramente trasferire anche in pubblico, quando partecipava come relatore ai nostri convegni aperti soprattutto a cittadini, a persone semplici, a “non addetti ai lavori”.

Sul “furto” delle sue parole (lo avevamo definito così e lui ci rideva sopra e nella sua modestia, ringraziava per l’importanza che gli attribuivamo) abbiamo realizzato diverse attività. Se avevamo dubbi, lo chiamavamo. Ci rispondeva da Bergamo, da Roma, dall’Estero. Ovunque fosse, in una pausa dei suoi moltissimi impegni, riusciva a trovare uno spazio di tempo da dedicarci. Allora iniziavano chiacchierate che spesso andavano oltre la ragione per cui lo avevamo chiamato. E questo ci ha permesso il privilegio di conoscere un uomo onesto, capace di guardare le cose per quello che sono, capace di una visione laica degli eventi del mondo e pure della Chiesa che amava tantissimo ma che sapeva osservare con sguardo lucido e consapevole anche nei suoi limiti.

E’ morto Don Edoardo Algeri. Certo, è strano ma forse neanche tanto che oggi, di fronte alla sua morte, non sentiamo un senso di vuoto. Da Don Edoardo abbiamo ricevuto molto e di quel molto ci sentiamo umanamente e professionalmente nutriti. E anche questo fa parte del tanto che ci ha dato: la possibilità di sentirci capaci di continuare percorsi intrapresi insieme.

Lo ricordiamo con gratitudine ma anche con serenità. Addirittura con allegria, invidiandogli quel sottile senso di autoironia che non gli mancava mai.

Lo ricordiamo e gli rendiamo omaggio, condividendo tre documenti. Sono le presentazioni di tre nostri convegni. Ognuna è “rubata” da lui, intrisa delle sue parole e del suo pensiero:

Bergamo, 28.6.2012 – “Mamma ho bagnato il letto!” L’enuresi notturna: un disturbo non solo fisico che si affronta, che si supera

Bergamo, 18.10.2012 – E’ nato e ora si torna a casa. E’ adesso che si comincia – Riflessioni un poco azzardate – 1

Seriate, 27.11.2017 – L’Anziano. Protagonista della rete

Lo ricordiamo condividendo anche uno dei tanti articoli che gli ha dedicato l’Eco di Bergamo, nel quale sono raccolte alcune delle molte testimonianze di chi lo ha conosciuto:
Eco di Bergamo – 4.8.2019 – Ricordo di Don Algeri – Completo.docx