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Tag: Emicrania

16 Settembre 2021
Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea in Politerapica

Politerapica apre l’Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea nella sua sede di Seriate, in Via Nazionale 93. E’ ancora una risposta ad un bisogno reale delle persone che soffrono di questi disturbi sul nostro territorio. La cefalea cronica è un problema molto serio. Il Parlamento Italiano l’ha definita malattia sociale con la legge 24 luglio 2020 n. 81. Bisogna poi osservare che la cefalea è una condizione patologica che colpisce adulti e bambini.

L’Ambulatorio prende in carico il paziente come persona, nella sua interezza, dal punto di vista medico e psicologico. A disposizione della persona mettiamo servizi di Diagnosi e Terapia multidisciplinare. A disposizione del territorio mettiamo la presenza di un ambulatorio con competenze integrate per i cittadini.

Qui il documento di programma del progetto, con dettagli sulle prestazioni, modalità, e obiettivi: Ambulatorio Multidisciplinare cefalea – 20.8.2021

La cefalea

La cefalea è un dolore che interessa la regione cranica e può comparire come patologia primaria o secondaria a un altro disturbo. Si parla di cefalea primaria quando il mal di testa è un disturbo a sé stante, non causato da altre condizioni patologiche. Si parla di cefalee secondarie quando il mal di testa è un sintomo di un’altra condizione patologica. Le cefalee sono inoltre classificate in episodiche (attacchi sporadici, con frequenza inferiore a 15 giorni al mese) o croniche (attacchi con frequenza superiore ai 15 giorni al mese).

Dimensioni del fenomeno

In Italia, la percentuale della popolazione affetta da una qualsiasi forma di cefalea è del 46%. Le forme più frequenti sono la cefalea tensiva, che rappresenta il 42% dei casi e l’emicrania, 11% del totale. I pazienti affetti da cefalea cronica quotidiana, invece, sono pari a circa il 3% del totale. Vi è un importante differenza di incidenza tra il sesso maschile e quello femminile, con un rapporto di 1:3. Va infine rammentato che circa il 25% dei pazienti affetti da emicrania sperimenta il primo attacco già in età prescolare.

Cause, diagnosi e terapia

Le cause delle cefalee primarie sono spesso dovute all’interazione tra fattori ormonali, ambientali ed abitudini di vita. Appartengono a questa categoria l’emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo.

E’ necessario un approccio multidisciplinare per definire correttamente la diagnosi. Lo stesso approccio è necessario nel corso della terapia. Il Neurologo, specialista di elezione per questi disturbi, deve potere fare affidamento su un team di colleghi che comprenda: Agopuntore, Fisiatra, Gastroenterologo e Psicologo. Le cefalee infatti producono anche sofferenze sul piano psicologico e relazionale. Affrontarle diventa necessario ai fini della cura.

Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea in Politerapica

L’ambulatorio dispone di competenze e servizi multidisciplinari: Neurologo, Gastroenterologo, Fisiatra, Agopuntore e Psicologo. Con loro collaborano tutti gli altri specialisti e operatori sanitari di Politerapica, secondo le necessità.

I percorsi diagnostici e terapeutici sono condotti in team dagli specialisti che si confrontano tra loro durante tutte le loro fasi. Il coordinamento dell’attività è affidato al Neurologo.

Accesso, valutazione e cura

Al suo accesso in Ambulatorio, la prima prestazione fornita al paziente, è quella del Neurologo che coordina l’intero percorso diagnostico e terapeutico successivo. Lo specialista coinvolge gli altri colleghi, richiedendo loro visite e pareri che possono essere integrati con esami strumentali. Il Neurologo e gli altri specialisti, in ogni fase del loro lavoro, si avvalgono della collaborazione della Psicologo. Come per la parte diagnostica, anche quella terapeutica può prevedere l’intervento delle diverse specialità medico-chirurgiche e quello psicologico.

Sostegno psicologico

L’intervento dello Psicologo può avvenire in diversi ambiti. In ambito terapeutico con l’applicazione della tecnica E.M.D.R. a scopo terapeutico o di contenimento del disturbo delle cefalee. Nell’ambito del sostegno, rivolgendosi al paziente nella gestione della sua patologia e del percorso terapeutico. Naturelmente anche nel sostegno alla famiglia.

Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea in Politerapica

L’Ambulatorio Multidisciplinare Cefalea in Politerapica è attivo da subito. I pazienti possono già contattare Politerapica per fissare appuntamenti o per chiedere informazioni. La Segreteria di Politerapica è disponibile al numero 035.298468.

 

16 Settembre 2021
Perché il fisiatra per curare le cefalee

Perché occorre l’intervento del fisiatra per curare le cefalee. Quando e come come questo specialista interviene nel trattamento di questa patologia.

L’articolo che segue ci è stato messo cortesemente a disposizione dal Dott. Pietro Agostini, medico chirurgo, specialista in Fisiatria, Medicina Fisica e Riabilitativa.

Il Dott. Agostini collabora con Politerapica – Terapie della Salute nell’ambito del progetto Medicina Vicina. Qui svolge visite specialistiche e definisce progetti riabilitativi individuali per pazienti con sofferenze a carico dell’apparato locomotore: muscoli, ossa, articolazioni. Soprattutto, si occupa di problemi a carico del rachide, anche di quello cervicale. Partecipa poi attivamente agli Ambulatori Multidisciplinari per la presa in carico globale dei pazienti.

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Perché il fisiatra per curare le cefaleee

La cefalea è una condizione complessa. Le sue cause sono diverse e spesso non sono neppure uniche, come nel caso della cefalea di tipo tensivo.

Siamo di fronte ad una patologia e allo stesso ad un sintomo di altre patologie. Uno stato che può essere affrontato in modo efficace da un team multidisciplinare. Nel team, insieme al neurologo che ne è il leader, operano altri professionisti. Tra questi, il fisiatra, il gastroenterologo, lo psicologo, il fisioterapista.

Il fisiatra

Perché occorre l’intervento del fisiatra per curare le cefalee? Il fisiatra è il medico specialista in medicina fisica e riabilitativa. Il suo ruolo nell’indagine diagnostica e nella terapia della cefalea è importante. In particolare, il suo intervento è necessario quando siamo di fronte a cefalea muscolotensiva. In questo caso il fisiatra è il primo a dovere intervenire dal punto di vista terapeutico.

E’ utile però l’intervento del fisiatra anche in tutti gli altri tipi di cefalee. In questi casi, la sua funzione è audiuvante. La terapia da lui prescritta riduce gli effetti sulla muscolatura occipitovertebrale, cervicodorsale e cingoloscapolare derivanti dalla cefalea primaria. Parliamo di effetti che, a loro volta, diventano causa di peggioramento della cefalea che li ha prodotti. Possiamo trovarci di fronte, in questo caso, ad un circolo vizioso. La cefalea produce irrigidimento muscolare e l’irrigidimento aumenta il dolore.

Come abbiamo detto, il neurologo coordina il team multidisciplinare che si occupa di cefalea. Tra questi anche il fisiatra. A lui il neurologo indirizza le cefalee muscolotensive che possono beneficiare delle terapie fisioterapiche eventualmente combinate con quelle farmacologiche. Negli altri casi, il neurologo trova nel fisiatra un’alleanza terapeutica per diminuire i sintomi degli effetti della cefalea. Può così spezzare il circolo vizioso che si può venire a creare.

Cefalea muscolotensiva

Abbiamo detto che la cefalea è una condizione complessa che può derivare da diverse cause. Una delle cefalee più frequenti è la cefalea muscolotensiva che può derivare anch’essa da diverse cause. Tra queste, possiamo citare stress, errata postura o postura retratta, attenzione protratta, lettura protratta, visione fissa protratta. Parliamo di condizioni del vivere quotidiano che potremmo controllare quando ne avessimo consapevolezza. Ovviamente, anche quando ne conoscessimo il modo corretto.

Questa patologia deve essere indagata per escludere cause anatomo-funzionali. Tra queste vi sono, per esempio, ernie e artrosi cervicale. Può poi essere trattata con beneficio con l’uso di miorilassantio centrali o periferici. Per questo si può ricorrere anche ad integratori quali il magnesio e triptofano. In associazione si applicano terapie manuali quali massaggio terapeutico decontratturante e rilassante. Se necessario, si possono utilizzare anche terapie fisiche come ultrasuoni o tecar.

Le atre cefalee

Quando la cefalea non è di origine diversa da quella tensiva, le terapie prescritte dal fisiatra non sono risolutive. Si possono adottare come strumento di aiuto, integrato in un approccio più complesso.

Anche in questi casi, gli interventi prescritti dal fisiatra possono essere masso-fisioterapici. Questi prevedono massaggio terapeutico decontratturante, eventuale fisioterapia, applicazione di terapie fisiche quali ultrasuoni e tecar. Altri specialisti del team o lo stesso neurologo che lo coordina definiscono la terapia più appropriata.

Igiene di vita

Soprattutto nelle cefalee muscolotensive, il fisiatra può fornire istruzioni al paziente per l’adozione di corretti stili di vita. Questi possono contribuire ad evitare o diminuire il ripresentarsi della patologia.

Quando parliamo di stili di vita, ci riferiamo all’adozione di posture corrette e uso di postazione di lavoro ergonomica. Aggiungiamo la necessità di trovare pause di ristoro a cadenza, nell’attività lavorativa, utili anche per la vista e per la mente. Infine, dobbiamo raccomandare l’importanza di tentare di sublimare lo stress con attività fisiche o passsioni ludiche (ma non il gioco d’azzardo!).

Ecco raccontato, in sintesi, perché occorre l’intervento del fisiatra per curare le cefalee.

 

Dott. Pietro Agostini
Medico Chirurgo – Specialista in Fisiatria, Medicina Fisica e Riabilitazione

 

16 Settembre 2021
La cefalea cronica è una malattia sociale

La Cefalea cronica è una malattia sociale. Lo ha stabilito una legge del Parlamento Italiano. Un problema molto serio, duque. Anche per la pesante sofferenza psicologica e relazionale che procura.

L’articolo che segue su questa condizione, terribilmente diffusa, ci è stato messo cortesemente a disposizione dalla Dott.ssa Valeria Perego, Psicologa e Psicoterapetuta.

La Dott.ssa Perego collabora con Politerapica – Terapie della Salute nell’ambito del progetto Medicina Vicina. Qui contribuisce alla presa in carico delle persone nella loro interezza, lavorando in team con tutti gli operatori sanitari della struttura. Svolge anche attività di Psicologa e Psicoterapeuta individuale e familiare. Coordina le attività di sostegno alla neogenitorialità.

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Cefalea – Malattia sociale

La cefalea cronica è una malattia sociale. Intendiamo dire che, a causa del considerevole numero dei soggetti colpiti, ha una grave incidenza sulla vita della società. A riconoscerlo, in Italia, è addirittura una legge. Parliamo della legge 14 luglio 2020, n. 81 dal titolo “Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale”.

Una vita complicata

Chi soffre di cefalea ha una vita molto complicata. Sperimenta un dolore cronico e insistente che perdura nel tempo e che può manifestarsi senza una causa organica riconoscibile. E’ costretto a ricorrere ad antidolorifici che hanno però scarsa efficacia nel lungo periodo. Oltre tutto, spesso non viene creduto.

Si tratta di una condizione che compromette la vita sociale, familiare e lavorativa della persona e si ripercuote anche su chi le vive intorno. E’ quindi una sofferenza che ha una sua dignità e come tale va considerata. Questo vale, indipendentemente dalla presenza o meno di una patologia fisica. Infatti, il dolore è un’esperienza soggettiva e non può essere definito solo da un punto di vista medico e fisico. Sarebbe una valutazione riduttiva e limitante.

Dobbiamo dirlo con chiarezza: quando parliamo di dolore bisogna considerare il fattore psicologico. La salute psichica e relazionale della persona può subire le conseguenze di un dolore cronico non più sostenibile dal paziente. In alcuni casi, il malessere emozionale può rappresentare la causa scatenante dell’algia (dal greco: algòs, dolore). In ogni caso, l’effetto dei fattori psicologici come ansia, stress, depressione e perfino caratteristiche di personalità, è negativo. Questi aumentano la sofferenza fisica della persona che ne soffre e aggravano la condizione di salute in generale.

Variabili psicologiche che peggiorano il dolore o la sua percezione

L’esperienza di dolore come quello della cefalea rende spesso la persona inabile sia fisicamente sia emotivamente. Può addirittura portare a cambiare il suo comportamento, la sua vita e le sue abitudini. Quando il dolore persiste nel tempo, è possibile che si instauri un circolo vizioso. Il dolore produce depressione, ansia e altri disturbi emotivi. Questi, a loro volta, producono malessere e possono intensificare il dolore percepito.

Osserviamo che molte persone che soffrono di cefalea riferiscono sentimenti di tristezza, sconforto, impotenza e rassegnazione. Arrivano anche a sperimentare veri e propri sintomi depressivi. Con un sintomo ormai divenuto cronico, la cefalea può inoltre causare preoccupazione, agitazione e dar vita a uno stato ansioso. Livelli di ansia oltre la norma, legati alla paura del dolore e all’eccessiva attenzione verso le sensazioni corporee hanno come effetto una maggior percezione di dolore. Si forma così un altro ciclo vizioso.

Risulta quindi chiaro che prendersi cura dei fattori psicologici di chi soffre di cefalea diventa una terapia per curare i suoi sintomi e, forse, in alcuni casi, le sue cause.

Come per molteplici patologie associate al dolore cronico, anche nella cefalea è comune la presenza di difficoltà legate al sonno. Siamo di fronte ancora ad un ciclo vizioso. La cefalea disturba il sonno e un sonno disturbato espone maggiormente al sintomo del dolore. Migliorare la qualità della vita fisica e psicologica può modificare l’associazione tra la cefalea e il disturbo del sonno. Si riduce così l’impatto del dolore sulla qualità del sonno e viceversa.

Infine, non è raro che chi soffre di patologie che fanno sperimentare un dolore cronico, provi un sentimento di rabbia. Questa è legata alla percezione della propria vita come limitata dal disturbo stesso. Ancora di più, è legata alla difficoltà nel riuscire a risolvere e curare definitivamente il proprio problema.

Variabili psicologiche che proteggono dal dolore

Alcuni aspetti della personalità dell’individuo possono aiutare ad affrontare in modo positivo il dolore. Sono fattori psicologici che, se presenti e sostenuti, aiutano le persone che soffrono di questo disturbo a condurre la propria vita. L’essere persone ottimiste e che non si arrendono, aiuta certamente ad affrontare con maggior positività il disturbo. Queste condizioni portano le persone ad aderire meglio alle prescrizioni mediche e ad avere così più probabilità di successo nel trattamento della cefalea. Esistono anche circoli virtuosi. Questo è uno di quelli. Atteggiamento positivo, migliore aderenza alle cure, maggiore successo, condizione positiva.

Anche l’accettazione del dolore aiuta. Intendiamo la predisposizione ad accoglierlo e a non osteggiarlo. Questa condizione aiuta a vivere un’esperienza dolorifica meno intensa. Ne consegue uno stato di maggiore benessere e a una maggiore riuscita delle terapie.

Il sostegno psicologico nel trattamento della cefalea

Il “mal di testa” è una patologia fisica ma i suoi sintomi possono costituire un segnale del corpo o della mente da non trascurare. Questa malattia, infatti, come molte altre, è un processo che coinvolge il corpo e la mente in maniera inscindibile. Per questo è fondamentale integrare i trattamenti farmacologici con interventi psicologici. Parliamo di un supporto specifico per il dolore cronico. Un supporto volto a ridurre il disagio e la sofferenza psicologica che si accompagnano al dolore fisico, spesso già di per sé devastante.

La cefalea induce i soggetti che ne soffrono a distaccarsi da attività familiari o lavorative che li impegnano eccessivamente. Possono arrivare al punto di isolarsi totalmente. In questi casi è anche opportuno chiedersi se al di sotto di questa “strategia” inconscia possa celarsi altro. È importante cercare di capire se l’isolamento rappresenti un effetto del disturbo o ne sia la causa o magari le due cose insieme. Per poterlo comprendere spesso però non è sufficiente un sostegno psicologico. A volte, può essere utile un percorso di psicoterapia. Ogni attacco di mal di testa infatti può nascondere un significato diverso sul piano della sfera emotiva.

Il dolore fisico della testa, per esempio, può rappresentare un modo per spostare sul corpo una sofferenza emotiva che non si riesce a prendere in considerazione in modo cosciente. Questo capita spesso in età evolutiva. Succede quando un bambino/a è ancora incapace di dare voce ad un disagio emotivo e arriva ad esprimerlo, appunto, attraverso un sintomo fisico. Tra bambini, adolescenti e adulti, però, la questione non cambia molto: un bambino o un adolescente che non vanno a scuola per un mal di testa non sono molto differenti da un adulto che per lo stesso motivo è costretto a stare a casa dal lavoro.

Accumulo di tensioni

La cefalea può anche rappresentare un accumulo di tensioni e conflitti emotivi repressi. In questi casi la funzione di queste tipo di emicranie è quello di mantenere un equilibrio emotivo tollerabile per la persona stessa. Ci possono invece essere mal di testa che insorgono dopo una prolungata attività fisica o mentale, spesso accompagnati da sonno, seguiti da una fase di ripresa senza mal di testa. Una condizione che fa venire in mente una sorta di rinascita dopo il recupero fisico.

L’emicrania, dal punto di vista psicosomatico può essere letta come un sintomo di difesa messo in atto dal soggetto che tenta di controllare razionalmente il suo mondo istintuale. In particolare cerca di “tenere a bada” la sua aggressività. L’attacco vero e proprio di emicrania rappresenta, infatti, il momento di conflitto tra le pulsioni e la coscienza che cerca di controllarne la loro espressione conscia.

Infine, il mal di testa può avere come bersaglio inconscio l’individuo stesso che per motivi diversi mette in atto dinamiche di autopunizione, diverse da caso a caso e per ogni soggetto che ne è afflitto.

Questi sono solo alcuni dei significati che un mal di testa può avere. Soltanto un’analisi più competente e approfondita può consentire di comprendere le motivazioni inconsce e quale significato colleghi il mondo emotivo della persona a quello corporeo. Parliamo di una valutazione spesso necessaria per comprendere e risolvere la cefalea.

La cefalea cronica è una malattia sociale

La cefalea è una condizione complessa che deve essere affrontata in modo multidisciplinare. Nel team, il ruolo dello psicologo è necessario quanto quello degli altri specialisti.

 

Dott.ssa Valeria Perego
Psicologa Psicoterapeuta